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Al MArTA la vittoria attraversa i secoli: apre “L’Arte della Vittoria”, lo sport antico incontra i Giochi del Mediterraneo

Inaugurazione della mostra Arte della Vittoria al MarTA
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Locandina della mostra
Locandina della mostra

Dal 25 luglio 2026, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto ha aperto al pubblico “L’Arte della Vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo“, la mostra che intreccia archeologia e sport in vista dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e che resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027. Il percorso nasce attorno alla Tomba dell’Atleta, una delle testimonianze più straordinarie custodite dal MArTA, riletta grazie a nuove indagini scientifiche condotte con il CNR e l’Università Sapienza di Roma, e si arricchisce di reperti dai depositi del museo mai esposti prima, insieme agli approfondimenti curati dai colleghi di Egitto, Marocco, Tunisia e Tanzania ospitati nell’ambito della IV International School of Cultural Heritage del Ministero della Cultura.

La direttrice del museo Stella Falzone
La direttrice del museo Stella Falzone

Parlare di sport vuol dire parlare di sfide, di superamento dei propri limiti, nel passato come nel presente“, ha spiegato la direttrice del MArTA Stella Falzone durante l’inaugurazione avvenuta il 24 luglio, ricordando come “durante le gare sportive (durante le Olimpiadi si dichiarava la ekecheiria, la tregua olimpica) si attestava un periodo di pace, e per me parlare di sport vuol dire anche parlare di pace“. La direttrice ha raccontato la genesi di un percorso che parte dall’antico Atleta di Taranto per arrivare al presente, sottolineando che nel mondo greco la virtù atletica non si riduceva alla sola prestanza fisica: “Noi andiamo a raccontare il valore dello sport, il valore della sfida, il valore di superare i propri limiti“.

La tomba dell'atleta
La tomba dell’atleta

Il racconto prosegue nella grande teca della hall, dove sono custoditi cimeli di grandi protagonisti dello sport tarantino e pugliese di ieri e di oggi, tra cui la maglia e le scarpe di Erasmo Iacovone, indimenticato attaccante del Taranto Calcio, grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Taranto, l’Associazione Triumphalia e il Panathlon Club Taranto Principato. A dialogare con l’antico anche l’arte contemporanea: le opere della Nasse Animation Studio, che sta realizzando un cortometraggio animato sull’Atleta di Taranto, e le tavole di Sal Velluto, disegnatore Marvel che ha dato al giovane guerriero-atleta i tratti di un eroe moderno. Un contributo, ha spiegato Stella Falzone, “per dare un corpo e un’immagine alla fantasia sull’antichità“,utile anche ad avvicinare i più giovani, coinvolti nel progetto con il lavoro svolto nelle scuole, tra cui l’Istituto Pacinotti e il Liceo Aristosseno.

La direttrice con il pugile Luigi Merico
La direttrice con il pugile Luigi Merico

Tra gli atleti presenti all’inaugurazione, il pugile Luigi Merico, campione italiano dei pesi supergallo, Roberta Chyurlia, arbitro internazionale di judo più volte premiata come migliore arbitro donna d’Europa, e una rappresentante del movimento paralimpico, che hanno portato la loro testimonianza sul significato di vincere e, a volte, di perdere le proprie sfide. Un ponte ideale tra il guerriero-atleta sepolto a Taranto agli inizi del V secolo a.C. e i campioni di oggi, a poche settimane dall’accensione dei Giochi del Mediterraneo, quando la città tornerà protagonista dello sport internazionale con lo sguardo rivolto, ancora una volta, alle proprie radici. Un’occasione, come ha ricordato la stessa dott.ssa Falzone, per riaffermare il legame tra la comunità tarantina e la propria storia, restituendo centralità a un patrimonio che appartiene tanto al passato quanto al presente della città.

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