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Aram I dal Papa: Artsakh, Libano e unità cristiana al cuore del dialogo tra le Chiese

Basilica di San Pietro in Vaticano
Maria Silvia Quaranta

di M. Siranush Quaranta

Sua Santità Aram I e Papa Leone XIV
Sua Santità Aram I e Papa Leone XIV

Il 18 maggio 2026, nella Biblioteca privata del Palazzo Apostolico, Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Apostolica Armena – Sede di Cilicia, ha incontrato Papa Leone XIV in un colloquio che ha toccato i grandi snodi della coscienza cristiana contemporanea: dall’Artsakh al Libano, dall’unità ecumenica alla memoria dei martiri. Non è stato un incontro di cortesia. È stato un incontro di sostanza.

Il Catholicos ha portato questioni attuali e scottanti. Prima fra tutte l’Artsakh, svuotata della sua popolazione armena nel 2023 dopo l’offensiva azera: Aram I ha chiesto garanzie internazionali per il ritorno degli armeni, la tutela dei luoghi sacri e il rilascio immediato dei leader dell’Artsakh detenuti a Baku. Ha chiesto anche rispetto della sovranità libanese, ritiro delle forze israeliane dal sud e pieno rispetto del cessate il fuoco. Sul fronte ecumenico, tre proposte: data comune per la Pasqua, giornata commemorativa per tutti i martiri cristiani e convocazione di un Concilio Vaticano III.

Leone XIV ha risposto con comprensione e sostegno su ciascuno dei punti, ma ha anche parlato con il cuore. Sul Libano, che aveva visitato lo scorso dicembre, le sue parole sono state nette: «Questa terra, così cara al mio cuore, che per tanto tempo ha mostrato al mondo che è possibile per persone di diverse culture e religioni vivere insieme come un’unica nazione, continua ad affrontare prove difficili.» E ancora: «La assicuro delle mie preghiere quotidiane e della profonda preoccupazione che nutro per il popolo del Libano e per le Chiese del Medio Oriente.»

Il Papa ha evocato san Paolo di Tarso — nato in Cilicia, martirizzato a Roma — come simbolo del legame tra le due Chiese, e ha ricordato Nerses il Grazioso, Catholicos di Cilicia del XII secolo, definendolo «il pioniere dell’ecumenismo», la cui inclusione nel Martirologio Romano è «un ulteriore esempio di quell’ecumenismo dei santi che già unisce le nostre Chiese». Sul dialogo teologico formale Leone XIV ha espresso la speranza che «prosegua con rinnovato vigore, poiché non può esserci ristabilimento della comunione senza unità nella fede».

Scambio dei doni alla fine dell'udienza @vaticannews.va
Scambio dei doni alla fine dell’udienza @vaticannews.va

L’udienza ha compreso un colloquio privato, la presentazione della delegazione — dodici vescovi della diaspora armena — lo scambio di doni e una preghiera comune nella Cappella Urbano VIII. In prossimità della Pentecoste, il Pontefice ha colto la coincidenza come un segno: «Sono grato di poter pregare insieme a Lei lo Spirito, Signore e Datore di vita, affinché ci conceda il dono dell’unità, ci doni una pace duratura e rinnovi la faccia della terra.»

Per Aram I, Catholicos dal 1995, è stata la prima udienza formale con Leone XIV, con cui si era già incontrato durante il viaggio apostolico in Libano. La visita a Roma, dal 17 al 21 maggio, include una conferenza al Pontificio Istituto Orientale e incontri col cardinale Parolin e i principali dicasteri. Quello di lunedì non è stato solo un incontro tra primati: è stato il momento in cui la storia di un popolo — quello armeno, martoriato, disperso, resistente — ha trovato ancora una volta voce nell’agorà più alta del cristianesimo mondiale.

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