Lo Chiamavano Jeeg Robot: conferenza stampa di presentazione all’Hotel Oriente col regista dell’opera prima Gabriele Mainetti

From left, director Gabriele Mainetti, and actors Ilenia Pastorelli, Claudio Santamaria and Luca Marinelli pose for photographers during the photo call of the movie Lo Chiamavano Jeeg Robot (They called him Jeeg Robot), Festival, in Rome
Cast del film - Lo Chiamavano Jeeg Robot
da sinistra, il regista Gabriele Mainetti e gli attori, Ilenia Pastorelli, Claudio Santamaria e Luca Marinelli

di Romolo Ricapito

 Presentato presso l’hotel Oriente a Bari,  presente solo il regista Gabriele Mainetti, il film in uscita il prossimo 25 febbraio Lo Chiamavano Jeeg Robot.
Mainetti che è anche attore (cinema, teatro, tv, cortometraggi) è alla sua opera prima.
“Il titolo si rifà a Lo Chiamavano Trinità– ha esordito Mainetti,  che ha parlato anche dei suoi cortometraggi  Basette e Tiger Boy .
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Luca Marinelli in una scena del film

Il giovane attore-regista ha dichiarato poi di essere cresciuto a pane e “Bim Bum Bam”, il famoso programma per ragazzi di Italia 1 .

Questa sua  pellicola è contigua e “contaminata” dal genere  dei  Super- Eroi.
Il protagonista, Claudio Santamaria, ingerisce  una sostanza radioattiva che lo rende un superforzuto: sradica un bancomat per rubarne il contenuto….
Infatti il personaggio di Enzo Ceccotti non è onesto e applica la sua filosofia di delinquente, adesso che ha acquisito dei fantastici super-poteri.
Una metafora dunque,  non solo dei supereroi classici come Batman e L’Uomo Ragno (che però militavano tra gli onesti) ma dei delinquenti di periferia che sfruttano le buone occasioni per mettere in pratica le loro potenzialità criminali.
“E’ stato scelto un personaggio con tutte le ragioni del mondo affinché non si occupasse degli  altri” ha continuato Mainetti, spiegando ancora “quando si cresce in un mondo difficile senza una famiglia di aiuto alle spalle è così”.
“In realtà poi questo Ceccotti detesta gli altri, è asociale”.
Ma con l’elemento femminile “forse” è disposto a  scendere a patti…
“Dei film di genere- ha continuato- spesso si dice, da parte di alcuni colleghi che hanno già fatto questa esperienza , che tale tipo di cinematografia ha quel “di più” che riconosce una certa autorialità, ma è una fregnaccia””.
Claudio Santammaria in "Lo chiamavano Jeeg Robot"
Claudio Santammaria in “Lo chiamavano Jeeg Robot”

L’opera prima     ha riscosso molto successo alla Festa del Cinema di Roma e sarà presentata prossimamente, in aprile, al Bifest barese, in concorso.

Il film non si dirige come target di pubblico   ai  soli adolescenti: a sorpresa, è stato accolto in maniera trasversale e piace a gente di tutte le età, riscuotendo consenso anche tra gli anziani.
La protagonista è dissociata, ovvero traumatizzata da traumi familiari.
“Lo chiamavano Jeeg Robot ” è stato prodotto con l’intervento della Banca Popolare di Bari e il tax credit.
1 milione e mezzo di euro il costo , “quelli più o meno di un film normale” (Mainetti).
50.000 euro  la cifra stanziata da Rai Cinema per sviluppare la sceneggiatura  che si basa su un soggetto di Nicola Guaglianone, già pronto nel 2010.
Guaglianone ne è anche lo sceneggiatore.
Il film era  completo un anno fa, ma per varie ragioni distributive esce nelle sale soltanto adesso.
“Abbiamo evitato di distribuirlo a gennaio per non scontrarci con Checco Zalone, ha chiarito il regista.
A una domanda dell’autore di questo  articolo sulla eventuale distribuzione fuori dell’Italia, Mainetti ha replicato: “andrà negli Stati Uniti e in Giappone ma “è previsto anche un tour in Francia e Gran Bretagna.
Per Gabriele Mainetti, “Lo Chiamavano Jeeg Robot” è romano, ma non romanocentrico (ambientazione) e ha un respiro internazionale.
“Questo film ha un aspetto molto divertente come sottotesti  e tratti tipici della commedia all’italiana,” ha concluso.
Ad affiancare Claudio Santamaria troviamo Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli e Francesco Formichetti.
Formichetti interpreta il ruolo di “Sperma”.
Un cast anticonvenzionale, come i suoi personaggi e lo stesso regista.

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