Giornata mondiale contro la tratta: un appello internazionale per invertire la rotta contro la criminalità organizzata Europa Sociale 31 Luglio 202531 Luglio 2025 di Maria Silvia Quaranta Nel cuore dell’Europa, a Strasburgo, echeggia un appello pressante in occasione della Giornata Mondiale contro la Tratta di Esseri Umani. Esperti del Consiglio d’Europa, attraverso il GRETA (Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani), uniscono le forze con l’ICAT (Gruppo di coordinamento interagenzia contro la tratta di persone) per lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile: la lotta alla tratta di esseri umani deve essere integrata al centro delle strategie globali di contrasto alla criminalità organizzata. Questo 30 luglio 2025, la comunità internazionale ha focalizzato l’attenzione sulla connessione intrinseca tra la tratta di esseri umani e le reti criminali organizzate, un legame che, secondo il Rapporto globale dell’UNODC sulla tratta di esseri umani del 2024, si manifesta in quasi il 74% dei casi analizzati. Un dato allarmante che sottolinea l’urgenza di un approccio coordinato, ambizioso e basato sui diritti per smantellare queste operazioni e proteggere le vittime. La presidente del GRETA Conny Rijken @nationaalrapporteur.nl “La tratta di esseri umani è una delle attività più redditizie della criminalità organizzata”, ha dichiarato recentemente ai media Conny Rijken, Presidente del GRETA. Una cruda realtà che trova terreno fertile nelle vulnerabilità individuali e nelle disuguaglianze strutturali. Le reti criminali, agili e senza scrupoli, sfruttano crisi globali, flussi migratori, complessità delle catene di approvvigionamento e, in modo sempre più preoccupante, le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale per facilitare la tratta transfrontaliera su una scala senza precedenti. Il quarto ciclo di valutazione del GRETA, attualmente in corso, pone l’accento proprio sull’importanza di affrontare queste vulnerabilità. Gli Stati sono chiamati a intensificare gli sforzi non solo nella prevenzione della tratta, ma anche nell’assistenza alle vittime vulnerabili e nella punizione esemplare dei trafficanti. La dimensione digitale di questo crimine emergente richiede una risposta decisa, con un’enfasi particolare sulla protezione dei minori, sempre più esposti ai rischi online. L’appello congiunto di GRETA e ICAT rappresenta un vero e proprio piano d’azione che riflette le raccomandazioni formulate dal GRETA nelle sue valutazioni sull’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Tra le priorità individuate figurano l’incremento delle indagini finanziarie, un passo cruciale per colpire il cuore economico delle organizzazioni criminali, garantendo che i beni confiscati siano destinati al risarcimento e al sostegno delle vittime. Si sottolinea inoltre il potenziamento delle capacità investigative e di perseguimento, con particolare attenzione ai crimini facilitati dalla tecnologia, che richiedono competenze specifiche e strumenti all’avanguardia. Un altro punto fondamentale è la protezione delle vittime da ogni forma di punizione: le vittime, spesso costrette a compiere atti illeciti sotto coercizione, devono essere tutelate e non criminalizzate per le azioni commesse come diretta conseguenza della loro condizione di tratta. La natura transnazionale della tratta impone poi un rafforzamento della cooperazione internazionale e con le aziende tecnologiche, per una collaborazione senza confini e l’impiego delle risorse tecnologiche per identificare e smantellare le operazioni. Infine, è essenziale il miglioramento della raccolta di dati affidabili, fondamentali per comprendere la portata del fenomeno e orientare le politiche di contrasto, e la lotta alle disuguaglianze strutturali, affrontando le radici socio-economiche che rendono gli individui più vulnerabili, aspetto cruciale per una prevenzione a lungo termine. Il simbolo del Consiglio d’Europa a Strasburgo Il GRETA, unico organismo di esperti indipendenti che monitora l’attuazione delle disposizioni giuridiche internazionali vincolanti in materia, è il custode della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Entrata in vigore nel 2008 e ratificata da tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, oltre a Bielorussia e Israele, la Convenzione rappresenta uno strumento giuridico fondamentale in questa battaglia. L’ICAT, forum politico delle Nazioni Unite, nato per migliorare il coordinamento e la cooperazione tra le agenzie e le organizzazioni internazionali, completa questo quadro di impegno globale. Dal 2018, il Consiglio d’Europa è un partner attivo dell’ICAT, testimonianza di una sinergia indispensabile per un approccio olistico e globale alla prevenzione, alla lotta e al sostegno delle vittime e dei sopravvissuti. “Mentre le reti criminali continuano a sfruttare crisi, disuguaglianze e vulnerabilità individuali, solo strategie globali basate su prevenzione, protezione e giustizia possono invertire la tendenza”, ha ribadito il Presidente del GRETA Rijken. Gli Stati devono perseverare nei loro sforzi, assicurando che le vittime ricevano il supporto necessario e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. La Giornata Mondiale contro la Tratta di Esseri Umani del 2025 è un potente richiamo all’azione. Con oltre 200.000 vittime individuate a livello globale tra il 2020 e il 2023 – una cifra che si ritiene sia solo la punta dell’iceberg – è imperativo che le autorità applichino leggi severe, conducano indagini proattive, rafforzino la cooperazione transfrontaliera e sfruttino la tecnologia per smantellare le operazioni di tratta. Il tema di quest’anno, “La tratta di esseri umani è criminalità organizzata – Fermiamo lo sfruttamento”, sottolinea non solo l’urgenza di contrastare un crimine atroce, ma anche la necessità di un approccio centrato sulle vittime, garantendo che la portata globale della campagna si connetta efficacemente con le realtà locali e con coloro che sono colpiti da questo abominio. Per questo motivo, ogni sforzo, dalla formazione delle forze dell’ordine alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, dall’implementazione di leggi più severe all’investimento in tecnologie avanzate per l’identificazione delle vittime e dei trafficanti, diventa cruciale. Le campagne di prevenzione devono raggiungere le comunità più a rischio, fornendo informazioni e risorse per riconoscere i segnali della tratta e cercare aiuto. La cooperazione tra paesi è indispensabile, in quanto i confini non fermano le reti criminali, e solo un’azione congiunta può garantire indagini efficaci e la cattura dei responsabili. Infine, il sostegno psicologico, legale e materiale alle vittime deve essere prioritario, per aiutarle a ricostruire le loro vite e a superare i traumi subiti. La lotta alla tratta di esseri umani è una responsabilità collettiva che richiede un impegno costante e una ferma determinazione. Cosa possiamo fare, come individui e come comunità, per contribuire a smantellare queste reti criminali e proteggere i più vulnerabili?