Il presidente Loizzo “a Bari H&m non chiuda…salvaguardare i livelli occupazionali” ma non tutti i mali vengono per nuocere

di Clelia Conte

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, ha detto NO alla chiusura del megastore “H&m” di via Sparano a Bari palazzo de LA RINASCENTE: Lui pensa che i problemi si possano risolvere attraverso ammortizzatori sociali e salvare l’occupazione.  Ma non è così! Questo è un cattivo segno per chi vi lavora, è vero e mi dispiace tanto. Toccheremo il fondo, sarà così ma questo significa che dobbiamo rimboccarci le maniche per costruire daccapo la nostra economia. H&M è un grande magazzino che produce nei paesi esteri e dove la mano d’opera costa poco e usa dei materiali molto scadenti. Dietro le quinte si adottano manovre per l’evasione fiscale che oramai utilizzano tutte le grandi distribuzioni globalizzate per proporci abbigliamento ed accessori ad un prezzo basso e a scapito del nostro prodotto made in Italy . Quindi il danno va al fisco ed alla nostra produzione.

Sarebbe questa caduta finalmente la volta buona riportare in auge il nostro  ingegno e per produrre cose che noi sappiamo fare meglio di tutto il mondo. Ad esempio: E’ meglio avere tre abiti da €20 di materiale scadente che tirano da un lato e stanno male addosso, o spenderne 60 ma avere un capo di qualità che dia una garanzia e faccia la sua figura? L’artigianato, gli, accessori, le scarpe, i mobili. Bisogna stimolare agli acquisti realizzati nel nostro paese. Le cose che non sappiamo produrre ben vengano ma con tutto il rispetto delle normative europee.
L’annuncio della grande catena H&M è giunto ai lavoratori dopo un incontro dell’azienda con i rappresentanti sindacali. E’ davvero triste pensare che un’attività così piena di profitti possa chiudere proprio dopo un periodo di lunga pausa causa covid. L’economia si riprenderà lentamente, chissà quante attività andranno avanti e quante non avranno più seguito. abbigliamento- vintageGli Italiani però hanno dimostrato di avere nel dna la capacità di ingegnarsi e di convertire le produzioni in qualcos’altro di più utile come ad es. la produzione, per ora, di mascherine che noi esclusivamente acquistavamo dalla Cina.  Proprio a causa di tutti quei prodotti scadenti abbiamo riempito le nostre pattumiere ed abbiamo causato crisi anche nello smaltimento dei rifiuti. Bisognerebbe rifarsi al detto”poche cose ma buone”. Non riempiamo le nostre case e i nostri armadi di “schifezze”!

27 aprile 2020

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