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Bari: rischio non idoneo dei fondi per tassa di soggiorno

Bari, tassa di soggiorno, rischio di utilizzo non coerente dei fondi.
La normativa nazionale precisa che queste risorse vanno finilizzate.
Caiazzi: “il comitato di indirizzo non si riunisce da quasi un anno. non sappiamo che fine faranno i 4,5 milioni del 2025”.

tassa di soggiorno


Dichiarazione di Francesco Caizzi, vicepresidente nazionale e presidente Puglia e Bari Bat di
Federalberghi.
Bari è ancora euforica per i successi turistici del 2025: record di presenze (oltre 2,2 milioni) e di
arrivi (oltre 1 milione) e anche record di incassi per la tassa di soggiorno (oltre 4.5 milioni). Ma
dietro la splendida facciata dei record, le aziende della filiera turistico/ricettiva cittadina registrano
una preoccupante mancanza di condivisione di progetti, iniziative e determinazioni da parte
dell’intera Giunta e dell’assessorato al Turismo in particolare. Il Comitato di Indirizzo per l’uso
delle risorse della tassa di soggiorno, previsto dalla normativa comunale, inoltre, non viene
convocato da quasi un anno. Non conosciamo ancora i progetti del 2026 per mettere a valore e
consolidare l’avanzata turistica della città, ma soprattutto non si hanno notizie di come saranno
utilizzate tali risorse. Ritengo che tali problematiche debbano anche interrogare e responsabilizzare
i partiti e le forze politiche che sostengono l’attuale Amministrazione.


Esprimo profonda preoccupazione per l’utilizzo non coerente di questi fondi. La normativa
nazionale stabilisce con chiarezza che tale imposta ha natura di tassa di scopo e deve essere
destinata a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni
culturali e ambientali locali, nonché dei servizi pubblici locali connessi all’accoglienza.
Questo principio di destinazione vincolata non può essere interpretato in modo estensivo fino a
ricomprendere spese ordinarie o attività culturali strutturali già rientranti nella programmazione
corrente del Comune. Le risorse derivanti dalla presenza turistica devono tradursi in investimenti
aggiuntivi e misurabili per lo sviluppo della destinazione, non in strumenti di copertura della spesa
corrente.

Federalberghi

Ritengo prioritario che i proventi della tassa di soggiorno vengano orientati verso politiche di
promozione turistica, marketing territoriale, qualificazione dell’offerta, miglioramento dei servizi di
accoglienza e sostegno a grandi eventi culturali, sociali, spettacolari, religiosi, sportivi capaci di
generare attrattività e ricadute economiche concrete.
Solo interventi straordinari e realmente connessi alla crescita dei flussi turistici possono giustificare
l’utilizzo di tali risorse. Diversamente, si rischia di snaturare lo strumento fiscale, compromettendo
la fiducia degli operatori economici che, di fatto, fungono da esattori per conto dell’ente pubblico.
È necessario rafforzare i principi di trasparenza con il coinvolgimento stabile delle associazioni di
categoria nella definizione delle priorità di spesa.
Il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo economico della città e merita politiche
dedicate, coerenti e strategiche. Utilizzare l’imposta di soggiorno come una generica voce di
bilancio rischia di indebolire la competitività di Bari nel panorama nazionale e internazionale.

21 Febbraio 2026

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