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Gioia del Colle ricorda Vito Osvaldo Angelillo con una targa commemorativa posta nel teatro Rossini

Vito Osvaldo Angelillo

di Piero Fabris

Vito Osvaldo Angelillo

Gioia del Colle ricorda Vito Osvaldo Angelillo con una targa commemorativa posta nel teatro Rossini. A dieci anni dalla scomparsa del poliedrico Artista Vito Osvaldo Angelillo, l’amministrazione comunale ha accolto la richiesta dell’UTE di omaggiare la memoria del Poeta, del commediografo, del regista, dell’attore con una targa sulla quale fossero incise queste righe: “Dove è la verità? Dove è la finzione? Qui si nasconde la menzogna! Ma siamo seri, chi si presta a questo gioco? Attenti, attenti! Finzione o realtà? Ma è tutto vero o solo un sogno?” Sono le parole con le quali si chiude l’opera intitolata: “IN PRINCIPIO”, da lui scritta a sedici anni e che la dice lunga sul suo percorso di ricerca e sperimentazione per mettere a fuoco la ragione vera che muove tutte le cose del “COSMO”, trasparenti che ci danno la misura della sua capacità di Ascolto e di andare oltre le apparenze; di voler essere in sintonia con l’universo, in sintonia vibratoria col tutto, visibile e invisibile. Un percorso, il suo, che nulla lascia al caso, ma che è segno di un cammino che risponde a esigenze del profondo. Vito Osvaldo Angelillo è attento a ogni refolo di complementarietà per la quale è indigesta la banalità. Un uomo esigente, un uomo a cui tutti riconoscono quell’autorevolezza che pretende dall’opera artistica l’espressione massima, quella più lucida che sa giungere e coniugarsi in un tutto tondo composto di emozioni nelle regioni rimosse dell’altro col quale ritrovare l’autentico principio dell’Essere. Una ricerca silenziosa e riservata che si manifesta in forme d’Arte diverse, ma non si prostituisce alla notorietà dei cialtroni dello spettacolo che vanno offrendo spazi espressivi sui quali o nei quali impera la vanità.

Vito Osvaldo Angelillo

Vito Osvaldo Angelillo era un uomo che amava i contenuti, i suoi spettacoli dovevano mettere a nudo lo spettatore, interrogarlo, mettere in crisi il proprio sistema di collaudata quotidianità, volgerlo a quella dimensione verticale che distingue il necessario dall’utile. Si coglie in tutti i suoi lavori lo spessore di chi legge, rilegge e sempre si interroga davanti alla follia del mondo non assolvendo la mediocrità celata dietro maschere ipocrite, divertendosi (forse) a metterla davanti a commedie della vita assurda. Capiamo il disprezzo verso un uomo come lui che nel suo studiolo interiore e dal terrazzo dell’altopiano della coscienza rimuove veli e sipari cercando espressioni comunicative eleganti e immediate che mettano a nudo l’uomo, anestetizzato dal rumore, dal caos che alimenta i miraggi di supremazia e innalza muri tra gli esseri umani. La sensibilità dell’Angelillo gli permetteva di immergersi in oceani vibrazionali che annullano le distanze e fanno di ogni frequenza un canale comunicativo che abbraccia e innalza a pensieri sferici, a sperimentazioni cristalline dove tutto concorre a contemplare l’orizzonte senza confini. 

One thought on “Gioia del Colle ricorda Vito Osvaldo Angelillo con una targa commemorativa posta nel teatro Rossini

  1. Chi, come il Nostro, ha studiato Pericle, Socrate, Platone e Aristotele, ha capito tutto del mondo, che così ha cercato di rimodellarlo sulla scia di autori contemporanei, Il Suo lavoro va diffuso e analizzato, questa Gazzetta dovrebbe farsene promotore. nicola cristofaro

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