L’archeologia incontra le città. Le Giornate Europee animano la Puglia con una mostra inedita all’Archivio di Stato di Bari Cultura Eventi Storia 12 Giugno 202612 Giugno 2026 di M. Siranush Quaranta Ogni anno, nel secondo fine settimana di giugno, l’Europa si ferma davanti alle proprie radici più antiche. Le Giornate Europee dell’Archeologia — conosciute con l’hashtag #EADays — rappresentano uno degli appuntamenti culturali di maggiore risonanza nel calendario continentale. Nate in Francia nel 2010 per iniziativa dell’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP), con il patrocinio del Consiglio d’Europa, la manifestazione ha conosciuto una rapida espansione fino a coinvolgere oggi decine di Paesi e migliaia di siti. Il principio fondatore è tanto semplice quanto efficace: aprire al pubblico gli spazi normalmente riservati ai professionisti — cantieri di scavo, depositi, laboratori, archivi di ricerca — per mostrare l’archeologia come pratica viva, abitata da studiosi che ogni giorno compiono scelte scientifiche decisive per la comprensione del passato collettivo. In Italia la manifestazione è sostenuta dal Ministero della Cultura, mentre in Puglia il programma è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia. Il panorama pugliese dell’edizione 2026, dal 12 al 14 giugno, è particolarmente ricco. Al Castello Svevo di Bari domenica 14 giugno si svolgerà il concerto dell’AYSO Young Soloists, instaurando un dialogo tra musica classica e uno dei monumenti simbolo del patrimonio pugliese. Al Parco di Monte Sannace i bambini potranno partecipare al laboratorio “A caccia delle storie“, simulazione di uno scavo, mentre il direttore Savino Gallo presenterà i primi risultati delle indagini sull’acropoli dell’antica Thuriae. Anche Siponto aprirà le aree di ricerca in corso; a Egnazia saranno aperti i depositi e la suggestiva Tomba delle Melegrane, normalmente non visitabile. A Canosa, Altamura, Ruvo, Manfredonia e Lecce si susseguiranno cantieri aperti, laboratori didattici e visite teatralizzate. Locandina della mostra-documentario Inserito in questo programma si colloca l’evento all’Archivio di Stato di Bari. La mostra documentaria “L’archeologia invisibile. Scavi di antichità nell’Archivio di Stato di Bari” apre una finestra su una dimensione della ricerca raramente esplorata in contesti espositivi. L’istituzione, afferente alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, diretta dal dott. Adriano Buzzanca, custodisce un patrimonio documentario di straordinaria ricchezza: carte amministrative, relazioni tecniche, fotografie storiche e corrispondenze ufficiali che raccontano, con il linguaggio asciutto della burocrazia statale, secoli di interesse per il sottosuolo pugliese. L’archeologia, ci ricorda questa mostra, non vive soltanto nei cantieri e nei musei, ma anche tra le pagine degli archivi, dove si conserva la memoria delle scoperte e delle scelte conservative che hanno plasmato la nostra comprensione del passato. Il percorso espositivo ricostruisce importanti pagine della storia degli scavi in Puglia, riportando alla luce non solo i reperti, ma le vicende umane e istituzionali che li hanno accompagnati. La mostra è visitabile domenica 14 giugno 2026, dalle ore 10:00 alle ore 12:30, con ingresso libero, presso la Cittadella della cultura in via Oreste Pietro 45 a Bari. Un’occasione per scoprire che anche un archivio può diventare un luogo di scoperta.