Obiettivo sulla città: il concorso SAID racconta Bari, Fasano, Conversano e Gravina attraverso lo sguardo dei cittadini Eventi Fotografia 22 Gennaio 202622 Gennaio 2026 di M. Siranush Quaranta Nella sala giunta di Palazzo della Città si è tenuta mercoledì 21 gennaio la presentazione della decima edizione del concorso fotografico “Desiderio di città. La città la mia casa“, promosso dall’associazione internazionale dei docenti SAID e patrocinato dal Comune di Bari. All’incontro sono intervenuti Angela Perna, presidente della commissione consiliare Pari opportunità, Valeria Amoruso, consigliera della stessa commissione, Virna Iacobellis, presidente SAID, Nicola Cutino, storico e presidente dell’associazione Mondo antico e Tempi moderni, Dario Rupen Timurian, console onorario della Repubblica d’Armenia in Bari, Pietro Bello, presidente del Club per l’Unesco di Bari, l’artista Giuliano Ciliberti, la consigliera Valeria Amoruso. Nel corso degli anni questa iniziativa culturale ha assunto notevole rilievo nel panorama locale, per la sua capacità di creare una rete di collaborazioni tra istituzioni, associazioni e mondo della cultura. Locandina del concorso Il concorso fotografico, giunto alla sua decima edizione, si propone di catturare attraverso l’obiettivo della macchina fotografica la vita familiare ambientata nelle città di Bari, Fasano, Conversano e, novità di quest’anno, Gravina in Puglia. L’iniziativa invita cittadini di ogni età a documentare scorci urbani, attività artigianali e luoghi della quotidianità che esprimono il legame profondo tra le persone e la città intesa come casa comune. Gli scatti migliori che emergeranno dal concorso saranno raccolti in un calendario che diventerà testimonianza visiva del rapporto tra comunità e territorio. Angela Perna ha aperto gli interventi sottolineando il valore profondamente inclusivo dell’iniziativa, spiegando come il concorso rappresenti un’occasione autentica di partecipazione per tutti i cittadini. La presidente della commissione Pari Opportunità ha evidenziato come il titolo stesso del concorso, “Il desiderio della città, la mia città“, offra a ogni cittadino l’opportunità di sentirsi parte attiva e protagonista della narrazione urbana. Attraverso il linguaggio universale dell’arte e, in particolare, della fotografia, i partecipanti possono raccontare la quotidianità delle proprie città, valorizzandone luoghi, identità, tradizioni e legami sociali. Le immagini diventano così uno strumento di partecipazione e condivisione capace di rafforzare il senso di appartenenza a una comunità che vuole essere aperta e inclusiva, dove ogni cittadino contribuisce in maniera spontanea e creativa a costruire una narrazione collettiva. Virna Iacobellis con Angela Perna Virna Iacobellis ha illustrato con entusiasmo la principale novità di questa edizione, rappresentata dall’ingresso di Gravina in Puglia tra le città protagoniste del concorso. La presidente SAID ha spiegato come questa scelta nasca dalla volontà di valorizzare un territorio di straordinaria bellezza e di grande profondità storica, spesso poco conosciuto anche da chi lo vive quotidianamente. L’obiettivo del progetto è diffondere non solo un messaggio di inclusione, ma anche una maggiore consapevolezza del valore dei luoghi in cui viviamo. Gravina rappresenta un esempio emblematico, essendo una città antichissima, più antica di Roma di oltre duemila anni, che merita di essere raccontata e riscoperta. Il concorso diventa quindi uno strumento per far emergere la bellezza, la storia e l’identità dei territori, coinvolgendo attivamente i cittadini. Iacobellis ha sottolineato come un ruolo centrale sia affidato alle scuole e ai più giovani, perché la conoscenza passa anche dall’esperienza diretta, ma il progetto rimane aperto a tutte le generazioni, dagli studenti agli adulti, dagli appassionati di fotografia ai professionisti, fino a chi custodisce immagini familiari che raccontano la memoria delle nostre città. Il professor Nicola Cutino ha ricordato l’intensa