Una passeggiata sulla costa di Campomarino: I chioschi attrezzati sarebbero più adatti.

Campomarino- Maruggio

futura miss italiadi Clelia Conte

Campomarino di Maruggio(TA). Una splendida nota visiva su una costa frastagliata e addobbata di naturale veste sabbiosa ricoperta di una natura che non muore neanche col solleone di agosto. Soffre ma poi si riprende come se una fata con la sua bacchetta magica rigenerasse la flora della sabbia. Le dune non sono più le stesse, molte sono state distrutte dall’avidità umana o dalla mancanza di rispetto- Ogni gruppo di case deve avere di fronte la strada per accedere al mare perché vogliono tutti la comodità.

La sabbia degli stabilimenti raccolta dalle dune per aumentare la battigia

Chi fa pochi metri in più per arrivare sulle passerelle si stanca. A poco sono servite le pedane di legno costruite coi fondi comunitari per evitare di deturpare la natura. Ora c’è davvero troppa gente che passa e spassa attraverso le dune provocando danni irreparabili alla natura del posto: le rocce di sabbia franano, la natura non si rigenera e le dune si indeboliscono diventando farina. Un’altra causa di distruzione del paesaggio costiero sono gli stabilimenti che tolgono la sabbia dalle dune e dalle spiagge pubbliche per aumentare la battigia corrosa naturalmente dalle maree. Il mare d’inverno si riprende la sabbia e la porta a largo causando un a netta trasformazione del fondale marino. Inoltre questi stabilimenti balneari che nella meravigliosa Puglia salentina sono totalmente inutili, tendono ad allargare la propria area di gestione e poter mettere quanti più ombrelloni possibile.

La sabbia portata via dal mare sulla riva guardando sulla parte della spiaggia libera è morbidamente graduale. Dalla parte privata si forma un gradino alto. Ciò dimostra che la sabbia è stata aggiunta.

IMPORTANTE: Perché non mettere chioschi attrezzati e lasciare la natura delle spiagge intatta? Nella maggior parte dei luoghi balneari della costa salentina e tarantina orientale, non ci sono strutture ricettizie ma solo case abitate da famiglie o prese in affitto. Capita quindi che le spiagge pubbliche siano piene e quelle private siano vuote: che senso ha allora deturpare ciò che è rimasto della nostra natura che la terra ha costruito in milioni di anni e l’uomo ha distrutto nell’arco di 50 anni?

1 luglio 2020

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