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Coronavirus: Siamo tutti in una valle di lacrime. C’è chi purtroppo non ne ha ancora preso coscienza.

di Clelia Conte

coronavirus: Le strade di Bari- Poggiofranco deserte

Coronavirus: Corre il giorno 14 del mese di marzo dell’anno 2020 e qui nel mio quartiere Poggiofranco di Bari sembra di essere  in uno stato di guerra dove c’è il coprifuoco!

I miei nonni hanno vissuto davvero le due guerre mondiali e i miei genitori la seconda. Ricordo con gioia che loro vivevano con la consapevolezza di attraversare un’epoca di benessere e di libertà. Mia madre aveva il suo stipendio da insegnante e il mio papà da dirigente. La famiglia per loro al primo posto e poi veniva tutto il resto. Noi abbiamo vissuto nel pieno benessere e abbiamo sofferto e continuiamo a trascorrere questi anni di malessere con sdegno e fatica. I nostri figli oramai spero sapranno difendersi e intercalarsi in queste nuove forme di lavoro che fanno parte del loro tempo. La generazione dei nati tra gli anni sessanta e settanta sarà difficile che si adatti. Tutto ciò che un tempo ti faceva vivere nell’agio, oggi ti fa solo sopravvivere e che dire, per acchiappare un contratto ci si scanna anche se per pochi centesimi. Una delle categorie penalizzate è proprio quella dei laureati di un tempo e dei liberi professionisti che oggi fanno la fame. Oltremodo a loro è preclusa anche la possibilità di fare un concorso per aver superato l’età per poterli fare.  E poi parlano del diritto di uguaglianza citato nell’articolo 3 della nostra Costituzione: 1° comma: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.L’uguaglianza, principio fondamentale della costituzione, non vuol dire che tutti debbano essere uguali, uguaglianza vuol dire che le differenze che esistono tra gli individui non possono essere giustificazioni per trattamenti discriminatori. Allora?…

dal film Sorry we missed you

Altra categoria penalizzata è quella del commerciante che è stato sadicamente e ingiustamente massacrato prima dai grossi centri commerciali, dai franchising e poi dal maledetto Web. Uno dei tanti assassini del commercio in città è il mostruoso AMAZON, quella grande società di servizi che ti fa arrivare i pacchi in 24 ore. Dietro le quinte di queste grosse società per le consegne, c’è uno sfruttamento disumano che noi neanche immaginiamo. Hanno prodotto sull’argomento un film Sorry we miss you di Ken Loack  che andrebbe visto da tutti così passa a tutti la voglia di comprare dal web (vedi recensione film Sorry we miss you )

I nostri figli sono video dipendenti. Un tempo ci lamentavamo della tv perché rovinava la vista e l’intelligernza con la tv spazzatura ai nostri figli, ma ora? Di male in peggio perché non tolgono gli occhi dal telefonino, se lo portano ovunque e guardano cose stupide che li rincretinisce di giorno in giorno. La cosa più triste è che siano di un’ignoranza spaventosa!

Aria pura di città

Mi chiedo per oggi:  l’incubo del Coronavirus quando finirà? Cerchiamo i lati positivi: io uno l’ho trovato ed è quello dell’inquinamento perché l’aria della nostra città è cambiata. Provate ad uscire sui balconi delle vostre case e tirare un grande respiro! Che bella l’aria di città col mare.

Ho inteso che il sindaco Decaro a Bari ha fatto chiudere i parchi perché ancora sostavano e si riunivano i giovani. Coraggio ragazzi, io capisco che alla vostra età sia necessario condividere assieme il vostro tempo libero, ma oggi dovete prendere coscienza e fare un grande sacrificio. Comincerete a crescere e a capire che nella vita i sacrifici sono necessari e pazienza, vorrà dire che quando vi ritroverete dopo questa chiusura in casa, sara molto più bello e lo apprezzerete come apprezzerete di più la scuola, l’università e forse utilizzerete un po’ meno quello stupido telefonino che in questi giorni di forzate restrizioni avrete utilizzato 23 ore su 24.

In questa valle di lacrime purtroppo impera il cretinismo umano. Cerchiamo perciò di utilizzare questo tempo per il meglio, cercando di fare azioni che ci facciano crescere, migliorare e tutte quelle cose che avremmo voluto fare ma che prima non potevamo per mancanza di tempo. Dialoghiamo di più in famiglia e cerchiamo di superare le incomprensioni, tanto il tempo dovrà passare e passerà. Spero solo che uscendo da questi “domiciliari” imposti, possiamo affacciarci in un mondo meno stressato, più riflessivo e migliore di quello precedente.

Altiero Spinelli, Padre fondatore che pensò l’Europa Unita

Il peggio passerà  e mi auguro che  gli italiani, assieme a tutti i paesi d’Europa si prendano per mano nel rispetto delle loro tradizioni e delle loro identità e si aiutino a portare avanti le loro battaglie, affrontando assieme le problematiche. La cultura cristiana, l’arte, la musica e il progresso hanno sempre legato tra loro i Paesi europei che proprio in questi periodi tragici dovranno dimostrare la loro solidarietà in nome di quel famoso Trattato di Roma del  25 marzo 1957 che mise le basi per costruire nel tempo quella tanto aspirata unione politica dei padri fondatori che avviarono un progetto, haimè, ancora incompiuto. L’Europa in questo momento tragico dovrebbe dimostrare la sua forza secondo il principio di sussidiarietà.

Mi viene in mente la canzone di Mina, “Città vuota”!

One thought on “Coronavirus: Siamo tutti in una valle di lacrime. C’è chi purtroppo non ne ha ancora preso coscienza.

  1. 15 Marzo 2020 @ 17:38 Modifica
    Come diceva Churchill, non due guerre mondiali, ma una sola con all’intero un lungo armistizio. Questo hanno vissuto i nostri genitori e nonni. Per tre secoli, è stato libertè egalitè fraternitè. Poi, nell’ultimo dorato trentennio, la triade è mutata in globalitè, marchè, monnaie. Si pensava in un mondo nuovo, abitato da un uomo nuovo. La democrazia lubrificata dal mercato avrebbe unito il mondo in un’unica geografia mercantile piana.Il meccano globale si è inceppato nel 2008. Nel G20 si confrontarono due visioni: Global legal standard, Financial stability Board. La prima visione affermava che la crisi non era finita, e che si svilupperà in forme nuove, servono nuove regole non solo alla finanza ma all’economia globale. Auspicava il passaggio dal free trade al fair trade: non basta verificare il prezzo ma risalire alla catena di produzione per verificare se la stessa sia fair, cioè giusta. Ci fu una bozza che prevedeva anche regole per prevenire rischi ambientali ed igienici. Prevalse l’FSB, permettendo alla finanza di liberarsi senza freni. I frutti avvelenati si intravedono. disoccupazione nei paesi ricchi, spostamento delle produzioni nei paesi poveri, concentrazione delle ricchezze, sparizione della classe media. L’utopia della globalizzazione va scarnificata. Utopia è un non luogo, il non luogo è la quintessenza della globalizzazione. Ciò che afferma e chiede la redattrice dell’articolo che si commenta è di cercare idee per visioni che siano capaci di colmare il presente globale vuoto politico. I cosiddetti grandi, e noi tutti, dovremmo scendere dalla Montagna Incantata. che consiglio di leggere, e di abbandonare il sanatorio. Thomas Mann in quel sanatorio ha scritto sulla crisi della civiltà per lui allora contemporanea.

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