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UniBa Condanna le Azioni di Israele: Un Appello Accorato per i Diritti Umani e la Pace

Università degli studi Aldo Moro di Bari
Maria Silvia Quaranta

di Maria Silvia Quaranta

Il 22 luglio, con un gesto di forte condanna e solidarietà, il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha espresso la più ferma riprovazione per le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario perpetrate dal Governo di Israele contro il popolo palestinese, gli abitanti della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. La mozione, approvata all’unanimità, sottolinea la profonda preoccupazione dell’ateneo di fronte a una catastrofe umanitaria senza precedenti e lancia un appello pressante alla comunità internazionale per un’azione immediata e decisiva. Essa si unisce alla mozione di condanna, approvata il 18 giugno, nei confronti delle azioni del governo israeliano contro la popolazione palestinese e contro i dissidenti e gli obiettori israeliani, da parte del Consiglio del Dipartimento di ricerca e innovazione umanistica dell’ateneo barese.

Le cifre riportate da OCHA, aggiornate a inizio aprile 2025, dipingono un quadro desolante: quasi 60.000 morti, oltre 115.000 feriti e più di 2 milioni di sfollati a Gaza da ottobre 2023. L’impatto su donne e bambini è particolarmente devastante, con le Nazioni Unite che stimano circa 14.000 bambini uccisi, oltre 25.000 feriti e più di 25.000 orfani. Queste statistiche drammatiche non fanno che rafforzare la convinzione dell’università che sia indispensabile un’azione immediata per fermare la violenza.

La distruzione nella Striscia di Gaza
La distruzione nella Striscia di Gaza

La mozione fa esplicito riferimento alle ordinanze della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) del 26 gennaio, 28 marzo e 24 maggio 2024, nelle quali si invitava Israele a “prendere tutte le misure in suo potere per prevenire la commissione di tutti gli atti rientranti nell’ambito dell’Articolo II della Convenzione [sul Genocidio]” e a “prendere tutte le misure in suo potere per prevenire e punire l’incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio in relazione ai membri del gruppo palestinese nella Striscia di Gaza”. In questo contesto, il Senato Accademico ha ribadito la propria determinazione a sottrarsi alla “trappola dell’odio e a ogni espressione di antisemitismo”, rifiutando categoricamente l’utilizzo di tale accusa come “strumento di impunità per lo sterminio in atto a Gaza e in Cisgiordania”.

Lo sterminio in atto a Gaza e Cisgiordania
Lo sterminio in atto a Gaza e Cisgiordania

L’Università di Bari si fa portavoce delle voci critiche, sia israeliane che palestinesi, che invocano un cessate il fuoco immediato e la fine di ogni crimine contro la popolazione civile. L’ateneo si unisce al coro di appelli nazionali e internazionali, indipendentemente da appartenenza, nazionalità o religione, che condannano lo sterminio e chiedono il rispetto incondizionato dei diritti umani fondamentali: il diritto all’esistenza, a una vita dignitosa, a un’adeguata alimentazione, alle cure sanitarie e all’istruzione.

Il Senato Accademico ha voluto sottolineare la propria contrarietà a ogni forma di violenza, riaffermando il principio costituzionale del rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e il rifiuto di ogni forma di colonialismo. La comunità universitaria, fondata sui valori di rispetto dei diritti umani, solidarietà e responsabilità etica, si unisce a tutte le voci che chiedono con urgenza:

  • La cessazione immediata delle ostilità e un cessate il fuoco duraturo, anche per garantire la liberazione di tutti gli ostaggi.
  • La riapertura sicura e stabile dei corridoi umanitari.
  • Il pieno ripristino e il rispetto del diritto internazionale umanitario e delle deliberazioni ONU, a partire dal Parere della Corte Internazionale di Giustizia del 19 luglio 2024, che impone a Israele di smantellare le colonie e ritirare le proprie truppe dai Territori Occupati.
  • L’adempimento, da parte di tutte le Istituzioni italiane, delle indicazioni della ICJ e dell’Assemblea Generale ONU, nel pieno rispetto dell’articolo 11 della Costituzione italiana.
  • L’impegno dei governi coinvolti a intraprendere la via diplomatica per una pace giusta e duratura, che porti alla fine della colonizzazione, alla liberazione e autodeterminazione del popolo palestinese e al riconoscimento dello Stato palestinese.
  • Il sostegno morale e politico agli obiettori di coscienza, renitenti alla leva, disertori e attiviste nonviolente israeliani e palestinesi che rifiutano ogni complicità nel massacro e nell’occupazione.
  • La predisposizione di un sistema di verifica dei progetti scientifici e didattici in corso con enti e aziende israeliane che partecipano alle violazioni del diritto internazionale, con eventuale sospensione degli stessi.
  • La sospensione degli accordi eventualmente in corso con università, enti e aziende israeliane nei territori occupati.
  • L’attivazione di un “corridoio universitario” per consentire a studiosi e studiose palestinesi di accedere alle strutture dell’Ateneo come visiting researchers.

Infine, il Senato Accademico ha auspicato che le strutture dipartimentali promuovano iniziative di approfondimento e dibattito per sensibilizzare l’intera comunità universitaria e la società civile locale sulle efferate e ormai sistematiche violazioni del diritto internazionale nella Striscia di Gaza e nei territori occupati. L’Università di Bari si posiziona così in prima linea nella difesa dei diritti umani e nella promozione di una cultura di pace e giustizia.

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