18 maggio. La riapertura e la speranza

di Anna Gomes 

Ieri, 18 Maggio, giornata di riapertura per i negozi, ristoranti, parrucchieri, bar. E le chiese per la gioia dei fedeli, riprendono le messe anche se con tante limitazioni.

Finalmente liberi!

Liberi di prenderci un caffè al bar, liberi di provare una maglietta nel negozio sotto casa, liberi di gustare una pizza seduti al tavolo del ristorante.

Via Sparano a Bari ieri era gremita di gente, bambini in bicicletta, passeggini, anziani che uscivano per la prima volta dopo tre mesi di chiusura.
Insomma un vero e proprio  tripudio di allegria e di speranza  dopo mesi di quarantena!
Una messa

Ma la nostra e’ una libertà condizionata: dobbiamo stare attenti al Virus maledetto che circola ancora, dobbiamo uscire con mascherina e possibilmente guanti, dobbiamo allontanarci di un metro e più dagli altri e via dicendo. Vietato formare gruppetti di amici o parenti.

Qual’è allora il confine tra paura e libertà? Tra salute e malattia?
Il governo deve necessariamente riaprire per la crisi economica in atto. Ma a che prezzo, tutto ciò?
Lo Stato questa volta si affida a noi cittadini e conta moltissimo sul nostro senso civico e di responsabilità.
Ma saremo capaci di non deludere il Governo? E fino a che punto siamo ancora pronti a sacrificarci per noi e sopratutto per gli altri?
E gli altri rispetteranno le regole come noi?
Insomma è iniziata una nuova era, quella della Fase 2, quella del fai da te, quella della speranza e della riapertura si, ma con cautela.
Buona fortuna a tutti allora!
19 maggio 2020

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