Il racconto: La storia di Birillo e del perché fu contento delle nomination al film di Luca Guadagnino

di Romolo Ricapito

Birillo, ingegnere di 43 anni, o giù di lì, fu contento delle  nomination agli Oscar del film di Luca Guadagnino, “Chiamami col tuo nome” perché pensò: è la storia della mia adolescenza sospesa.

Luca Guadagnino

Birillo frequentava nel 1993 il Liceo Classico barese Quinto Orazio Flacco ma faticava in latino e greco.

La vicepreside Bice Demongeot, di origine francese, volle aiutarlo. Anche perché Birillo era il figlio di un suo amore di gioventù: seppure il fuoco della passione   fosse ormai sopito, nutriva per lui l’affetto per quel figlio che forse le sarebbe piaciuto avere. Era infatti sterile. Un giorno lo chiamò a casa e lui rispose al primo squillo.
“Ho da proporti delle lezioni private, le fa mio nipote, è molto bravo. Si chiama Gianluca, il suo nome ti ispira?”
Birillo rimase senza parole per lo strano esordio della vicepreside, ma accettò le lezioni di latino e greco di tale Gianluca, che erano però abbastanza care, nonostante egli fosse laureando e non ancora laureato.
La prima lezione, a casa di Gianluca, fu strana.
Il giovane, 24 anni, gli chiese: “cosa vuoi fare da grande?”
E Birillo, senza pensarci: “l’attore”.
Va detto che Birillo si “chiamava” così perché alle elementari era teso teso e rigido proprio come un…birillo.
Questo nickname si tramandò per tutto il suo percorso scolastico.
Alla domanda dell’insegnante privato e di sostegno, Birillo sentì la frase successiva di questi: “Quando farai l’attore a Cinecittà ti ricorderai di me?”
La seconda lezione fu speciale: durante una versione di greco da tradurre per la scuola, Gianluca si avvicinò a Birillo e gli schioccò un bacio sulle labbra.
Tale bacio, liquoroso e salivoso al punto giusto, piacque a Birillo.
Gianluca gli chiese: hai la ragazza?
E Birillo: sì, si chiama Betty, è una mia compagna di classe.
Gianluca allora: anche io ho la ragazza, è Nancy, una mia collega universitaria.
Le lezioni si susseguirono e i baci anche. E pure  qualcosa di più.
Però tutto si fermava lì. Un giorno Birillo  entrando in un caffè sorprese Gianluca mano nella mano con Betty.
Inorridito, lanciò un urlo terribile: nooooooo proprio all’interno del locale. I cui proprietari restarono esterrefatti.
Ma anche i fedifraghi, o presunti tali, stettero ritti e allibiti. Poi però  si  alzarono  in piedi.
Essi allora , riavutisi, uscirono dal bar e chiamarono il fuggitivo: Birillooooooooo. Infatti il giovane era scappato sorretto dalle sue lunghissime gambe.
Birillo non volle tornare più a casa e in preda a uno choc emotivo  decise di dormire di notte  nella barca di uno sconosciuto  pescatore davanti al Circolo della Vela, protetto  da una coperta di lana vecchia  e ruvida, ma efficace.
Era già  marzo ma la temperatura di notte, sul mare, si abbassava di molto.
Dopo tre giorni di siffatta sepoltura (di giorno e al pomeriggio Birillo si nutriva di panini pagati  nei bar con i pochi  soldi che aveva nel portafogli) lo studente  finì nei tg nazionali. Era figlio di una facoltosa famiglia e si pensò a un rapimento.
Tornato a casa di   sorpresa, per non fare preoccupare ulteriormente i suoi,  raccontò di essersi aggregato per poco tempo a un circo di passaggio e di avere lavorato coi clown come loro assistente,cioè  truccato, nei panni di  attore improvvisato negli spettacoli circensi pomeridiani.  Nessuno lo aveva riconosciuto. Motivo della fuga, quello ufficiale: andava male a scuola e aveva paura di essere bocciato.
E Betty, e Gianluca?
Il professorino, sospettato del rapimento, era stato a lungo interrogato dagli inquirenti.
Scagionato, si defilò e non si vide più in città.
Cambiò Università, si laureò a La Sapienza e poi ebbe una cattedra a Boston come docente associato di lingua italiana.
E Betty? Non c’era nulla tra lei e Gianluca.
Birillo l’aveva confusa con una cugina, a lei somigliante e di due anni più grande  che pareva la sua perfetta sosia. L’equivoco fu chiarito con testimonianze attendibili.
E Birillo oggi, nel 2018?
E’ un affermato ingegnere ed è sposato con Betty. Hanno tre figli.
Pochi giorni prima delle nomination al film di Luca Guadagnino, Birillo che in realtà si chiama Giovanni ha ricevuto una mail dagli Stati Uniti.
“Sono Gianluca, ti ricordi di me? Ho anche io tre figli ma penso sempre a te. Chiamami col tuo nome mi è sembrata la nostra storia mai vissuta appieno, mi è dispiaciuto non svilupparla, l’ho vista al cinema a Boston e mi sono ricordato di te e dell’Italia, di Bari e delle nostre lezioni private. Addio”.
Birillo cancellò la mail e non rispose, conscio che quella conoscenza era stata una zona di passaggio, forse lontanamente e timidamente rimpianta, ma soltanto per la perduta giovinezza.
27 gennaio 2018

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