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GAZA: Attacchi e necessità di aiuti umanitari

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di Cinzia Santoro

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La popolazione palestinese prima del 07 ottobre 2024 era di 5,3 milioni di cui 2,1 milioni necessitava di assistenza umanitaria.  Circa 800.000 palestinesi tutt’oggi sono residenti in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est e 1,3 milioni vivevano a Gaza.

Scrive Terre des hommes: “Il conflitto prolungato, l’occupazione militare israeliana, il blocco di Gaza, le violazioni delle leggi internazionali in materia umanitaria e di diritti umani, le divisioni politiche interne palestinesi e i frequenti periodi di escalation delle ostilità continuano a peggiorare le condizioni di vita dei civili palestinesi. Il 2023 prima dell’inizio del conflitto si è caratterizzato come un anno di violenze senza precedenti,  uno scenario di guerra vera e propria, che ha visto cinque gravi attacchi militari a Jenin, oltre a numerosi altri nel resto della Cisgiordania, in particolare nell’area di Nablus, a Gerusalemme Est e a Gaza che hanno portato devastazione e morte in territori già gravemente oltraggiati”.

La mancanza di accesso ai servizi di base, lo sfollamento di migliaia di famiglie dalle loro case, la riduzione delle opportunità di lavoro, la restrizione di movimento hanno reso i palestinesi più vulnerabili.  Ogni giorno devono fare i conti con la mancanza di un’adeguata assistenza sanitaria, alloggi inadeguati, insicurezza alimentare e aumento della povertà e della disoccupazione. Anche il diritto all’istruzione dei bambini palestinesi è minacciato.  In Cisgiordania i palestinesi devono affrontare gravi problemi di sicurezza a causa della guerra Israele-Palestina, tra cui minacce alla vita, alla libertà, alla sicurezza, alla proprietà e alla libertà di movimento, da parte delle forze armate israeliane.  Nel 2022 sono state demolite abitazioni di proprietà palestinese che ospitavano 28.450 persone, per i piani di espansione delle residenze israeliane a Gerusalemme Est. Nei primi sei mesi di quest’anno i soldati e i coloni israeliani hanno ucciso 192 Palestinesi, tra i quali ci sono 31 bambini e bambine: questo numero è superiore a quello registrato in tutto il 2022 come riporta Terra des hommes.

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Il ministero della Sanità di Hamas ha annunciato che il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è di oltre 30.000 palestinesi dall’inizio del conflitto con Israele di cui il 70% è donna o bambino.

Il posto più pericoloso al mondo per un bambino oggi è Gaza. I più piccoli stanno morendo di fame e di stenti. Non possiamo più rimanere indifferenti al massacro indecente di questa umanità abbandonata alla violenza più bieca. 

Numerose sono le richieste d’aiuto che giungono da Gaza e dai parenti di chi è intrappolato nei territori martoriati dalla guerra.

Pubblichiamo l’appello di Wasim 

AlKahlout dell’associazione Giovani palestinesi in Italia che ha lanciato una raccolta fondi per portare in Italia, tre fratellini orfani sfollati in un campo a Rafah.

“Cari tutti, mi chiamo Wasim AlKahlout, sono italiano e lavoro in campo umanitario. Vorrei aiutare  Asmaa 5 anni,  Maiar 4 anni e  Mohammed 3 anni a lasciare Gaza.  Il loro padre e la madre sono stati uccisi in un bombardamento che ha distrutto la casa paterna. Oggi vivono una situazione difficile nella zona nord di Gaza a Rafah. Vorrei aiutarli in questo tragico momento e portarli qui in Italia dal loro zio. Per favore, se leggi questo appello dacci una mano per portarli in una zona sicura. Purtroppo i costi di viaggio per ogni bambino superano i 5.000 dollari, a cui si aggiungono altri costi per le cure sanitarie, il vestiario e l’alloggio. Di seguito è riportato un video del momento in cui sono arrivati ​​all’ospedale dopo essere stati bombardati, così come le immagini della loro vita da soli nelle tende di Rafah dopo aver perso la famiglia.

Grazie Wasim AlKahlout

https://gofund.me/1e8b2dad

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