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Contro la corsa al riarmo: l’Europa deve ritrovare il coraggio della pace

di Clara Ranieri

Simbolo della Pace

Il 28 marzo una manifestazione prova a riaprire il dibattito pubblico su militarizzazione, democrazia e disarmo. Dalla Puglia parte anche una raccolta firme per sostenere una proposta di pace.

In Europa sta crescendo una sensazione sempre più diffusa: la politica internazionale sembra scivolare lentamente verso una nuova normalità fatta di riarmo, escalation militare e contrapposizioni permanenti. In questo clima, il volto della democrazia liberale rischia di essere messo in discussione non solo dai conflitti esterni, ma anche da tensioni interne che attraversano le società occidentali.

È dentro questo scenario che il 28 marzo si terrà una manifestazione che punta a riportare al centro del dibattito pubblico una domanda semplice ma radicale: la sicurezza può davvero essere costruita con più armi?

L’iniziativa arriva a pochi giorni dal referendum costituzionale e si inserisce nel solco delle mobilitazioni civili che, tra settembre e ottobre 2025, avevano attraversato piazze e città europee per chiedere un cessate il fuoco e sostenere la popolazione palestinese. Per gli organizzatori, quella stagione di proteste ha dimostrato che esiste una parte della società che non accetta la logica secondo cui la guerra sarebbe inevitabile.

Il punto centrale della contestazione riguarda l’aumento delle spese militari. L’ultima legge di bilancio ha infatti previsto ulteriori 9 miliardi di euro destinati alla difesa, portando l’impegno italiano vicino al 3% del PIL. Una crescita significativa che si inserisce in un quadro europeo più ampio, dove sempre più governi discutono di rafforzare i propri arsenali.

Infografica dell’ISPI

Per il movimento pacifista questa strada rischia di essere un vicolo cieco. La storia recente dimostra, sostengono, che ogni guerra prepara la successiva, alimentando un ciclo di instabilità che produce conseguenze devastanti non solo sul piano umano, ma anche su quello economico e sociale. L’Europa stessa, nata come progetto di pace dopo le tragedie del Novecento, rischia di allontanarsi dai valori che ne hanno guidato la costruzione.

Per questo motivo la mobilitazione non si limita alla protesta. In Puglia è stata avviata un’iniziativa promossa dal Comitato per la Pace, già sostenuta dal consiglio regionale, che punta a raccogliere firme per una proposta di disarmo. I cittadini potranno aderire sia online sia attraverso banchetti organizzati nelle città e nei comuni del territorio.

L’obiettivo dichiarato è costruire un movimento democratico capace di incidere realmente sulle scelte politiche. Un movimento che rimetta al centro un principio spesso dimenticato nel dibattito pubblico: la sicurezza non nasce dall’accumulo di armi, ma dalla capacità delle società di costruire cooperazione, giustizia e dialogo tra i popoli.

In un’epoca segnata da conflitti e polarizzazioni, la sfida lanciata dalla manifestazione del 28 marzo è ambiziosa. Ma la domanda che solleva resta inevitabile: se la guerra continua a generare altra guerra, chi avrà il coraggio di immaginare un’alternativa?

20 marzo 2026

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