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Culla per la vita parte il progetto nelle scuole promosso da Asl Taranto ass. Simba e Teleperformance Italia

Culla per la vita: al via il progetto nelle scuole secondarie di secondo grado
promosso da Asl Taranto, associazione Simba e Teleperformance Italia
Una campagna informativa e di ascolto dei giovani; già cinque gli istituti che hanno aderito per oltre 1200 studenti coinvolti

Taranto, 23 novembre 2023 – È stato presentato stamattina, nell’Auditorium del Padiglione Vinci dell’ospedale ‘Ss. Annunziata’ a Taranto, il progetto di promozione della conoscenza della ‘Culla per la vita’ nelle scuole superiori tarantine, realizzato da Asl Taranto insieme all’associazione Simba e a Teleperformance Italia. Sono già cinque le scuole secondarie di secondo grado che hanno aderito all’iniziativa: al momento risultano coinvolti oltre 1200 ragazzi con più di 16 anni, che parteciperanno agli incontri, aperti anche al pubblico.

Promozione Culla per la Vita

Alla presenza dei dirigenti scolastici che hanno aderito all’iniziativa, della presidente di Simba Deborah Cinquepalmi e di Gianluca Bilancioni e Alessandro Ladiana, rispettivamente direttore finanziario e responsabile della comunicazione di Teleperformance Italia, il direttore generale della Asl di Taranto Gregorio Colacicco ha spiegato che “nelle prossime settimane insieme ai volontari di Simba e a Teleperformance Italia ci recheremo presso le scuole che hanno aderito per promuovere non solo la conoscenza della ‘Culla per la vita’, servizio fondamentale per garantire la sicurezza dei neonati, ma anche per sensibilizzare le giovani generazioni a una genitorialità responsabile e informarle sulle varie opzioni offerte dalle istituzioni e dalla legge a supporto della maternità, fino al parto in anonimato in ospedale”.

Il primo appuntamento in calendario si svolgerà nel Circolo Ufficiali della Marina Militare di Taranto che ospiterà gli studenti del liceo “Battaglini”. Sarà poi la volta dei ragazzi che frequentano il liceo “Vittorino da Feltre” e gli istituti “Maria Pia”, “Pitagora”, “A. Volta” e “Galileo Galilei” di Taranto. I volontari di Simba e rappresentanti di Teleperformance Italia si recheranno nelle scuole per incontrare gli studenti e spiegare loro come funziona la ‘Culla per la vita’ e quali sono i diritti e le possibilità offerte dalla legge a tutela della genitorialità.
“Ritengo sia estremamente importante potenziare la comunicazione sul territorio partendo dagli istituti scolastici, – ha dichiarato la presidente di Simba, Deborah Cinquepalmi – informando e sensibilizzando in maniera capillare sulle normative che tutelano i diritti delle donne, garantendo autonomia di scelta e consapevolezza e promuovendo un cambiamento culturale, un atteggiamento più accogliente e meno giudicante verso la difficoltà materna”.

“Già sette anni fa abbiamo subito condiviso il progetto della ‘Culla della vita’ – ha aggiunto il direttore finanziario di Teleperformance Italia Gianluca Bilancioni – perché perfettamente in linea con la nostra voglia di fare comunità ed essere presenti sul territorio. Vorremmo che questi nuovi incontri diventino un momento per condividere informazioni ma anche per ascoltare i ragazzi, raccoglierei i loro dubbi e far capire loro che fanno parte di una rete sociale pronta a supportarli, soprattutto quando devono affrontare scelte così importanti”.

La ‘Culla per la Vita’ è attiva a Taranto sin da dicembre 2016, quando venne consegnato alla città questo spazio protetto nel quale le mamme in difficoltà possono affidare i propri bambini neonati in totale sicurezza e con la completa garanzia di anonimato. La ‘Culla’ è stata creata grazie all’impegno dell’Associazione Simba OdV (a quei tempi denominata ‘Abio Taranto’), che ha accolto il suggerimento dell’allora direttore della Terapia Intensiva Neonatale, l’indimenticato pediatra Oronzo Forleo, e alla generosità di Teleperformance Italia, che avviò una raccolta fondi interna e donò 8mila euro. Da allora, non è mai stata azionata per affidare un bambino.
La ‘Culla per la Vita’ è situata sulla parete esterna dell’Ospedale Santissima Annunziata, all’incrocio tra via Dante e via Crispi, in un angolo ben riservato della strada ma comunque vicinissimo all’Unità terapia intensiva neonatale del nosocomio. La struttura è composta da una culla termica posta dietro una tapparella automatica, che si attiva una volta premuto il pulsante apposito; è riscaldata, dotata di sensori hi-tech che monitorano la temperatura, il battito cardiaco e la respirazione del neonato.

