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Alex Zanardi: un ricordo che è vita

di Anna Materi

Alex Zanardi

Pilota di Formula 1, non ha mai davvero avuto l’occasione vincente della sua vita. Nel 2001 un violento incidente nel circuito CART, gli vede amputati entrambi gli arti inferiori.

Ripresosi dopo numerosi arresti cardiaci e continui interventi chirurgici, nasce.

Sì, NASCE.

Io la vita me la prendo” racconta ad un incontro con gli studenti in una scuola romana.

Incomincia la carriera ciclistica nel paraciclismo e da qui la sua vita assume un’altra forma, senza arti inferiori sì, ma una forma fatta di velocità, handbike costruite e modificate sulla sua persona, volontà.

Si legge in questi momenti e si sente ai giornali una parola su tutte, “esempio di resilenza”.

Noi vogliamo ricordarlo come esempio di “sostanza”,  quella che “sta” di fronte alle vicende della vita e le affronta.

Avrebbe potuto ritirarsi, vivere di rendita e viaggi intorno al mondo.

Il mondo,  invece lui ha contribuito a crearlo, donando a tutti noi, che in un modo o nell’altro siamo  comunque fragili, la capacità di capire che solo “stando davanti alle cose” si può pensare di viverle, semmai provare a cambiarle, ma viverle e per ciò vivere il vero senso della vita, perché “a stare fermi non succede niente”.

 È necessario allora che lui compisse un atto di consapevole volontà per cambiare le infauste condizioni di salute, di fronte alle quali deprimersi sarebbe stato il minore di tutti i mali.

Allora ZANARDI fa rima con VITA, qualunque essa sia, qualsiasi forma decida di prendere.

Perché solo se vivi decidi di girare quel famoso cucchiaino di zucchero nel caffè per renderlo ora sì dolce e aromatico.

Ciao VITA.

2 maggio 2026

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