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Orti Del Duca- patrimonio cittadino di cui prendersi cura

La struttura oggi mostra già gravi segni di degrado ed incuria nonostante sia stata data in appalto per 9 anni con l’importo di € 9.000 annuali,


di Rosa Maria Vinci

Il 16 Aprile del 2023 fu inaugurata a Martina Franca nel fantastico scenario della Valle d’Itria un’importante struttura di servizi adibita soprattutto a parcheggio per agevolare l’intero paese, soprattutto la zona Carmine ed il centro storico collassati delle numerosissime auto e della scarsità proporzionale di aree di posteggio. Un’opera complessa che coniuga la modernità di un parcheggio visivamente sostenibile con la salvaguardia dei beni paesaggistici e culturali del territorio. Seguendo le indicazioni del Ministero della Cultura e della Sovrintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale, l’amministrazione comunale ha fatto di un terreno abbandonato, pieno di rovi e erbe selvatiche un’area pubblica al servizio della comunità e dei visitatori che valorizza il contesto cittadino. Si articola in 5000 m2 di struttura edificata su due piani interrati, con capienza di 178 veicoli. Annesso vi troviamo un parco urbano con area verde e, nel rispetto della storia locale, è stato realizzato il recupero di testimonianze storiche quali un percorso medievale, una masseriola, un trullo, antiche arcate e una cisterna a campana.

Gioconda De Vito

La struttura dispone di una scala interna e di un ascensore tutto in vetro, a scarso impatto visivo con ingresso sul piazzale di via Bellini, da dove si può ammirare la bellissima valle dei trulli. Al di là della strada troviamo la piazzetta dedicata a Gioconda De Vito, violinista di fama mondiale, originaria di Martina, una delle pochissime scelte di toponomastica della città, dedicate a personaggi femminili. La bella struttura di cui sopra è stata progettata da tecnici di livello e realizzata da qualificate imprese di costruzioni. Vi hanno collaborato artigiani della pietra realizzando i bellissimi muretti a secco che la incoronano, inglobandola in un abbraccio di tradizione e storia locale, che la rendono parte integrante del panorama.

È costata complessivamente 4.820.000 euro, di cui 1.050.000 per l’acquisizione dei terreni ed è ovviamente da considerarsi un fiore all’occhiello di cui andare giustamente fieri, e come nel giorno dell’inaugrazione disse il sindaco Gianfranco Palmisano, un bene di cui prendersi cura. La cura di questo bene da circa un paio d’anni è stata affidata con appalto, della durata di 9 anni, per l’importo di € 9.000 annuali, scelta anche economicamente opinabile, ad una cooperativa con sede legale a Locorotondo che mi riservo di non nominare anche se l’appalto è pubblico. La gestione riguarda tutto l’immobile, dal parcheggio, agli immobili ad esso connessi, ai bagni compresi e all’intera area verde. La struttura oggi mostra già gravi segni di degrado ed incuria. Non è custodita né gestita in alcun modo se non per la cassa come si evince da una veloce analisi visiva a partire dall’ascensore e dalle scale, senza parlare dei bagni molto sporchi e sguarniti di ogni cosa. Presentano muffa sui muri e le porte coi buchi. Il parcheggio non è sorvegliato e a sera diventa anche rischioso andare a ritirare l’auto, specialmente se si è da soli.

Degrado a Orti Del Duca-

Ci sono troppi ingressi da dove si può uscire ed entrare a piacimento. Questa preziosa struttura come anche altre, ad esempio il parco giochi in via Taranto o il parco del Votano per i quali ci siamo entusiasmati, oggi pare lasciata in balia dell’inciviltà di molti e di bande di ragazzi che lì fanno qualunque loro comodo senza qualsiasi sorveglianza. Parchi fatti per le famiglie, oggi impraticabili. Sarebbe auspicabile da parte del Comune un controllo anche visivo ma periodico per verificare quanto scrivo e prendere provvedimenti. Non basta realizzare le opere se poi diventano imbarazzanti ed inutilizzabili a causa della non sorveglianza e non manutenzione. Servirebbero figure di sorveglianza continua sul posto che al momento non pare ci siano.

Bisogna convenire sul fatto che serve controllo anche perché, purtroppo stiamo diventando sempre più indifferenti e guardiamo solo al nostro orticello, senza valutare che il bene pubblico ci appartiene. Un fenomeno ovviamente non solo del nostro territorio, tuttavia non giustificabile. Lontani sono ormai i tempi delle donne che imbiancavano a latte di calce l’esterno delle loro case con scadenza quasi settimanale e lavavano le chianche dei vicoli perché fossero pulite e decorose. Fare un po’ di mea culpa e non chiudere gli occhi quando vediamo azioni di noncuranza sarebbe doveroso per tutti, senza lasciare tutto l’onere alle istituzioni che tuttavia ci auguriamo possano meglio vegliare sul bene pubblico.

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