Cara Gianna Nannini, torna in Italia, paese che ti ha dato il successo e discutiamo della tua stepchild adoption

Gianna Nannini

di Romolo Ricapito

Scrivo questa lettera alla rockstar Gianna Nannini tramite la Gazzetta dal Tacco  ,: “Cara Gianna, ho letto su diverse testate che ti sei trasferita da tempo  a Londra in quanto nel Regno Unito ti senti più garantita nei tuoi diritti di madre single: hai intenzione di  sposare la tua compagna di anni, Carla, perché in questo modo le leggi di quel paese, tramite la stepchild adoption  garantirebbero a tua figlia Penelope, nel malaugurato caso ti accadesse qualcosa di spiacevole, che la tua compagna si occupasse, autorizzata dal codice civile,  a tempo pieno di lei.

Tale fuga all’estero sarebbe determinata proprio dalla tua insicurezza riguardo al futuro di Penelope.
Il conseguente coming out, avvenuto tramite la tua “preoccupazione”, è stato fatto anche questo in terra straniera.
Però continui ad incidere dischi: il prossimo sarà pubblicato in Italia in autunno.
Non credo in Inghilterra, dove credo tu non sia conosciuta, al contrario della Germania.
Probabilmente l’avanzare dell’età, ora hai superato da un po’ i 60, ti rende apprensiva.
E’ probabile che a 56, quando hai avuto la tua Penelope, fuori tempo massimo per i canoni tradizionali, non ti ponessi molto la questione della successione.
Scoppi di salute, per fortuna,  anche grazie a un regime di vita sano e salutista.
Ma le tue paure di madre “anziana” hanno avuto la meglio.
Mi pare però che tu viva in una maniera “schizofrenica”, cioè dissociata.
Un piede in Italia, un altro in quel di Londra.
Ma hai garantito che tornerai, forse stabilmente.
Forse una volta che avrai  sistemata definitivamente la tua unione con la tua compagna,
Il tuo comportamento diventa anche un fatto, in certo qual modo, politico. Benestante come sei, puoi fare quello che vuoi.
Non sarebbe così’ se tu non fossi la grande cantautrice che sei, costretta a lavorare in fabbrica per due soldi.
In fondo, proprio perché sei una privilegiata, potevi restare anche da noi in Italia, trovando una soluzione per la tua Penelope.
Le unioni civili esistono anche da noi.
Ad modo, non so chi sia il padre della bimba, però la tua storia fa riflettere.
Giusto avere una figlia “indipendentemente”, per garantirsi un erede.
Ma proprio perché si agisce in maniera diversa dal solito, queste decisioni poi pongono problemi pratici che devono essere risolti necessariamente in un modo o in un altro. Comunque ti auguro un in bocca al lupo.

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