collaborazione con SAID, un’associazione di docenti che da alcuni anni ha deciso non solo di raccontare le bellezze della città ma di farle comprendere e possibilmente toccare con mano. Lo storico ha ribadito come “ la nostra città per essere amata va conosciuta, e conoscendola attraverso l’esperienza diretta di ciò che altrove non esiste, si impara ad amarla”. Cutino ha fatto esempi concreti, invitando a visitare gli scavi archeologici di Santa Scolastica o San Pietro nella città vecchia, ricordando inoltre come Bari si trovi su una penisoletta che permette di guardare l’alba da un lato e il tramonto dall’altro: l’alba nella zona verso Pane e Pomodoro, il tramonto da San Cataldo e San Girolamo. Questi dettagli geografici e storici diventano elementi di identità da riscoprire e valorizzare attraverso lo sguardo fotografico. Nicola Cutino, Dario Rupen Timurian e Giuliano Ciliberti Dario Rupen Timurian, console onorario della repubblica d’Armenia in Bari, ha offerto una riflessione sul valore del fare comunità, indicando SAID come esempio virtuoso di questo processo. Il console ha spiegato come una comunità si costruisca attraverso sforzi continui e costanti che rappresentano un seme bellissimo, il quale necessita di tempo per diventare albero e dare i propri frutti. La fotografia è per il console” un seme straordinario per osservare la realtà e poi declinarla in altri modi ed esperienze”, anche attraverso una serie di iniziative che possano incentivare i rapporti tra la città e altre Nazioni e viceversa. Ha annunciato un format multimediale e immersiva previsto per il 27 gennaio sull’Armenia, realizzata dal fotografo Iago Corazza che ha documentato il paese attraverso numerose missioni fotografiche, con l’obiettivo di incentivare i flussi turistici da Bari verso l’Armenia e viceversa. DarioTimurian ha poi sviluppato una riflessione critica sul calendario che raccoglierà le fotografie del concorso, sottolineando come si fotografino bellezze rare e straordinarie, ma sia necessario notare e sottolineare quando quella bellezza viene oltraggiata. Ha posto l’accento sulla responsabilità individuale, affermando che l’oltraggio non viene dal sindaco o da un politico, ma da un altro cittadino, invitando tutti a un esame di coscienza e al cambiamento. Le fotografie che verranno inserite nel calendario permetteranno di rafforzare il rispetto per il bene comune. Valeria Amoruso ha concluso gli interventi sottolineando il grande valore rappresentato dalla possibilità data ai bambini più piccoli di partecipare al concorso. Questa opportunità consente di avvicinarli alla storia e alla bellezza della città, accompagnandoli fin da subito a sviluppare uno sguardo attento e consapevole sul territorio in cui vivono. Coinvolgere le nuove generazioni significa seminare curiosità, rispetto e senso di appartenenza, elementi fondamentali per la crescita di una comunità viva e partecipe. Foto finale con tutti gli intervenuti Il concorso si articola in cinque categorie che abbracciano tutte le fasce d’età e i livelli di competenza: studenti delle classi quarta e quinta della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, istituti superiori, adulti appassionati di fotografia, fotografi professionisti e la sezione speciale “Il cassetto della memoria“, dedicata alle fotografie di famiglia che raccontano il passato delle città e contribuiscono a tramandarne la memoria collettiva. La partecipazione è gratuita e senza limiti nel numero di fotografie inviabili, che dovranno pervenire entro il 21 giugno all’indirizzo mail: concorsi@saidmondo.it .Una novità importante di quest’edizione è l’iniziativa solidale del “caffè sospeso“: pur rimanendo gratuita la partecipazione, chi lo desidera potrà lasciare un segno di solidarietà a sostegno delle famiglie in difficoltà, ricevendo in cambio un riconoscimento pubblico e una visibilità dedicata. Questa dimensione sociale arricchisce ulteriormente il progetto, coniugando l’espressione artistica con l’attenzione verso chi vive situazioni di fragilità.