Il Matenadaran Rivoluziona l’Armenologia: Un Ponte Digitale tra Passato e Futuro Cultura Libri Storia Web 24 Luglio 202524 Luglio 2025 di M. Siranush Quaranta L’antica saggezza e la ricca eredità culturale dell’Armenia sono prossime a varcare nuove frontiere digitali. L’Istituto di Manoscritti Antichi Mesrop Mashtots, universalmente conosciuto come Matenadaran, si prepara a lanciare all’inizio del 2026 una piattaforma online globale che promette di ridefinire l’accesso e la ricerca dei manoscritti armeni storici. Un’iniziativa che non solo celebra il passato, ma proietta l’armenologia verso un futuro interconnesso e accessibile. Questo progetto monumentale, sostenuto da un finanziamento significativo della Fondazione Calouste Gulbenkian, ambisce a raccogliere in un unico ambiente digitale l’immenso patrimonio manoscritto armeno. La piattaforma offrirà immagini ad altissima risoluzione e descrizioni meticolose, rendendo disponibili a studiosi, ricercatori e al pubblico generale un tesoro di conoscenze finora disperso o di difficile accesso. L’obiettivo è chiaro: elevare la visibilità globale della cultura armena e consolidare la posizione dell’armenologia nel panorama accademico internazionale. “Questa sarà una risorsa completa con possibilità straordinarie,” ha affermato Gurgen Gasparyan, consulente del direttore del Matenadaran per le nuove tecnologie, in una recente dichiarazione ad Armenpress. “Qualsiasi armenologo, ricercatore o scienziato potrà individuare le informazioni desiderate in pochi secondi, accelerando processi di studio che prima richiedevano anni.” Le sue parole sottolineano la portata rivoluzionaria di questa iniziativa, che mira a eliminare le barriere geografiche e logistiche che da sempre ostacolano la ricerca. L’Istituto di manoscritti Matenadaran di Yerevan Il Matenadaran, situato nel cuore di Yerevan, è di per sé un simbolo vivente della storia armena. Fondato originariamente nel V secolo, sebbene l’edificio attuale sia stato inaugurato nel 1959, è uno dei depositi più grandi al mondo di manoscritti e documenti antichi. Custodisce gelosamente tra i 12.000 e i 13.000 manoscritti completi e circa 20.000 frammenti, che spaziano dalla teologia alla filosofia, dalla storia alla medicina, dalla letteratura all’arte, e non solo in armeno, ma anche in arabo, persiano, greco, latino, etiope, indiano e altre lingue. È un santuario della conoscenza che riflette la complessità e la profondità delle interazioni culturali dell’Armenia attraverso i secoli. Gasparyan ha evidenziato che, sebbene il Matenadaran detenga una collezione imponente, si stima che un numero ben più vasto – tra i 35.000 e i 40.000 manoscritti armeni – sia disperso in varie istituzioni e collezioni private in tutto il mondo. Consolidare fisicamente queste opere in Armenia è un’impresa quasi impossibile, data la riluttanza di molte istituzioni straniere a cedere tali preziose collezioni storiche. La piattaforma digitale emerge quindi come la soluzione più efficace e lungimirante, un vero e proprio ponte virtuale che connetterà ciò che la distanza fisica divide. Alcuni dei manoscritti presenti al suo interno Questa struttura non è nuova al mondo della digitalizzazione. Da oltre diciotto anni, l’istituto è all’avanguardia in un’ampia opera di conservazione e diffusione digitale del patrimonio culturale armeno. A partire dal 2007, sono state prodotte oltre 8.000 immagini digitali di alta qualità dei manoscritti conservati a Yerevan, già disponibili su richiesta per i ricercatori. “I principi e le metodologie sviluppate dal Matenadaran sono diventati un punto di riferimento per altri centri di digitalizzazione nella regione,” ha dichiarato Gasparyan, sottolineando il ruolo di leadership dell’istituto. Il riconoscimento regionale non è casuale: il dipartimento di digitalizzazione dell’istituto è equipaggiato con tecnologie di scansione all’avanguardia, acquisite grazie a un mix di sostegno statale e generose donazioni private. Queste attrezzature permettono la creazione di immagini di straordinaria precisione, catturando ogni dettaglio, anche il più minuto, dei manoscritti. La collaborazione internazionale è un pilastro fondamentale di questo sforzo. Il Matenadaran lavora a stretto contatto con centri di studi armeni dislocati in tutto il mondo, da Gerusalemme a Venezia, da Vienna a Parigi, da San Pietroburgo a Mosca. Queste partnership non solo mirano a fornire competenze tecniche per la digitalizzazione e la conservazione nella diaspora, ma anche a creare una rete globale che promuova l’armenologia su scala mondiale. Uno degli aspetti cruciali del progetto è l’integrazione con il “Catalogo Principale dei Manoscritti Armeni“, una collana editoriale del Matenadaran che conta attualmente 11 volumi e copre circa 3.700 manoscritti. Queste descrizioni dettagliate includono informazioni essenziali su aspetto, miniature, materiali, e altro ancora, fornendo ai ricercatori una base solida per le loro indagini. Il catalogo cartaceo fungerà da colonna vertebrale informativa per la nuova piattaforma digitale, che includerà anche dati sui manoscritti custoditi in collezioni estere. Ma l’ambizione non si ferma qui. Il sistema integrerà anche livelli basati sull’Intelligenza Artificiale (IA), ampliando significativamente le sue capacità di ricerca e la sua accessibilità. L’IA potrà facilitare l’indicizzazione, la trascrizione automatica (seppur con necessaria supervisione umana) e la connessione tra testi diversi, rivelando collegamenti e paternità che potrebbero sfuggire a un’analisi tradizionale. Questo promette di accelerare ulteriormente il lavoro accademico e di aprire nuove strade per la ricerca negli studi armeni. Tavoletta lapidea con un primo esempio di utilizzo dell’alfabeto armeno Una delle sale presenti nell’Istituto Per quasi due decenni, il Matenadaran ha sostenuto attivamente la ricerca degli studiosi armeni attraverso le sue iniziative di digitalizzazione e la creazione di risorse elettroniche. Con questa nuova piattaforma online si vuol rendere il patrimonio manoscritto armeno mondiale non solo più accessibile, ma anche più vivo e dinamico per studiosi e pubblico. Gasparyan ha elogiato il dedito lavoro del team dell’istituto, sottolineando l’importanza della collaborazione e della condivisione delle conoscenze. Ha inoltre evidenziato il ruolo cruciale delle conferenze e degli eventi dedicati agli studi armeni, che fungono da catalizzatori per il progresso accademico e da vetrine per la rappresentazione culturale globale dell’Armenia. Proprio dal 9 al 12 luglio 2025 si è svolto in questa sede il Congresso Internazionale di Studi Armeni, che ha attirato circa quaranta scienziati provenienti da importanti istituzioni internazionali, insieme a rappresentanti di centri spirituali e scriptoria. Si è vista una larga partecipazione di giovani studiosi, che rappresenta uno degli obiettivi principali del Congresso: promuovere la continuità degli studi armeni internazionali. Un volume attribuito ad Ibn Sina o Avicenna Il lancio di questa piattaforma non è solo un traguardo tecnologico; è un atto di profondo significato culturale. Rappresenta la volontà di un’intera nazione di preservare la propria identità, di condividere la propria storia e di illuminare il percorso per le generazioni future, assicurando che la voce degli antichi scribi armeni risuoni chiara e forte nell’era digitale. È un invito aperto al mondo a scoprire la bellezza e la profondità di una delle più antiche civiltà del mondo, che sarà a portata di un click.