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Cento anni dopo l’alluvione del 1926, all’Archivio di Stato di Bari la memoria diventa lezione: dalla calamità alla foresta di Mercadante

Giornate Europee del Patrimonio presso l'Archivio di Stato di Bari
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Archivio di Stato di Bari
Archivio di Stato di Bari

Cento anni dopo, la memoria diventa lezione. Il 26 e 27 settembre 2026, nelle Giornate Europee del Patrimonio dedicate al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, l’Archivio di Stato di Bari riapre il capitolo dell’alluvione del 1926, la terza del Novecento a colpire la città, per raccontare non solo il dolore di quei giorni ma ciò che ne nacque. Da quella ferita, infatti, prese forma una delle più ambiziose trasformazioni del paesaggio pugliese: la foresta di Mercadante, piantata sull’Alta Murgia per trattenere le acque meteoriche degli eventi eccezionali.

Il racconto prende corpo in una mostra documentaria fatta di carte d’archivio, fotografie, planimetrie e progetti, che restituisce la portata della tragedia e la fatica della ricostruzione. Il percorso segue le scelte con cui si provò a cambiare il rapporto tra ambiente e popolazione e si sofferma sui provvedimenti che portarono al grande rimboschimento, senza dimenticare il reticolo idrografico della Terra di Bari e le sue lame. La vicenda della foresta mostra come un evento naturale di eccezionale gravità possa innescare una riflessione più ampia sul governo del territorio, con effetti che durano ancora oggi sul paesaggio.

Locandina dell'evento
Locandina dell’evento

Ad aprire la giornata di sabato 26, dalle 9.30, sarà il convegno “1926-2026: dalla calamità il rinnovamento per la protezione del territorio. L’alluvione a Bari del 1926 e la nascita della foresta di Mercadante”. Dopo l’intervento del direttore Adriano Buzzanca sul valore della documentazione custodita in Archivio, porteranno il loro saluto Maria Simone per il MU.TE.C., il sindaco di Cassano delle Murge Davide Del Re, il dirigente scolastico Leonardo Campanale, Ersilia Pietroforte e Pietro Bello, presidenti dei Club per l’UNESCO di Cassano e di Bari, e Antonello Fiore, presidente nazionale della SIGEA. Spazio poi ai giovani: la professoressa Vincenza Fraccascia presenterà “Breaking challenge”, il laboratorio di Cassanoscienza 2026 che invita a leggere territorio e cambiamenti climatici per decidere con consapevolezza. Chiuderanno Antonio Labalestra e Michele Mossa, del Politecnico di Bari, che sul paesaggio della foresta Mercadante come patrimonio culturale offriranno due sguardi complementari, quello dello storico dell’architettura e quello dell’idraulico. Fino alle 13 i funzionari archivisti guideranno il pubblico tra i documenti, affiancati dal personale dell’Istituto; domenica 27 la mostra sarà visitabile con ingresso dalle 10 alle 13.L’iniziativa è promossa dall’Archivio con il Club per l’UNESCO di Cassano delle Murge, insieme a MU.TE.C., Comune di Cassano, Liceo don Lorenzo Milani, sede associata Leonardo da Vinci, Politecnico, Club per l’UNESCO di Bari e SIGEA. Fa parte del progetto FICLU “Geoparchi, parchi, territori e comunità”, sostenuto con la Società Geografica Italiana, e vuole aprire uno spazio di confronto tra istituzioni, cittadini, esperti e operatori, per far crescere nelle comunità la consapevolezza del valore del patrimonio geologico e naturale e del suo ruolo nella gestione dei rischi e nella mitigazione del cambiamento climatico. È solo il primo passo: gli studenti del liceo di Cassano saranno coinvolti in un percorso di formazione scuola-lavoro e la mostra approderà poi nella cittadina murgiana. Perché conoscere il passato, e custodirne le tracce, è già un modo di proteggere il futuro.

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