Il Festival della Valle d’Itria 2019 parte con “IL MATRIMONIO SEGRETO” di Cimarosa

di Clelia Conte
Inaugurato con successo ieri, 16 luglio, l’attesissimo Festival della Valle d’Itria
Pier Luigi Pizzi

Per l’occasione è tornato a Martina Franca, Pier Luigi Pizzi, che ha realizzato il dramma giocoso in due atti “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa. Nel 2016 aveva rappresentato con successo “Francesca da Rimini” e nel 1996, la “Grande-Duchesse di Gérolstein”. A Pizzi, sono stati affidati anche regia, scene e costumi della rarissima Ecuba di Manfroce che andrà  in scena il 30 luglio e il 4 agosto.

 Ha diretto l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di BariMichele Spotti , un giovane direttore in carriera,classe 1993, che ha dato prova eccellente con la sua abile bacchetta.
Il matrimonio segreto, opera rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1792, è composta da sei personaggi armoniosamente distribuiti tra tre voci maschili, cioè due bassi e un tenore e tre femminili  ovvero due soprani e un mezzosoprano.
Marco Filippo Romano ha interpretato il Signor Geronimo, che con la sua accattivante voce da baritono buffo si è intercalato nel personaggio del padre di due ragazze da maritare e che stipula un contratto col Conte Robinson, (Vittorio Prato- baritono), per dare in sposa la figlia maggiore Elisetta (Maria Laura Iacobellis- soprano). In realtà il Conte si innamora della figlia più piccola (Carolina) interpretata da Benedetta Torre (soprano) che a sua volta è innamorata di Paolino (Alasdair Kent) preteso ma non corrisposto dalla sorella di Geronimo, Fidalma (Ana Victoria Pittis- mezzosoprano), zia delle ragazze e che aspira a sposarlo.
I giovani cantanti hanno dimostrato di avere sia talento vocale che teatrale.
L’opera di Cimarosa rappresenta in pieno il Settecento: epoca nel quale la ragione prevaleva sul sentimento ma qui troviamo un equilibrato intreccio sensuale e amoroso che sfocia in un accordo generale e un brindisi alla felicità. Siamo in un periodo nel quale i ricchi affaristi, i commercianti o proprietari terrieri esigevano di un titolo nobiliare per affermarsi nella società dei re. I nobili decadenti invece per tenersi a galla dovevano sposare una donna con una cospicua  dote. Si spiega così nella trama dell’opera il motivo del contratto stipulato tra il Conte Robinson e il Signor Geronimo. Alla fine nella storia si sistemano tutti i tasselli del’intreccio tra amori ed equivoci coinvolgendo man mano lo spettatore che si entusiasma in attesa dell’esito finale.
L’opera è rappresentata in chiave moderna con una scena che rappresenta una casa attualissima e con i costumi dei nostri tempi, ricercati per dare personalità ad ogni personaggio.
L’idea geniale di inserire il testo proiettato in alto sopra al palco ha aiutato la comprensione dei dialoghi e della storia agevolando ed addolcendo anche i meno appassionati che avranno un motivo in più per amare l’Opera.
La bella rappresentazione pur essendo perfetta  non ha ha soddisfatto le aspettative di una parte dei presenti che attendevano di vedere in prima serata un’Opera più pittoresca o (usando le loro parole), “da serata inaugurale”.
17 giugno 2019

3 thoughts on “Il Festival della Valle d’Itria 2019 parte con “IL MATRIMONIO SEGRETO” di Cimarosa

  1. lo spazialismo concettuale di Fontana da sfondo voleva rendere attuale una storia di intreccio amoroso, buffo e giocoso. Forse ci sarà riuscito, anche se all’epoca il padre delle due donne (una destinata al matrimonio con il conte, l’altra partita come figura di amante, in attesa di amplessi con Paolino, romantico fuggitivo, trattava le sie figlie come merce di scambio. Forse lo spread tra le due figliole, una del valore di 1.000.000 di ducati, e per la seconda si accontetava di 500.000, lo aveva letto sul Sole 24 che nel 1700 si leggeva anche a Vienna, oltre che a Napoli. Un abbraccio nicola

  2. Del tutto irreale ambientare ai giorni nostri una vicenda in cui il padre promette in sposa una figlia ad un conte senza che questi si conoscano. La poesia e la magia di una storia ambientata nel ‘700, con i suoi costumi ed i suoi manierismi, svilite nella realtà della vita e degli abiti moderni. Una scelta non in linea con la tradizione del Festival.

    1. Potrei essere anche d’accordo con lei, ma il fatto stesso che questo festival sia un trampolino dove l’esperimento è un obbligo, piaccia o non piaccia si da sfogo alla fantasia dei registi. Sono state rappresentate opere molto più stravaganti che davvero hanno creato molte polemiche ma che dovevano essere rappresentate come elementi innovativi di un sistema altrimenti statico. Grazie comunque di cuore per aver scritto. Continui a farlo perché ogni parere dato è un valore aggiunto.
      saluti
      Clelia Conte

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