La Salvaguardia del Patrimonio Palestinese passa dall’Armenia: Un Faro di Speranza al Matenadaran Cultura Libri 1 Agosto 20251 Agosto 2025 di M. Siranush Quaranta In un periodo di devastazione e perdita senza precedenti per il popolo palestinese, un raggio di speranza emerge dal cuore dell’Armenia. Il Matenadaran, l’illustre istituto di ricerca scientifica per manoscritti antichi a Yerevan, si prepara a diventare il custode temporaneo di una parte del patrimonio culturale palestinese, attualmente a rischio di estinzione. Come riferito da vari organi di stampa armeni, questo annuncio, fatto da Vahan Kostanyan, vice-ministro degli Esteri armeno, durante una conferenza internazionale di alto livello presso le Nazioni Unite, sotto la presidenza congiunta di Francia e Arabia Saudita, sottolinea un gesto significativo di solidarietà culturale e responsabilità umanitaria in un momento critico. Il contesto di questa iniziativa è tragicamente chiaro: il conflitto in corso a Gaza ha scatenato una crisi umanitaria di proporzioni immani, con oltre 35.000 palestinesi, in gran parte donne e bambini, che hanno perso la vita. Oltre alla catastrofe umana, la campagna militare ha inflitto danni irreparabili alle infrastrutture civili e, in modo allarmante, ai siti culturali, ai monumenti storici e alle istituzioni che incarnano e salvaguardano l’identità palestinese. La distruzione è così diffusa che le azioni in corso minacciano di cancellare un’eredità millenaria e l’identità stessa di Gaza. In questo scenario apocalittico, la decisione dell’Armenia di ospitare temporaneamente questi manufatti non è solo un atto di compassione, ma un’affermazione potente della resilienza della cultura di fronte alla distruzione. L’iniziativa mira a preservare un patrimonio che è un simbolo vivente dell’identità palestinese, garantendone la sopravvivenza per le generazioni future. È un riconoscimento che la distruzione del patrimonio culturale equivale alla cancellazione di una parte intrinseca dell’anima di un popolo. Questa mossa dell’Armenia acquista un significato ancora più profondo se vista attraverso il prisma della propria esperienza. Il testo sottolinea una netta differenza nella risposta internazionale rispetto alla crisi dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh). Tra dicembre 2022 e settembre 2023, un blocco di nove mesi del corridoio di Berdzor da parte dell’Azerbaigian ha strangolato circa 120.000 armeni etnici, privandoli di cibo, medicine, energia e aiuti umanitari, e causando una grave carestia e una crisi umanitaria. In quel contesto, gli sforzi per proteggere il patrimonio culturale dell’Artsakh sono ricaduti quasi interamente su individui e piccole istituzioni locali, con la quasi totale assenza di missioni organizzate a livello internazionale o statale per salvare o preservare questi manufatti. Oggi, l’Azerbaigian sta sistematicamente cancellando il patrimonio culturale e l’identità armena dall’Artsakh. Questa dolorosa esperienza ha evidentemente plasmato la prospettiva dell’Armenia e la sua sensibilità verso la protezione del patrimonio culturale in pericolo. La nazione, che ha conosciuto in prima persona gli orrori della guerra e la minaccia alla propria eredità culturale, si posiziona ora come un baluardo per un altro popolo sotto attacco. Vahan Kostanyan Il vice-ministro degli Esteri armeno Vahan Kostanyan ha ribadito la posizione del suo paese alla conferenza internazionale di alto livello sulla risoluzione pacifica della questione palestinese, sotto la copresidenza di Francia e Arabia Saudita. Nel suo discorso, Kostanyan ha sottolineato la convinzione dell’Armenia che solo l’esistenza di due stati indipendenti possa garantire stabilità, sicurezza e pace a lungo termine sia per il popolo palestinese che per quello israeliano. Guidata da questa ferma convinzione, l’Armenia ha riconosciuto lo Stato di Palestina nel giugno 2024 e ha successivamente stabilito relazioni diplomatiche con esso, accogliendo con favore anche le recenti dichiarazioni del Presidente francese Emmanuel Macron in merito al riconoscimento dello Stato di Palestina. Kostanyan ha evidenziato l’impegno costante dell’Armenia nel sostenere le esigenze del popolo palestinese, nonostante le proprie risorse limitate. Ha ricordato l’invio di aiuti umanitari a Gaza, in base a un accordo tra il Primo Ministro armeno e il Presidente egiziano, e il sostegno alle attività dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA). È stato in questo contesto che il vice- ministro ha formalmente annunciato l’accordo con la Palestina per ospitare temporaneamente il patrimonio culturale palestinese a rischio di estinzione presso il Matenadaran. Questo gesto va oltre la mera diplomazia; è un atto tangibile di sostegno e un richiamo alla responsabilità globale di proteggere il patrimonio culturale dell’umanità. L’Armenia ha inoltre sottolineato l’importanza di proteggere le comunità cristiane in entrambi i Paesi e di preservare lo status quo storico nella gestione dei luoghi santi di Gerusalemme. Alessando Ferranti @matenadaran.am In un’altra nota positiva che evidenzia il crescente ruolo del Matenadaran come centro di scambio culturale internazionale, l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica Italiana presso la Repubblica di Armenia, Alessandro Ferranti, ha recentemente visitato l’istituto insieme a sua moglie. Accompagnati dal Direttore Ara Khzmalyan e dal Vicedirettore Vahe Torosyan, gli ospiti italiani hanno avuto l’opportunità di esplorare il Museo Matenadaran, ammirando le sue inestimabili collezioni. La visita si è estesa ai dipartimenti chiave dell’istituto, inclusi il Dipartimento di Restauro, i laboratori di arti e mestieri medievali, il laboratorio di ricerca biochimica sui manoscritti e il laboratorio di produzione di carta da restauro armena. Questa immersione nelle attività del Matenadaran ha offerto all’Ambasciatore una visione approfondita della meticolosa cura e dell’avanguardia scientifica impiegate nella conservazione dei manoscritti. L’Ambasciatore Ferranti ha espresso il suo profondo apprezzamento per le attività dell’istituto e ha sottolineato l’importanza dell’espansione della cooperazione internazionale. Durante una conversazione privata, entrambe le parti hanno ribadito l’importanza di approfondire gli ambiti di collaborazione esistenti e di esplorare nuovi formati di cooperazione. Questa visita non solo rafforza i legami culturali tra Italia e Armenia, ma evidenzia anche il riconoscimento internazionale del Matenadaran come un’istituzione di eccellenza nel campo della conservazione del patrimonio, un ruolo che ora si estende alla salvaguardia di un tesoro culturale minacciato dalla distruzione.