Covid 19 tra indolenza ed ignoranza

di Mauro Chirizzi

La nostra società nel far fronte alla grave Pandemia si trova ad affrontare un bivio tra un percorso burocratico in presenza ed una imponente velocizzazione della digitalizzazione. Tale condizione pandemica ha accellerato questo processo proprio in ragione che con il digitale si evitano i contatti tra persone con il conseguente rischio di contagio.
Ciò detto vale la pena soffermarsi su alcuni punti che, ad oggi, non sono stati ritenuti importanti ma che a mio avviso potrebbero contribuire a combattere il contagio in modo esponenziale.
Per intanto va spiegato che il contagio avviene per inalazione ovvero per introduzione nell’organismo del virus cov 19 attraverso le mucose oculari ovvero nasali o dagli orecchi; vettori virali poi ne amplificano la diffusione.
Di fronte a dei dati certi ci troviamo poi ad una confusa maniera di affrontare il problema. Non si è ancora capito che di fronte ad una pandemia (dal greco antico πάνδημος trad. pándēmos, ovvero la diffusione di una malattia epidemica in vaste aree geografiche su scala globale, coinvolgendo di conseguenza gran parte della popolazione mondiale), occorre assumere dei comportamenti di prudenza al fine di spezzare la catena di contagi. Il rischio in corso è la vita delle persone in ragione del fatto che non v’è alcuna prospettiva di cura o immunizzazione (processo con il quale il sistema immunitario di un individuo od un animale diventa invulnerabile ad un agente patogeno). Essa è molto importante sia negli adulti che nei bambini (e anche negli animali) contro malattie a volte letali o estremamente invalidanti.

Nel corso della Storia l’Uomo ha dovuto affrontare diverse Pandemie che attraverso i vaccini, alcune patologie infettive sono state completamente sradicate nel mondo intero, come ad esempio il vaiolo e la peste bovina. L’immunità si può ottenere in modo naturale mediante lo sviluppo di anticorpi reattivi al virus (immunità di gregge) o per tramite di una campagna di vaccinazione con vettori virali in bassissima capacità virale che sviluppano la capacità di essere impermeabile al virus .

Influenza spagnola

Durante gli anni 20 in Italia si è verificata una Pandemia Covid, sconfitta dal ferreo divieto di assembramenti e di saluto con stretta di mano. Furono introdotte poi per la prima volta nei programmi di scuola le materie di igiene personale e domiciliare, mentre a livello medico -sanitario fu trovata la vera chiave di svolta che permise di sconfiggere la famigerata Pandemia chiamata “Spagnola”. L’idea fu quella di delocalizzare dagli ospedali centrali delle unità ospedaliere che curassero solo le malattie polmonari chiamate “Sanatori”. In questo modo il contagio fu ridotto al massimo tanto da poter dichiarare sconfitta la Pandemia stessa.
Oggi in Italia ciò malgrado ci si ostina ad utilizzare l’accentramento come modo per affrontare il problema; centri per la vaccinazione, punti per l’accertamento mediante tamponi, reparti covid quasi tutti a voler concentrare la gente che si ritrova esposta al contagio proprio perché in fila ovvero ospitata in un centro indoor utilizzato anche se in ore diverse da moltissime persone. Come si può pensare che questa beata ignoranza possa essere appannaggio di un governo, di un Ministero alla Salute?
Come si può tollerare che non si enuncino in modo chiaro quali siano i modi di contagio spiegandone i vettori ed in che modo le persone possano venire contagiate?
Come può un governo autorizzare per risolvere il problema covid 19 nella scuola, l’acquisto e la dotazione di banchi con le rotelle anziché prevedere la installazione di impianti di aereazione dotati di filtri che blocchino almeno i vettori che si legano al particolato (PM10-PM 2,5)?
Impensabile non sapere che la Promiscuità in una classe scolastica in presenza di decine di ragazzi per almeno 4/5 ore al giorno non sia un formidabile veicolo di contagio .
Come si può decidere di riaprire la scuola quando l’impianto vaccinale non ha ancora raggiunto la immunità di gregge?
Ed ancora come si può consentire di non spiegare che la distanza da mantenere tra le persone è ben donde più di due metri? Eppoi perché non spiegare che il Fumo può essere una via di contagio virale?
Se l’ignoranza della gente è comprensibile non lo può essere da parte delle Istituzioni specie se mediche.
Ed ancora come si può pensare che un valore assoluto come la vita possa essere messa in pericolo a causa di un errore grossolano di strategia medica?
centro vaccini coronavirusPensiamo al sistema di vaccinazione e chiediamoci come si possa pensare di procedere ad una vaccinazione di massa senza prevedere prima uno screening di massa per riconoscere e distinguere dagli altri coloro che hanno già avuto il Covid 19 e lo hanno superato producendo propri anticorpi? Certamente per costoro la vaccinazione diventa un rischio a cui nessun organo medico ha posto alcuna attenzione.
Chiudo questo mio intervento facendo rilievo anche sull’altro aspetto oggetto del presente articolo, ovvero della indolenza con cui questo martirio viene vissuto. Cosa succede nel momento in cui un uomo viene colpito dal covid in forma grave? Ebbene in quel momento egli viene ricoverato ove viene sottoposto ad un protocollo medico di cura perdendo ogni contatto umano con l’esterno. Quindi, chi controlla che le cure siano svolte in modo esatto? Che supporto psicologico viene assicurato? Chi garantisce i diritti del malato? Chi ha rapporti con questi pazienti al di fuori del personale medico infermieristico? Una ciclopica per tutte queste domande: nessuno!
La percezione della malattia è ancora legata al concetto romano di “mors tua vita mea” elemento questo che alimenta questa forma di indolenza collettiva .
Vi è dall’inizio della Pandemia una forma di abituale tendenza all’inerzia, una sorta di apatia, di pigrizia intellettuale volta ad accettare gli eventi con decadente sopportazione. Più i media ne parlano e più la gente cade in una sorta di narcosi collettiva che fa accettare le decisioni più assurde con fatalismo caricando di responsabilità il fattore “destino” che con l’odierna scienza e modernità tecnologica non ha nulla a che vedere.
Il progresso si muove a passi da gigante e con esso la medicina, ma nulla si può di fronte alla indolenza di chi dovrebbe ma non sente di dover fare, lasciando i punti di domanda senza risposta o peggio con responso negativo.
Il mondo è cambiato ma il modo di pensare in assenza di adeguata informazione (prevenzione -comunicazione-dissuasione) resta ferma al principio espresso dal brocardo di Tertulliano “credo quia absurdum”.

07 aprile 2021

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