Dire grazie a Lea Melandri: la madre del femminismo italiano che oggi ha bisogno di noi Cultura Sociale 14 Giugno 202614 Giugno 2026 Una vita dedicata alla giustizia sociale e alla liberazione di donne e uomini. Ora un appello chiede per lei il riconoscimento della Legge Bacchelli. di Cinzia Santoro Ci sono vite che cambiano silenziosamente il corso della storia, lasciando un’impronta indelebile nella cultura e nella società di un Paese. Quella di Lea Melandri è senza dubbio una di queste. Saggista, attivista, giornalista e figura chiave del femminismo italiano, ha speso decenni a scardinare l’oppressione di genere e a promuovere una cultura antiautoritaria. Oggi, anziana e in condizioni di grave indigenza, ha bisogno del sostegno di quella collettività a cui ha dato così tanto. Per questo è nata una mobilitazione spontanea che chiede l’assegnazione del contributo straordinario previsto dalla Legge Bacchelli, il fondo statale a favore di cittadini illustri che versano in stato di particolare necessità. Chi è Lea Melandri? Lea Melandri in una foto recente Nata a Fusignano nel 1941, Lea Melandri ha attraversato e influenzato i movimenti sociali più significativi del Novecento italiano. Il suo attivismo non si è mai tradotto in una ricerca di visibilità politica o profitto economico; al contrario, le sue strade sono sempre rimaste programmaticamente lontane dal denaro e dal potere, guidate solo da un profondo senso di generosità e giustizia sociale. La sua attività si è sviluppata principalmente attorno a tre pilastri inscindibili: il pensiero, la scrittura e la pratica militante. Nelle assemblee, nei seminari e nelle piazze, intere generazioni hanno potuto incontrare la ricchezza delle sue analisi, capaci di parlare non solo alle donne, ma anche agli uomini, proponendo una liberazione comune dai vincoli del patriarcato. L’eredità intellettuale di Lea Melandri è oggi considerata un punto di riferimento imprescindibile negli studi di genere, sia in Italia che all’estero. Tra i suoi contributi più alti ricordiamo: “Come nasce il sogno d’amore”: un testo teorico formidabile, inserito dagli esperti tra i 15 libri più significativi del Novecento italiano. Le riviste storiche: ha fondato e diretto pubblicazioni fondamentali come L’erba voglio e Lapis, che hanno rappresentato veri e propri laboratori di riflessione sulla pratica antiautoritaria nella scuola e sulla soggettività femminile. La “scrittura di esperienza”: l’ideazione di corsi e laboratori in cui la memoria personale si fa strumento di indagine politica e collettiva. L’appello: un dovere della Repubblica Oggi Lea Melandri è anziana e indigente, a tal punto da rischiare di non avere i mezzi necessari per garantirsi le giuste cure mediche. Sostenere la sua candidatura alla Legge Bacchelli non è un atto di carità, ma il dovuto riconoscimento materiale da parte della Repubblica Italiana nei confronti di una donna il cui lavoro è ormai patrimonio culturale della nazione. È il momento di restituire, almeno in parte, la straordinaria generosità che ha caratterizzato la sua intera esistenza. Come aderire alla campagna La mobilitazione è aperta a tutte e tutti coloro che vogliono aggiungere il proprio ringraziamento e sostenere formalmente la richiesta del vitalizio. Per aderire all’appello è sufficiente inviare una mail all’indirizzo dedicato: 📩 bacchelliperlea@gmail.com Dire grazie a Lea Melandri significa difendere la memoria storica del femminismo italiano e stare al fianco di chi ha speso la vita per le cause giuste.