Bari: Villa Romanazzi Carducci Convegno nazionale “Chirurgia biorigenerativa: esperienze dei Centri Ustioni Italiani a confronto Comuni Salute e Benessere Sanità 11 Giugno 202611 Giugno 2026 Il Policlinico di Bari eccellenza per la cura dei grandi ustionati Oggi giovedì 11 e venerdì 12 giugno a Villa Romanazzi Carducci a Bari, SIUST, la Società Italiana Ustioni, organizza il Convegno nazionale “Chirurgia biorigenerativa: esperienze dei Centri Ustioni Italiani a confronto”. Si tratta di un innovativo approccio terapeutico per il trattamento delle ustioni gravi che riduce mortalità e tempi di guarigione. Al Policlinico di Bari è attivo questo nuovo modello basato sull’integrazione tra escarolisi enzimatica precoce e chirurgia biorigenerativa. Una combinazione di tecniche mini-invasive che consente di evitare interventi di chirurgia tradizionale, ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità degli esiti cicatriziali, anche nei pazienti pediatrici. Giulio Maggio (Direttore del Centro Ustioni del Policlinico di Bari) Nel corso del Convegno, presieduto dal direttore del Centro Ustioni del Policlinico di Bari, Giulio Maggio, dal Co-Presidenteprof. Giuseppe Giudice, direttore della Chirurgia plastica e ricostruttiva del Policlinico di Bari,nonchèdaiPresidenti Onorari Antonio Di Lonardo e Michele Maruccia, sarannoillustrate le esperienze dei 14 Centri Ustioni Italiani a confronto, tra cui quello di Torino, Pisa, Cesena, Roma, Brindisi e Milano con illustri relatori che parleranno delle nuove linee guida e delle indicazioni europee. Tra gli interventi anche quello di Franz W. Baruffaldi Preis che si soffermerà sulla gestione dell’emergenza per la tragedia di Crans-Montana scattata nella notte dello scorso Capodanno. Il Centro Ustioni del Policlinico di Bari è un riferimento importante per il Mezzogiorno, un’eccellenza per la cura dei grandi ustionati. Le cause delle ustioni sono spesso accidentali soprattutto provocate da fiamma, legate ad un uso improprio di alcol e benzina, da liquidi bollenti e da agenti chimici in incidenti sul lavoro. Le ustioni da fiamma sono la forma più comune di ustione tra gli individui di età superiore ai 5 anni, mentre le ustioni da liquido bollente sono le più comuni nei bambini di età inferiore ai 5 anni. La maggior parte delle ustioni (75%) si verificano in ambiente domestico, mentre il 13% nell’ambiente di lavoro. Circa il 95% delle ustioni è accidentale, mentre il 2% è legato a tentati omicidi e l’1% a tentati suicidi. Cirurgia biorigenerativa L’approccio per curare le ustioni deve essere multidisciplinare e coinvolge rianimatori, infettivologi, fisiatri, neurologi, nefrologi, psichiatri, cardiologi, ematologi, nutrizionisti, farmacisti e psicologi. Il trattamento dei grandi ustionati è lungo e complesso: per ustioni superiori al 20% la degenza media è di circa 30 giorni, mentre per i pazienti con ustioni più estese e insufficienza respiratoria si arriva anche a 3 mesi in ospedale. L’indice di mortalità nei pazienti che riportano ustioni profonde superiori al 70% è sempre elevato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le ustioni costituiscono un problema per la salute pubblica globale e sono responsabili di circa 180.000 morti ogni anno, rappresentando il quarto tipo di trauma più comune al mondo, dopo gli incidenti stradali, le cadute e la violenza interpersonale. Inoltre chi sopravvive alle ustioni spesso, presenta disabilità permanenti. “I Centri Ustioni Italiani vivono un momento di grande criticità a causa della sempre minore disponibilità di chirurghi plastici ad interessarsi alle ustioni – dichiara il dott. Giulio Maggio -. Salvare vite, curare persone sofferenti con ferite estese a gran parte del corpo e di qualsiasi età, è una missione che richiede non solo alta professionalità e competenza ma soprattutto umanità, empatia, complicità, disponibilità, coraggio e accanimento. Tutto questo fa la differenza di chi esercita la professione del medico per vocazione”. 11 giugno 2026