Maria Idria Semeraro: “Raccontare la mia storia oggi rappresenta la speranza.”

di Cinzia Santoro

Maria Idria Semeraro

Maria Idria Semeraro racconta una storia di emancipazione femminile attuata con grande entusiasmo e pazienza. Questa donna, che diviene mamma giovanissima e accantona per anni il sogno di poter proseguire gli studi, un giorno, per caso, incontra un professore. Un uomo che tutti dovrebbero incontrare nel loro cammino verso la libertà che passa attraverso l’amore per la conoscenza. Chiacchieriamo per ore con Maria Idria, e la sua tenacia e il suo entusiasmo arrivano forti attraverso la videochiamata. È un cammino umile, il suo, ma al termine di quegli anni di studio, Maria si riconoscerà nella donna che ha sempre sognato di diventare.

L’intervista:

Come nasce il tuo desiderio di tornare sui banchi di scuola?

Il desiderio di tornare a sedere tra i banchi di scuola, probabilmente è rimasto fermo nell’oblio, era qualcosa da realizzare ma a cui ho dovuto rinunciare per un lungo tempo. Una serie di vicissitudini che sin dalla giovane età ho dovuto affrontare, quali l’intervento per una patologia vertebrale, le gravidanze e il matrimonio in giovane età hanno frantumato una serie di progetti e sogni che ho potuto realizzare solo da adulta.

L’incontro con il prof Seggioli cambia la visione del tuo io?

Durante i colloqui scolastici dei miei ragazzi, sono madre di tre splendidi figli, venni a conoscenza che nell’istituto c’era un corso serale per adulti. Immediatamente mi informai su chi fosse il referente e mi venne presentato il professor Seggioli. Quell’ incontro è stato per me simbolo di rinascita. E’ stato l’incontro più bello che la vita mi abbia permesso di fare.
È un uomo di poche parole, con una grande capacità di ascolto. E quando parlo di ascolto intendo l’ascolto attivo, l’ascolto che parte dal cuore.
La passione per l’insegnamento è peculiare per questo insegnante.
Non infila nel diveniente concetti, ma cerca di tirarli fuori attraverso ragionamenti logici, pratici e quotidiani. Fa approcciare alla cultura in maniera traversale e multidisciplinare, quasi scostandosi dall’istituzionale, istillando la cultura attraverso film di un certo spessore, attraverso il teatro, la musica, la letteratura.
È il docente ideale che ogni essere nella vita dovrebbe incontrare per diventare uomo.

La tua famiglia ha accettato la tua decisione?

Un giorno mentre eravamo seduti a tavola raccontai ai ragazzi e a mio marito il mio desiderio di tornare a studiare, ma ad essere sincera, per ottenere il benestare di mio marito raccontai che quel diploma mi avrebbe permesso di entrare in qualche azienda, e questo avrebbe migliorato la situazione familiare. Bugie. Io di entrare a lavorare in un’azienda non ci ho mai pensato, volevo istruirmi per diventare una donna libera di pensare, di non credere più solo a quello che mi veniva detto e raccontato.

Che valore ha per te oggi raccontare la tua storia?

Raccontare la mia storia oggi rappresenta la speranza. Speranza nel credere che se si vuole qualcosa la si ottiene, che non è l’età che deve porci dei limiti, che si impara sempre, ogni giorno, che se vogliamo il cambiamento nelle cose dobbiamo iniziare da noi, dobbiamo amarci di più solo così possiamo amare ciò che ci circonda. La cultura, il sapere non hanno prezzo, ci permettono la libertà, ci consentono di essere liberi in ogni posto del mondo. Questa è la vera felicità.

È stato pubblicato il tuo primo libro, di che si tratta?

Il romanzo “Storie di sera” edizioni Rossini è stato scritto a quattro mani, da me e dal mio mentore, Maurizio Seggioli. L’idea nasce una sera di inverno a scuola dove è avvenuta la mia rivoluzione. Abbiamo messo assieme la mia esperienza di alunna e la motivazione dell’insegnante nell’ ottenere il cambiamento negli adulti che si approcciano alla cultura.
Una sfida che attraverso anni di esperienza ha ottenuto grandi risultati.

Che emozioni hai provato durante il cammino verso l’emancipazione?

Maria Idria Semeraro

Le emozioni che ho provato giorno dopo giorno, anno dopo anno sono indescrivibili. La mia rivoluzione interiore di cambiamento, l’ho sempre accostata alle emozioni provate e che mi hanno permesso di tirare fuori la meraviglia nel rincorrere e raggiungere la felicità. Felicità che per me è libertà di essere, di espressione, di rinascita. Insomma, le emozioni mi hanno permesso di essere quel che ho sempre sognato di diventare, una donna emancipata. Quel che è avvenuto in me è una vera e propria epifania.

Quali sono i progetti per il futuro?

Sento l’urgenza di condividere tutto quello che mi è stato dato, la fiducia, la cura, la speranza, l’amore verso il prossimo. Voglio esserci e sostenere gli altri nell’autostima, che è l’ingrediente fondamentale per il cambiamento. Forse la mia è utopia, vorrei diventare un’ esperta nell’educazione degli adulti.
Sto per conseguire la seconda laurea come Progettista della Formazione e nel futuro, il mio obiettivo sarà continuare lo studio e incontrare conoscenze affini ai miei pensieri.

Chi è oggi Maria Idria ?

La prospettiva della mia visione del mondo, grazie a quell’incontro con il professore, che io definisco magico, è cambiata, non ho più confini, ne limiti, sono diventata ambiziosa un po’ come lui.
In fondo io lo volevo emulare. Sorrido.

14 febbraio 2021

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