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Il giorno più nero per l’Europa schiava di Trump

di Cinzia Santoro

Una sconfitta indecorosa per l’Europa di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea che ha di fatto garantito al Presidente degli Stati Uniti una vittoria a tutto campo, accettando l’imposizione dei dazi sull’export al 15%, un dazio reciproco del 15% sulle merci europee. In realtà di reciproco non vedo nulla, in quanto l’Europa lascia in sospeso sia i contro-dazi su 93 miliardi di euro di beni statunitensi, sia le misure sui servizi offerti da aziende USA in Europa.  Per gli Stati Uniti significa un incremento economico di circa 66 miliardi di dollari l’anno ma per gli esportatori nostrani determinerà una contrazione del Pil nazionale, per l’Italia di circa il 2% a cui si aggiunge la svalutazione del dollaro che incide sul costo dei prodotti esportati sul mercato statunitense.

 Al cospetto del tycoon, la Von der Leyen si presentava come una timida scolaretta al primo giorno d’esami. Che immagine umiliante per chi avrebbe dovuto rappresentare gli interessi dei cittadini e delle imprese europee e che in accordo con i 27 stati membri europei, ha scelto una politica raccapricciante e sbilanciata a favore degli interessi militari e di difesa.  L’accordo prevede l’applicazione di dazi al 15% su tutte le merci esportate negli States più l’impegno dei paesi europei all’acquisto di energia e materiale per la difesa.

Dinnanzi alle minacce del solito Trump spavaldo e grottesco, che paventava dazi al 30%, il vecchio continente per mano dei politici che lo rappresentano ha ceduto senza nulla proferire.  Impacciata e immobile, Ursula von der Leyen in Scozia ha dato vita a una delle più umilianti pagine della storia comune europea. “Era il miglior approdo che si potesse raggiungere” ha precisato la presidente. Io credo invece che dovrebbe dimettersi insieme ai suoi sostenitori, Giorgia Meloni e il cancelliere Merz. La nostra Presidente ha definito l’accordo raggiunto “sostenibile”, a questo punto mi chiedo chi sia sostenibile?


E a pensarla come lei, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, secondo cui l’intesa da priorità alla cooperazione, protegge gli interessi fondamentali della Unione e offre alle aziende la certezza di cui hanno bisogno. Non credo possa essere così semplice, in realtà sono convita che il caos generato da Donald Trump continuerà a destabilizzare non solo l’Europa ma gran parte degli equilibri del resto del mondo.

”È un giorno buio quando un’alleanza di popoli liberi, uniti per affermare i propri valori e difendere i propri interessi, si rassegna alla sottomissione”, ha scritto su X il primo ministro francese François Bayrou.

Si è un giorno buio per i popoli europei, per la gente comune che non si sente rappresentata in Parlamento. È un giorno pessimo, uno dei tanti dove si fa fatica a portare a casa la spesa, un giorno tetro dove l’Europa che ha accettato il triplo dei dazi rispetto ai precedenti con il dollaro che continua ad essere debole. È un giorno buio come tanti.

29 luglio 2025

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