Promozione Culla per la Vita

A seguito dell’attivazione dell’apertura, la tapparella rimane aperta per circa un minuto: se non ci sono movimenti di introduzione del neonato all’interno, si richiude automaticamente e il sistema è pronto per un’altra apertura. Se invece viene rilevata l’introduzione all’interno della culla di un neonato, la tapparella si chiude mettendo al sicuro il bambino in un ambiente termicamente adeguato. Un sistema di sicurezza impedisce la riapertura dall’esterno della tapparella mentre un sistema di allarme allerta gli operatori sanitari in ospedale, che possono raggiungere la culla in pochissimo tempo, estrarla dalla struttura esterna e portarla nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Nel rispetto della privacy e della legge, non vengono attivate procedure per rintracciare o identificare chi ha lasciato il neonato nella culla, poiché questa persona ha esercitato un proprio diritto, lasciando il bambino in sicurezza e senza compiere alcun reato.
“Questi incontri nelle scuole – ha concluso il direttore generale Gregorio Colacicco – sono fondamentali per promuovere il diritto all’informazione. Ringrazio l’Ufficio Scolastico Regionale di Taranto e le scuole per la loro adesione e, soprattutto, l’associazione Simba e Teleperformance Italia che sono sempre vicini ai nostri bambini e pronti a supportarci nella realizzazione di progetti a tutela dei più deboli”.

La culla per la vita – cenni storici
La culla per la vita è una pratica che nasce nel passato: già nel 1188 esistevano le “ruote degli esposti”, la prima fu istituita in Francia, a Marsiglia, seguita poco dopo da quelle di Aix en Provence e di Tolone. Si trattava di un semplice cilindro di legno, posto nel vano di una finestra che si affacciava sulla strada, che ruotava su un perno; al suono del campanello, si attivava l’apertura e così la culla accoglieva il neonato. Il sistema si diffuse presto in tutta Italia e nel’800 se ne contavano circa 1200. Allora anche nella Città vecchia di Taranto erano presenti le “ruote degli esposti”: quella in vicolo.

Innocentini è stata così celebre da dare il nome alla strada, ma ce n’erano anche nel convento di Santa Chiara, ora sede del Tribunale per i Minorenni, nello spazio antistante la cattedrale di San Cataldo e in altre sedi caritatevoli. I bambini abbandonati venivano prima accuditi e spesso allattati dalle ‘rotère’, le donne addette alle ‘ruote’, per poi essere ceduti, dietro compenso pecuniario, alle famiglie che intendevano adottarli. Alla fine dell’Ottocento un medico, il dottor D’Andrea, si prodigò per abolire la ‘ruota’ degli esposti esistente in vicolo Innocentini e trasferire i neonati in alcune stanze della ‘Casa delle Donne Pentite’, nel vicolo omonimo: quella prima istituzione pediatrica (e neonatologica) ebbe il nome di ‘Asilo dei Lattanti’. In ogni caso, nel 1923 tutte le ruote rimaste furono ufficialmente soppresse e non fu più possibile l’immissione anonima dei bambini ma solo la consegna diretta. Più tardi, negli anni ’90 le culle per la vita iniziarono a rifiorire; non esiste un censimento ufficiale delle Culle per la vita attive ora nel nostro Paese ma ne risultano almeno una sessantina.
La ‘Culla per la vita’ di Taranto non è mai stata utilizzata in questi anni ma rappresenta un simbolo del sostegno offerto alle madri in difficoltà e uno strumento di tutela della salute dei neonati. Essa permette di affidare il neonato alle cure necessarie nel rispetto della legge, fermo restando il diritto della donna alla scelta sul riconoscimento e al segreto del parto. Ogni donna, infatti, ha il diritto di esprimere la propria volontà di non riconoscere il neonato alla nascita e ha diritto alla riservatezza sulla propria identità; lasciare il neonato nella Culla per la vita permette alla donna di non incorrere in alcun reato, poiché tale azione tutela il piccolo. La donna ha anche a disposizione un ulteriore periodo di riflessione dopo il parto (della durata non superiore a due mesi), richiedendo al Tribunale per i minorenni la sospensione della procedura di adottabilità.

Dopo la dichiarazione dello stato di adottabilità, il Tribunale per i Minorenni individua, tra le coppie che hanno presentato la disponibilità all’adozione nazionale, quella maggiormente in grado di educare e mantenere il minore, anche in relazione alle particolari caratteristiche di quel bambino. Il bambino viene quindi affidato alla famiglia (affidamento preadottivo) per almeno un anno. Se l’affidamento preadottivo ha esito positivo, il Tribunale decreta l’adozione e il minore diventa figlio legittimo della famiglia adottiva e ne assume il cognome.

24 novembre 2023

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