Altri Sguardi sulla follia la mostra documento di Uliano Lucas al museo civico di Bari Arte Cultura Mostra Fotografica 2 Agosto 20252 Agosto 2025 di Pietro Fabris “Dignità, voce del verbo Essere” è il grido silenzioso che traspare da questa narrazione fotografica realizzata da Uliano Lucas. Il fotografo non ha soltanto documentato il disagio, ma immergendosi in certe realtà è riuscito ad accarezzarne le corde interiori con eleganza incisiva, immortalando gesti e atteggiamenti di un mondo che merita di essere ascoltato, soprattutto compreso. Gli scatti in mostra al Museo Civico di Bari dal titolo: “ALTRI SGUARDI, immagini della follia tra memoria e progetto”, sono il frutto di un’indagine fotografica a lungo termine con la quale il fotogiornalista ha inteso indagare il disagio mentale troppo spesso lasciato ai margini della vita; disagio in baleno all’arroganza di quanti fanno della rimozione e dell’occultamento la soluzione a ogni problema. Una mostra come occasione per misurare il polso di un’umanità che appare ripiegata su se stessa, incapace di guardare oltre i propri interessi. Un invito a liberarsi dalle visioni stereotipate e a riflettere su quanto sia importante guardare all’altro non come problema, ma come persona che l’insostenibile ipocrisia dell’essere finisce col segregare e non includere nel tessuto sociale. No allo stigma che marchia e condanna ai lager psicologici, no ai terribili campi di rottamazione dell’uomo al quale è negato il futuro decoroso. La mostra di Uliano Lucas, un viaggio di oltre 35 anni, tiene deste le coscienze di quanti, uomini onesti, sanno interrogarsi e non blaterare sulla storia personale di individui e loro famiglie che, non vanno abbandonati al loro destino fatto di solitudini. Questo cammino nel profondo quotidiano è un documento che fa da specchio alla nostra follia collettiva, così presuntuosa e amante dell’apparire, dimentica di realtà come i manicomi nei quali si mettevano a tacere bisogni interiori che reclamavano attenzione, ascolto. Quanta strada è stata fatta dalla legge Basaglia del 13 maggio 1978 che vede nell’altro un valore non un inciampo al comparire al di sopra del bene e del male. Memoria quindi e possibilità di guardare con occhi nuovi per riflettere su storie di quanti devono essere rispettati come persone. Questa mostra visitabile fino al 31 agosto ci interroga come componenti del tessuto sociale che non possono abbassare gli occhi davanti a finestre su spaccati del mondo reale la cui autenticità si manifesta con eloquenza affilata e spontanea. Un documento denuncia quella di Uliano Lucas che ha voluto smascherare i muri mentali di quanti facilmente dimenticano chi ha bisogno di essere sostenuto, accompagnato per ristabilire relazioni sane e, venga favorita l’integrazione sociale. Vi è da chiedersi: “Quanto è stato fatto e quanto vi è ancora da fare? Intanto le smorfie, gli sguardi catturati nella quotidianità ci interrogano, sembrano frame di una commedia pirandelliana, specchio della nostra follia, del nostro disagio sociale dove, fragili personaggi ci sentiamo in celle/set come burattini dell’ombra, danzatori impreparati sul palcoscenico della vita. Troppe volte, nell’incertezza del vivere ed essere ci sentiamo maschere invisibili, persone dimenticate nei depositi della memoria in attesa di andare in scena come attori smarriti della commedia umana, figuranti nei salotti degli eruditi annoiati in attesa di essere Ascoltati e soprattutto capiti, centralità della collettività. 2 agosto 2025
Analisi accurata di una società così piena di rumore ma terribilmente muta di fronte ai bisogni più profondi.grazie. Un articolo che non lascia spazio ai dubbiosi. Rispondi
Una mostra tutta da vedere per immedesimarsi e capire quello che il fotografo ci mostra per denunciare una realtà al di fuori del nostro mondo apparentemente privo di follia Rispondi
Grazie Piero per l’articolo che ci obbliga a meditare a fermarsi, a guardare non con gli occhi e il cuore del consumismo, ma con quelli dell’umanesimo. Rispondi