Dalla malinconia di Mozart all’estasi nordica di Grieg passando da Franck: Perpich e Camicia chiudono in trionfo il Festival Nikolaos concerto Musica 14 Giugno 202614 Giugno 2026 di M. Siranush Quaranta Il duo Perpich e Camicia Si è conclusa venerdì 12 giugno, nella splendida cornice barocca della Chiesa di Maria SS del Carmine nel cuore di Bari Vecchia, la prima edizione del Festival Internazionale di Musica “Nikolaos”, voluto dal presidente della Fondazione Nikolaos Vito Giordano e affidato alla direzione artistica di Oleg Vereshchagin. A suggellare la rassegna, un duo di assoluto valore internazionale: il violinista Alessandro Perpich e il pianista Pierluigi Camicia, protagonisti di una serata che ha trascinato un pubblico numeroso — la chiesa gremita in ogni posto — attraverso tre secoli di grande musica cameristica. Il programma, intitolato “Viaggio tra Classicismo Viennese e Romanticismo“, ha proposto la Sonata n. 21 in mi minore K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sonata in la maggiore di César Franck e la Sonata n. 3 op. 45 in do minore di Edvard Grieg, con bis finale affidato alla Danza degli spiriti beati di Gluck nella celebre trascrizione per violino e pianoforte. Il violinista Alessandro Perpich durante l’esibizione La serata si è aperta con la K 304, l’unica sonata per violino di Mozart in tonalità minore. Composta a Parigi nel 1778, porta i segni di un momento biografico lacerante: la morte della madre Anna Maria e la delusione amorosa per Aloysia Weber, la cantante di cui Mozart era innamorato e che la famiglia di lei non considerò partito adeguato, facendogli sposare la sorella. Come ha spiegato Perpich prima dell’esecuzione, il tema finale del secondo movimento riaffiora in pagine successive del compositore, quasi cifra di un dolore mai del tutto elaborato. L’interpretazione del duo ha restituito appieno questa dimensione intima, con un fraseggio levigato capace di sussurrare dove altri griderebbero. Pierluigi Camicia al pianoforte La Sonata in la maggiore di Franck, scritta nel 1886 come dono di nozze per il violinista Eugène Ysaÿe, è uno dei vertici del repertorio cameristico tardo-ottocentesco. Composta a sessantaquattro anni, fonde contrappunto tedesco e sensibilità armonica francese attraverso la tecnica del tema ciclico: il materiale iniziale ritorna trasformato in ciascuno dei quattro movimenti creando un’unità architettonica di straordinaria coerenza. Perpich ha offerto al pubblico una propria lettura poetica — i quattro movimenti come fasi di una storia d’amore — illuminando la complessità franckiana con una luce emotiva immediata. L’esecuzione è stata di grande levatura, con Camicia capace di costruire un pianoforte che in questa sonata non accompagna ma dialoga da voce pari. La Sonata n. 3 op. 45 di Grieg ha chiuso il percorso serale con un affondo nell’universo nordico. Perpich, tra i pochi violinisti ad aver inciso l’integrale delle sonate del compositore norvegese, ha raccontato del proprio viaggio tra fiordi e Lofoten, sulle tracce di un artista che amava ritirarsi nella villa di Troldhaugen affacciata sull’acqua. L’op. 45 ne è uno degli esiti più compiuti: folklore nordico innestato sulla forma classica, ritmi asimmetrici, una tavolozza armonica che anticipa l’impressionismo. I due interpreti ne hanno dato una lettura capace di bilanciare rigore e spontaneità. I due musicisti protagonisti della serata Il bis con la Danza degli spiriti beati ha sospeso il tempo in un silenzio carico di emozione, prima del lungo applauso finale. Una prima edizione riuscita, che ha dimostrato come Bari sappia rispondere con entusiasmo a una proposta musicale di alto profilo. L’appuntamento è alla prossima edizione.