Roma celebra i 35 anni dell’indipendenza armena: all’Auditorium della Conciliazione la musica diventa ponte tra Armenia e Italia Eventi 25 Settembre 202625 Settembre 2026 di M. Siranush Quaranta Logo per i 35 anni dell’indipendenza Armena ROMA – Con un Concerto di Gala di alto profilo artistico e istituzionale, l’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia ha celebrato, martedì 22 settembre, il 35° anniversario dell’indipendenza del Paese caucasico. La cornice scelta è stata l’Auditorium della Conciliazione, a pochi passi da San Pietro, che ha accolto rappresentanti delle istituzioni, membri del corpo diplomatico, giornalisti e una numerosa delegazione della diaspora armena in Italia. A fare gli onori di casa è stato l’Ambasciatore Vladimir Karapetyan, affiancato dalla gentile consorte Lilit Nazarian. Per le istituzioni italiane hanno partecipato, tra gli altri, il deputato Giulio Centemero e l’on. Gianmauro Dell’Olio. Erano presenti S.E. Boris Sahakyan, Ambasciatore armeno presso la Santa Sede, e i tre Consoli onorari armeni in Italia Pietro Kuciukian, Gagik Sarucanian e Dario Rupen Timurian. Discorso di S.E. Karapetyan @Foto Ambasciata d’Armenia in Italia Nel discorso d’apertura, S.E. Karapetyan ha descritto la ricorrenza non soltanto come un momento di bilancio sui traguardi raggiunti dal 1991 a oggi, ma come l’avvio di una nuova fase fondata su pace, democrazia e sviluppo sostenibile. Ha ricordato l’impegno del governo nel consolidare una stabilità duratura per l’Armenia e per l’intera regione, indicandola come l’eredità più preziosa da consegnare alle nuove generazioni. La storia armena, ha precisato, dimostra come la prosperità sia fiorita nelle stagioni di pace, sorretta da istituzioni democratiche solide e dallo stato di diritto, e come il talento di artigiani, mercanti e artisti abbia lasciato un segno ben oltre i confini nazionali. Da qui l’invito rivolto alle autorità italiane a guardare con fiducia agli imprenditori armeni, nel quadro di relazioni con l’Italia e con l’Unione europea che poggiano su valori storici e culturali condivisi. Gerardo Di Lella Grand Orchestra Il cuore della serata è stato tuttavia il programma musicale, affidato alla Gerardo Di Lella Grand Orchestra e diretto dallo stesso Maestro Di Lella. Un percorso costruito come dialogo tra due tradizioni: da un lato le pagine di Aram Khachaturian e Arno Babajanyan, cui si è affiancato l’omaggio a Charles Aznavour, simbolo della diaspora armena nel mondo; dall’altro le colonne sonore che hanno scritto la storia del cinema italiano, firmate da Nino Rota, Ennio Morricone, Armando Trovajoli e altri maestri, con la partecipazione della cantante lirica armena Goar Faradzhian. L’accostamento ha messo in luce affinità di sensibilità melodica e di vocazione narrativa tra i due patrimoni artistici, raccogliendo il calore di una platea che ha seguito con attenzione l’intera esecuzione tributando applausi convinti. Al termine del concerto, un ricevimento riservato ha offerto agli invitati un assaggio della proverbiale ospitalità armena: piatti della tradizione nazionale (ghapamà, tolmà, lavash) abbinati a vini di pregio del Paese e un buffet di dolci tipici – tra cui pakhlavà, gatà e sujukh -, molto apprezzato. Un momento conviviale che ha favorito l’incontro e il confronto tra mondo diplomatico, culturale e dell’informazione.La celebrazione romana conferma il ruolo della diplomazia culturale come strumento di avvicinamento tra i popoli. A trentacinque anni dall’indipendenza, l’Armenia ha scelto di raccontarsi nella Capitale attraverso il linguaggio universale della musica, ribadendo un’amicizia con l’Italia che affonda le radici in secoli di scambi e che trova, in serate come questa, una voce capace di parlare a tutti.