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 Maestra sospesa per aver pregato in classe con i suoi alunni in una Scuola Elementare. E’ Giusto?

di Anna Gomes

Continua a creare polemiche, la sospensione e relativa diminuzione di stipendio, della maestra elementare di Oristano, Marisa Francescangeli che il 22 dicembre (prima di Natale) aveva fatto recitare l’Ave Maria ad una classe di lll elementare.

Marisa Francescangeli

“Me lo avevano chiesto gli stessi bambini, e quindi non avevo avvisato in tempo i genitori.” dichiara mortificata, ma al tempo stesso determinata a far valere le sue ragioni, la maestra. 

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ha pensato bene addirittura di sospenderla, tagliandole lo stipendio.

Non ci sono parole che possano minimamente giustificare tale sospensione. 

Ieri pomeriggio la Maestra è stata intervistata dal giornalista Matano, durante la sua trasmissione pomeridiana.

Sembrerebbe ormai che i genitori degli alunni, abbiano più autorità degli insegnanti e presidi. 

In questo specifico caso, non solo viene a mancare il rispetto verso un insegnante, ma se ne mortifica il suo operato e la sua professionalità.

da Matano

Comunque sia, il caso non è chiuso e ci saranno approfondimenti ed ispezioni da parte del Ministero della Pubblica Istruzione che a quanto pare, non può revocare il provvedimento.

One thought on “ Maestra sospesa per aver pregato in classe con i suoi alunni in una Scuola Elementare. E’ Giusto?

  1. E’ il caso di richiamare il sentimento della misericordia, sia per i genitori così solerti nel contestare le fondamenta della nostra società (l’Ave Maria è strutturale alla formazione cristiana), che per il nostro caro Ministro, anch’esso solerte per la sospensione dall’insegnamento. Chissà come la penseranno quegli alunni quando saranno adulti. Anche se nella classe vi fossero appartenenti ad altre religioni, i cui Paesi non si fanno scrupolo di punire gli infedeli, se si sono sentiti particolarmente toccati dall’Ave Maria, almeno sfruttare l’occasione per un dialogo con tutti, Non punire, ma aprire al confronto. Parafrasando Nitche, forse vi è l’arroganza del diritto alla libertà, che imporrebbe il silenzio. Eppure Lui ne capiva di nihilismo.

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