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Al Petruzzelli l’inaugurazione dell’anno accademico di UniBa, tra Regione, città ed Europa

Inaugurazione anno accademico 2026-2027
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Gli inni eseguiti dai musicisti del Conservatorio Piccinni
Gli inni eseguiti dai musicisti del Conservatorio Piccinni

È stato inaugurato venerdì 9 ottobre al Teatro Petruzzelli di Bari l’anno accademico 2026/2027 dell’Università Aldo Moro, dedicato al tema “Università connessa: talenti, territori, sviluppo“. Dopo il corteo istituzionale e gli inni del Conservatorio “Niccolò Piccinni”, la cerimonia si è aperta con la proiezione, nella cupola del teatro, degli affreschi di Raffaele Armenise distrutti dall’incendio di trentacinque anni fa.

Intervento di Antonio Decaro
Intervento di Antonio Decaro

A prendere la parola per primo è stato il presidente della Regione Antonio Decaro, che ha definito l’università uno dei protagonisti della Puglia del futuro e ha auspicato che nessun giovane rinunci a studiare per ragioni economiche. Ha rivendicato lo sforzo per finanziare tutte le borse di studio richieste e ha proposto una «alleanza territoriale per la conoscenza» tra enti, atenei e imprese. Agli studenti ha augurato «il coraggio dell’immaginazione».

Il sindaco Vito Leccese
Il sindaco Vito Leccese

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha scelto l’immagine del portone di Palazzo Ateneo su piazza Cesare Battisti, chiuso dal 1958 e pronto a riaprire, chiedendo «una città universitaria vera, capace di accogliere e non di respingere» e difendendo il diritto allo studio davanti al caro-affitti.

Per la prima volta è intervenuto anche un sindaco di Taranto: Piero Bitetti ha chiesto di creare le condizioni perché i giovani restino, rilanciando la sede ionica, cresciuta con Medicina, e l’alleanza tra ateneo e imprese. «Cosa siamo capaci di offrire ai nostri ragazzi?», ha chiesto a istituzioni e territori.

Il magnifico rettore Roberto Bellotti
Il magnifico rettore Roberto Bellotti

Il rettore Roberto Bellotti ha indicato come priorità aumentare i laureati nonostante il calo demografico, contrastando un abbandono scolastico che «comincia ben prima del diploma». L’università, ha detto, resta «un miraggio per troppe famiglie italiane» tra alloggi, trasporti e costo della vita. Ha ricordato l’aumento delle tasse di circa 500 euro l’anno per le famiglie con Isee di 100mila euro, con l’extragettito vincolato ai servizi per gli studenti: la progressività è «una misura di civiltà». Ringraziata la Regione per la copertura totale delle borse di studio, ha poi richiamato la «quinta libertà» europea, la libera circolazione di ricerca, dati e competenze, spiegando che la sfida non è la competizione tra territori, ma portare l’Italia fuori dalle ultime posizioni Ue per giovani laureati: «Possiamo vincere o perdere tutti insieme».

Successivamente hanno parlato la studentessa Valentina de Carne, la dottoranda Michela D’Erchia, Maurizio Scalise per il personale tecnico-amministrativo, il direttore generale Ernesto Somma e la lezione della dott.ssa Teresa Lussone del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica.

La lectio tenuta da Raffele Fitto
La lectio tenuta da Raffele Fitto

Ospite d’onore, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha tenuto la lectio sul ruolo dell’Europa e sulla sua competitività. Un continente in «difficoltà, per alcuni versi, ma di grandi potenzialità dall’altro», ha detto, che deve rafforzare la dimensione esterna e superare le barriere del mercato interno, per sfruttare il potenziale di 450 milioni di consumatori. Le università hanno «un ruolo decisivo», soprattutto in Puglia e nel Mezzogiorno. Sull’energia, ha ricordato il via libera di Bruxelles alla flessibilità chiesta dall’Italia, mentre sulla richiesta legata all’inflazione la Commissione valuterà nelle prossime settimane.

Al termine, il rettore Bellotti ha dichiarato aperto l’anno accademico 2026-2027.

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