IL CIRCOLO DELLA VELA DI BARI OSPITA LO SCRITTORE NICOLA LAGIOIA IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA: “CHE “FEROCIA”: HO FATTO MORIRE LA MIA PROTAGONISTA A PAGINA 4!”

nicola lagioia la ferocia

di ROMOLO RICAPITO
Il Circolo della Vela di Bari ha ospitato la sera del 5 ottobre 2015 lo scrittore Nicola Lagioia, vincitore dell’ultimo  Premio Strega col romanzo La Ferocia pubblicato da Einaudi.

L’incontro, che fa parte di una serie di serate dedicate dalla “Vela” alla cultura, è stato condotto dal critico Oscar Iarussidella Gazzetta del Mezzogiorno, il quale ha parlato di una vittoria stracciante  dell’autore a danno degli altri “rivali” comeElena Ferrante, lasciati molto indietro nelle votazioni finali.
L’orgoglio di un barese sul podio di Villa Giulia è gratificante : l’ultimo autore pugliese a vincere il premio 20 anni fa fu la foggiana Mariateresa Di Lascia (scomparsa l’anno prima, nel 1994).
A proposito di “”La Ferocia “, nella sua introduzione Oscar Iarussi ha stabilito che trattasi di letteratura pura, operando un distinguo tra la letteratura di consumo, quella cioè in testa alle classifiche e la “vera” letteratura della quale Lagioia sarebbe uno dei più acclamati rappresentanti; narrativa  costituita cioè da pregnanza linguistica.
Si è comunque insistito troppo sul termine,   “letteratura-letteratura” per sottolineare la qualità della scrittura di Lagioia, esercitata anche in altre opere come Occidente per Principianti e Riportando tutto a casa.
Iarussi ha ricordato la sua militanza culturale con Lagioia come “vicini di stanza” al Lido di Venezia, nelle vesti di selezionatori delle opere da presentare alla Mostra del Cinema.
Riguardo l’ambientazione a Bari, Nicola Lagioia ritorna alle sue radici, o alle impressioni assimilate nel periodo della sua infanzia e adolescenza.
Lagioia è stato anche equiparato allo scrittore James Joyce nel suo rapporto di odio-amore con la natia Dublino (Oscar Iarussi ha definito lo scrittore irlandese “genio psicopatico”) ma anche alla Anna Maria Ortese di Il Mare non bagna Napolio al Curzio Malaparte di La Pelle.
Nel dettaglio, le città letterarie di questi autori, compreso il Lagioia, non sono quelle “reali”, ma una proiezione delle stesse.
Nicola Lagioia, del quale è stata ricordata la laurea in giurisprudenza, ha voluto ricordare anche i 40 anni dalla morte del poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini.
E dunque, così come la Napoli di Malaparte fu una ricostruzione spiazzante e onirica della “vera” Napoli, tanto la città partenopea del recente film con Valeria Golino “Per Amor Vostro” è allo stesso modo  straniata e onirica. Iarussi, che è anche critico cinematografico, ha abbinato queste opere in un gioco di paragoni e matrioske.
Proprio sulla scrittura e sul racconto, Lagioia ha asserito che si racconta ciò che si conosce , applicando però alla stessa scrittura una sorta di maschera, che forma un registro stilistico ben preciso.
A proposito dei Salvemini, famiglia di ricchi costruttori che egli mette a nudo nella Ferocia, l’autore ha garantito che trattasi di personaggi completamente inventati e non ricalcati su persone reali. Circa il suo acclamato romanzo, Lagioia ha raccontato che la protagonista muore a pagina 4, ma dalla sua morte viene ricostruita quella che è la sua storia per  tramite del fratellastro Michele.
“Sono uno scrittore lento  -ha spiegato il vincitore dello Strega – il che non è garanzia di qualità, ma non lo è nemmeno l’essere veloci”.
Non esisterebbe insomma un modus operandi per piacere al lettore, o per avere successo. Tornando a Clara (la protagonista- vittima di la Ferocia) si può senza dubbio sostenere che la sua morte è un pretesto per una precisa indagine sociologica, ovvero illustrare lo spaccato di una società.
Riportando tutto a casa, precedente romanzo di Lagioia, raccontava gli anni Ottanta. La Ferocia è più vicino ai nostri giorni e ai nostri turbamenti.
Iarussi ha rilevato nell’incipit del libro delle assonanze con lo  sceneggiato Twin Peaks.
Lagioia ha poi detto la sua opinione sulla recente fusione tra la Rcs-Mondadori, rilevando come la crisi dell’editoria faccia il paio con coraggiosi tentativi di creare ex novo librerie indipendenti oppure finanche case editrici nuove di zecca, in un paese fondamentalmente di non- lettori .
La serata è terminata con una serie di elogi  sperticati a Lagioia, che Romolo Ricapito, autore di questo articolo ha contestato, definendo il romanzo sopravvalutato.
Lagioia ha apprezzato comunque il mio intervento, sostenendo che l’opera letteraria ha lo scopo di dividere e non per forza di compiacere il lettore, scatenando in  questo modo discussioni e dibattiti, il che è l’essenza stessa della letteratura.

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