In Italia una Nota ministeriale chiede di schedare inermi i bambini palestinesi. “Donne in nero”: “…atto grave ed illegittimo” Politica Politica internazionale scuola 20 Gennaio 202620 Gennaio 2026 Polemica sulla nota ministeriale emessa dal Ministero dell’istruzione: riporta alla memoria quel censimento degli ebrei di Cinzia Santoro La recente richiesta del Ministero dell’istruzione e del merito di rilevazione degli studenti palestinesi presenti nelle scuole pubbliche e paritarie d’Italia, ha riportato alla memoria il lontano 22 agosto 1938, quando venne effettuato il censimento degli ebrei, allo scopo di contare e di schedare il numero e l’identità degli ebrei residenti nel nostro paese. L’intento nel ’38 era chiaramente razziale e per nulla convincente è la rettifica successiva alla nota del Ministro Val di Tara che ha ricordato che un censimento avvenne anche per gli studenti ucraini.Leggere le due circolari fa sorgere dubbi circostanziati e fondati sulla cattiva fede della richiesta del governo Meloni, ancora una volta politicamente scorretto e discriminatorio.L’emergenza umanitaria fu alla base del censimento degli studenti ucraini giunti in Italia, che s’impegnò con piani straordinari di accoglienza, risorse dedicate, strumenti didattici, supporto linguistico e misure di integrazione esplicite. Per i palestinesi il contesto appare diverso ed equivoco, lontano da progetti inclusivi e trasparenti.Anzi sembra quasi nascondere un’ azione selettiva a cui può fare seguito la pericolosa deriva di controllo che nulla a che fare con l’inclusione e la tutela degli studenti.Mentre è in corso un genocidio e il popolo palestinese muore nel silenzio, il mondo volge il suo sguardo lontano e consente a Netanyahu e al duro governo d’Israele di compiere la pulizia etnica di un popolo Innocente da Gaza alla Cisgiordania. Complice anche il Governo italiano che abbraccia la linea terroristica del sionismo.È solo in quest’ottica che riesco a configurare la nota ministeriale che chiede di schedare inermi bambini palestinesi. “L’inclusione non passa dalla classificazione degli studenti per origine nazionale, ma dal rafforzamento dei diritti, dall’autonomia educativa delle scuole e da politiche di accoglienza universali, non selettive”. Così ha commentato il rappresentante USB Scuola.“Per questo chiediamo il ritiro immediato della nota ministeriale e denunciamo una gestione della scuola sempre più subordinata a logiche securitarie e politiche, lontane dai principi costituzionali di uguaglianza e libertà di insegnamento.La scuola deve restare uno spazio di emancipazione, non un luogo di etichettatura”. “Donne in nero” a Bari, movimento pacifista internazionale, nato a Gerusalemme nel 1988 da donne ebree israeliane contro l’occupazione, e che a Bari, come altrove, si battono per la pace, i diritti umani e di genere, specialmente nei paesi in guerra, attraverso azioni di nonviolenza e manifestazioni pubbliche, promuovendo una prospettiva femminile sulla guerra e la politica,ha rivendicato con un comunicato stampa, il diritto alla disobbedienza.“Assistiamo a quella che, di fatto, è una vera e propria schedatura delle studentesse e degli studenti palestinesi in Italia. È un atto grave, inaccettabile. È un’ulteriore violenza nei confronti di coloro che da moltissimi anni subiscono quotidianamente la violenza dell’occupazione e il regime di apartheid.Donne in Nero Bari chiede con forza chiarimenti sulle finalità della rilevazione e le Regioni coinvolte, l’immediata revoca della comunicazione così come inviata alle scuole e di sospendere ogni atto finalizzato alla rilevazione della popolazione palestinese in Italia. Invita le istituzioni scolastiche a sottrarsi a questo atto grave ed illegittimo che ne lede l’autonomia subordinando la scuola pubblica ai diktat governativi; invita inoltre i sindacati di categoria ad intraprendere tutte le azioni necessarie per ottenerne il ritiro. Invitiamo le docenti e i docenti, le studentesse e gli studenti, i movimenti e la società civile a sostenere gli istituti che vorranno disobbedire a questa richiesta”. Per la storia vi ricordo che le schede del censimento permisero ai tedeschi di effettuare la razzia del 16 ottobre del ’43 al Ghetto ebraico e in altri quartieri di Roma, avendo liste precise per individuare, arrestare e deportare gli ebrei.Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre! Primo Levi docet!