Odissea, si torna a casa: l’Armenia e la Grecia scelte per la nuova serie su Ulisse Cultura TV 22 Luglio 202622 Luglio 2026 di M. Siranush Quaranta Garni in Armenia e l’Acropoli di Atene Il viaggio più lungo della letteratura occidentale sta per prendere di nuovo la via del piccolo schermo, ma questa volta senza dèi in tunica dorata né mostri da cinema patinato. Si intitola Odysseus la nuova serie televisiva ispirata all’Odissea di Omero, un progetto indipendente nato dalla collaborazione tra la casa di produzione greca Tanweer, con sede ad Atene, la statunitense Tectonic e l’emittente armeno-americana USATV, che negli ultimi giorni ha dato particolare risalto alla notizia sui propri canali. Le riprese inizieranno nei primi mesi del 2027 tra la Grecia e l’Armenia, due paesi scelti non per caso per i loro paesaggi arcaici. Per l’Armenia, in particolare, si tratta di un’occasione significativa: il paese caucasico ha attirato negli ultimi anni un numero crescente di produzioni internazionali, e ospitare una serie di questo respiro viene letto come un ulteriore passo nella crescita della sua industria audiovisiva. La serie non ha alcun legame con il film campione d’incassi di Christopher Nolan, anche se ne condivide il momento propizio: l’interesse globale per Omero non è mai stato così alto. A guidare il progetto come showrunner è Karl Gajdusek, già produttore esecutivo di Stranger Things, mentre la regia è affidata all’olandese Roel Reiné, veterano di produzioni storiche come Washington e Black Sails, oltre che di Halo e Wu Assassins. La sceneggiatura dell’episodio pilota porta la firma di Sean Finegan, Scott Windhauser, Noah Lang e Blake Hoss. Una delle scene classiche dell’Odissea L’ambizione dichiarata non è raccontare l’ennesima favola di eroi e creature fantastiche, ma restituire il lato umano e politico dell’epopea: gli intrighi di potere, la guerra, il crollo della civiltà del Bronzo che fa da sfondo al ritorno di Ulisse a Itaca. Tra i produttori esecutivi spicca il nome dell’armeno-americano Vaagn Sarkissian, di USATV, figura chiave nel portare il progetto in Armenia e considerato dalla stampa locale uno degli artefici dell’accordo tra le tre società; accanto a lui Jordan Dykstra, Denisa Juhos e il greco Dionyssis Samiotis di Tanweer. Non sono stati ancora annunciati cast né emittente distributiva, ma dietro le quinte si lavora già a un obiettivo più ampio: trasformare Odysseus nel primo capitolo di un vero e proprio universo narrativo, capace in futuro di espandersi oltre il racconto del solo Ulisse. Non è la prima volta che la tv si misura con questo racconto: già nel 1968 la Rai affidò a Franco Rossi una storica miniserie sull’Odissea, girata in Jugoslavia. Oggi la sfida si sposta su territori che con l’antichità hanno un legame diretto. La notizia, rilanciata in origine da Deadline, è rimbalzata rapidamente su giornali e siti armeni, greci e internazionali, segno dell’attenzione già rivolta al progetto, in particolare dai media di Yerevan, che lo hanno salutato come un traguardo per l’industria audiovisiva nazionale. Se il progetto manterrà le promesse fatte finora, il pubblico si troverà davanti a un’Odissea spogliata del mito e restituita alla Storia: non più semidei e incantesimi, ma uomini soli davanti al mare, alla guerra e al tempo che passa, capaci ancora di insegnarci cosa significhi, davvero, la parola casa.