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Giorgia Meloni a Yerevan: il Caucaso nella strategia italiana

Vertice della Comunità Politica Europea
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

La premier italiana Giorgia Meloni
La premier italiana Giorgia Meloni

Il 4 maggio Giorgia Meloni sarà a Yerevan per l’ottavo vertice della Comunità Politica Europea- CPE, prima di proseguire in serata verso Baku. Una missione a doppia tappa che riflette come il Caucaso meridionale sia diventato un asse prioritario della politica estera italiana: multilaterale con i partner europei prima, bilaterale sul gas poi.

L’Armenia si presenta all’appuntamento con la consapevolezza di chi ha compiuto una scelta di campo netta. Dopo le guerre del Nagorno-Karabakh e il progressivo deterioramento del rapporto con Mosca, Yerevan ha accelerato il riavvicinamento a Bruxelles, e il vertice ne è la conferma più visibile. Cinquanta delegazioni di alto livello, capi di Stato e di governo da tutto il continente, e per la prima volta un ospite extraeuropeo: il premier canadese Mark Carney, segnale di quanto il formato CPE stia allargando il proprio perimetro politico.

Le autorità armene hanno curato ogni dettaglio organizzativo. Il capo di gabinetto del primo ministro Arayik Harutyunyan ha seguito personalmente i lavori infrastrutturali lungo il percorso dall’aeroporto di Zvartnots al centro della capitale, mentre la diplomazia ha lavorato in parallelo per preparare le delegazioni straniere sull’agenda. Persino il mondo accademico si è mosso in anticipo: a fine aprile l’Università americana di Yerevan ha organizzato una simulazione del vertice, con studenti impegnati su dossier di sicurezza regionale e cooperazione con l’UE. Un segnale di quanto l’evento sia percepito come momento identitario, non solo istituzionale.

Il primo ministro Nikol Pashinyan ha indicato tre priorità: resilienza democratica, stabilità regionale e connettività. Parole che risuonano in modo particolare per un Paese che ha appena firmato un trattato di pace con l’Azerbaigian nell’agosto 2025, dopo decenni di conflitto. Non è un dettaglio secondario: fu proprio al vertice CPE di Praga del 2022 che Armenia e Azerbaigian compirono i primi passi concreti verso il riconoscimento reciproco dell’integrità territoriale, aprendo la strada alla missione di monitoraggio civile dell’UE. Ospitare oggi quel formato significa anche rivendicare i frutti di quel percorso.

Primo vertice bilaterale UE-Armenia
Primo vertice bilaterale UE-Armenia

Il vertice CPE sarà copresieduto da Pashinyan e dal presidente del Consiglio europeo António Costa. Ursula von der Leyen parteciperà alla sessione plenaria sull’unità europea in tempi di crisi e alla tavola rotonda su connettività e sicurezza energetica. A margine del CPE, Yerevan ospiterà il primo vertice bilaterale UE-Armenia (4-5 maggio) e la visita di Stato di Emmanuel Macron, con la firma attesa di un accordo di partenariato strategico franco-armeno che includerebbe la cooperazione in ambito difensivo. Una giornata che trasforma la capitale armena nel centro provvisorio della diplomazia europea.

Per Giorgia Meloni, la tappa armena vale come piattaforma per inserire l’Italia nel confronto europeo su energia, Ucraina e stabilizzazione del Caucaso, prima di atterrare a Baku dove il dossier gas diventa concreto: contratti, infrastrutture, forniture. Il Corridoio meridionale del gas, che dall’Azerbaigian raggiunge la Puglia via TAP, è oggi uno dei pilastri dell’approvvigionamento italiano. Questa missione nel Caucaso, terza di carattere energetico per Meloni dopo Algeria e Golfo, ne conferma il peso strategico in un momento in cui ogni rotta alternativa al gas russo vale doppio.

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