Cara RAI ridacci il varietà

 

di Clelia Conte

Gigi Proietti, qualche sera fa è stato capace di incollare alla poltrona sia me che mio figlio.

La leggerezza dei suoi discorsi e il susseguirsi di battute, ospiti, canzoni e balli hanno alleggerito una serata casalinga.

Mi sono ricordata come un tempo i varietà erano ricchi di veri artisti e valorizzavano tutte le arti e non sempre le stesse persone come oggi fanno ad esempio Vespa che ospita sempre i soliti psicologi, psichiatri e opinionisti vari: che noia!  L’italia è ricca di ottimi professionisti e artisti perché non variare?

Hanno stancato queste noiose trasmissioni strappalacrime all’americana che martellano sui soliti fatti e personaggi come Albano e casi di cronaca che oramai non meritano più un minimo di privacy per le famiglie.

Gli italiani creavano programmi tv invidiati in tutto il mondo, ora invece scopiazzano trasmissioni tv globalizzate, americanate che hanno reso il piccolo schermo diseducativo e banale capace di svuotare di contenuti l’essere umano.

I canali culturali sono solo per eletti e la buona tv è quasi inesistente.

Cara RAI, invece di fare concorrenza a Mediaset replicando più o meno gli stessi programmi, perché non torni ad essere la “mamma RAI” che educava gli spettatori a tutte le arti? Vi assicuro che mi sono fatta portavoce di una grande fetta di utenti di quella televisione della quale si paga il canone e perciò si pretende qualcosa in più.

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