DCA: l’epidemia nascosta che colpisce sempre più giovani Salute e Benessere Società 13 Maggio 202615 Maggio 2026 Dall’anoressia alla bulimia, cresce l’allarme per i disturbi del comportamento alimentare: sintomi, cause, rischi e nuovi approcci terapeutici. di Alessandro Faino Spesso associati a disturbi d’ansia e a disturbi dell’umore, nelle varie espressioni con cui si manifestano i Disturbi del comportamento alimentare (DCA) o semplicemente Disturbi dell’alimentazione rappresentano nell’ultimo trentennio la condizione patologica più diffusa nelle società occidentali. Si tratta di espressioni patologiche caratterizzate da un comportamento alimentare disfunzionale e da una preoccupazione eccessiva per il peso del corpo, in genere accompagnata da un’alterata percezione dell’immagine corporea. Tali aspetti inoltre sono spesso correlati a bassi livelli di autostima e in generale a Disturbi della Personalità. I DCA rappresentano un rilevante problema di salute pubblica dal momento che per l’anoressia e per la bulimia, negli ultimi decenni, si è registrato un progressivo abbassamento dell’età di insorgenza, tanto che sono sempre più frequenti diagnosi in età preadolescenziale e nell’infanzia. Inoltre, con la pandemia Covid-19, i DCA sono di molto aumentati tra gli adolescenti, soprattutto l’Anoressia nervosa. L’Anoressia nervosa è una patologia severa che colpisce principalmente il sesso femminile (il 90% dei soggetti colpiti sono donne tra i 15 e i 25 anni d’età) e si manifesta con terrore di ingrassare, rifiuto del cibo, allenamento smodato, rilevanti cambiamenti nell’umore. In generale, l’epidemiologia mette in luce che il fenomeno anoressico ha una prevalenza di circa di 1 caso su 100 persone. Domina nelle classi medio-alte e tra le adolescenti (femmine vs. maschi: 9:1) con un’età media di 17 anni (12-25 anni, con due picchi a 14 e a 18 anni). L’incidenza dell’Anoressia nervosa (nuovi casi all’anno per 100.000 persone) è di 19 per le femmine e di 2 per i maschi. Può manifestarsi con restrizioni nell’assunzione di cibo, o con mangiate seguite da vomito autoindotto, uso di purganti, lassativi, e iperattività fisica. L’Anoressia nervosa può compromettere gravemente tutti gli organi e gli apparati del corpo umano (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico) e, nei casi gravi, portare alla morte. L’Anoressia nervosa è correlata a una mortalità 5-10 volte maggiore di quella di persone sane della stessa età e sesso, includendo anche il suicidio. La Bulimia nervosa ha una prevalenza dell’1-2%. Non riconosce una classe sociale preferita. Spicca nell’età compresa fra i 12 e i 35 anni con un picco a 18 anni. Colpisce in misura maggiore le femmine ma con un divario inferiore rispetto all’Anoressia nervosa. L’incidenza nei due sessi della Bulimia nervosa (nuovi casi all’anno per 100.000 persone) è di circa 30. L’abbuffata compulsiva è il tratto saliente dei pazienti, spesso preceduta o seguita da forte stress emotivo. Altre forme di DCA contemplano la Binge eating disorder (disturbo da alimentazione incontrollata) e l’ARFID (Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo), un disturbo alimentare caratterizzato da una ristretta varietà o quantità di cibo consumato, senza inquietudini per forma e peso corporeo. I DCA riconoscono eziologia multifattoriale, riconducibile a tre principali ordini di fattori: 1. Fattori socioculturali (atteggiamento di genitori e coetanei; influenza dei mass media; “dieting”, cioè seguire cronicamente diete e regimi alimentari). 2. Fattori psicologici (preoccupazione per il peso corporeo; l’immagine del corpo; difficoltà a mettersi in rapporto con gli altri in modo autonomo; ridotta autostima; attenzione sul proprio corpo per raggiungere un senso di valore personale; aspetti psicodinamici quali il rifiuto della femminilità, del ruolo di adulto in fieri, del proprio corpo). 3. Fattori di ereditarietà (sorelle di soggetti affetti da Anoressia nervosa hanno un rischio di Disturbi dell’Alimentazione aumentato da 0,4% a 6,6%; il 27% delle madri di persone affette da anoressia ha anamnesi di ridotto peso adolescenziale e vari disturbi fino all’Anoressia nervosa; parenti femmine di soggetti anoressici hanno un rischio aumentato di Disturbi dell’Alimentazione). Condizioni scatenanti possono essere riconducibili a violenze fisiche, psicologiche, abusi sessuali, bullismo e cyber-bullismo. Poiché i DCA hanno eziologia multifattoriale, la presa in carico dei soggetti sarà multidisciplinare, operando su piani diversi. Gli approcci prevedono aspetti medico-farmacologici, dietoterapici, psicologici, psicodinamici, educativi, socio-familiari (mondo dell’affettività). Non vi è condizione patologica più esemplare dei DCA per rappresentare l’unità biologico-psichico-relazionale di ogni persona nella società moderna. La prevenzione dei DCA è basata su principi di natura sanitaria, ma fondamentalmente si costruisce sul benessere della persona come formazione e conoscenza di se stesso. I DCA sono indicatori della solitudine della modernità e della fragilità delle giovani generazioni. Dunque sono un monito per famiglia, scuola e società a prendersi cura dei giovani, a seguirne la crescita, e ad accompagnare il loro percorso educativo. 13 maggio 2026