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Il titolo di Miss Progress International 2019 va ancora ad una colombiana: Vanesa Giraldo Lopez

La finale mondiale si è svolta venerdì sera nel teatro comunale di Carosino, in provincia di Taranto, con ventuno concorrenti provenienti da ogni parte del mondo. Borse, bracciali, diademi, collane, copricapo e souvenir fatti da materiali naturali e riciclabili, come la fibra degli alberi, con colorazioni di undici tonalità diverse, acquisite da componenti vegetali come il giallo dallo zafferano, il nero dalla foglia dell’oreas de burro e il verde dalla foglia della palma del chontaduro, piante che crescono rigogliose nella zona colombiana della foresta amazzonica.

Vanesa, che succede ad un’altra colombiana, Eyra Baquero, è stata premiata da Giusy Nobile e Giuseppe Borrillo, rispettivamente presidente e direttore del concorso. L’evento è stato trasmesso anche in streaming mondiale su Canale 85, condotto dallo stesso Giuseppe Borrillo e dall’inglese Bethany Cammack. Anche la prima vincitrice del concorso, Julieth Lugembe della Tanzania, è stata ospite dell’evento e membro della giuria.

La sostenibilità ambientale, dunque, resta al centro del dibattito mondiale, ma l’inizio dello spettacolo è stato all’insegna dell’integrazione culturale, con l’ingresso in scena delle concorrenti nei loro sfavillanti costumi tradizionali e, tra essi, quello indossato dall’etiope Kisanet Molla è stato premiato come il più bello.

Le concorrenti sono state accompagnate in scena dalla proiezione della nuova edizione di “Profili del mondo”, realizzata, come sempre, dal fotografo Antonio Zanata. Tutte le concorrenti sono state ritratte di profilo, in bianco e nero, con i caratteristici costumi nazionali, simboli di identità culturale.

La più votata su internet è stata l’honduregna Heather Rodriguez che ha totalizzato quasi cinquantamila preferenze. Gli altri riconoscimenti sono stati assegnati all’americana Gabriella Ochoa per l’integrazione culturale, alla stessa colombiana Vanesa Giraldo Lopez per il progetto dedicato all’ambiente, a Sarah Margarette Joson dalle Filippine per la salute e alla nigeriana Kome Adheke per i diritti umani. Ad accompagnare la lettura dei progetti di tutte le concorrenti è stato il chitarrista tarantino Angelo Messore.

Le vincitrici. Da sx: Gabriella Ochoa (U.S.A., Integrazione Culturale), Kome Adheke (Nigeria, Diritti Umani), Vanesa Giraldo Lopez (Ambiente e vincitrice assoluta), Sarah M. Joson (Filippine, Salute), Heater Rodriguez (Honduras, Internet), Kisanet Molla (Etiopia, miglior costume nazionale) – PH. Antonio Zanata

Altri artisti pugliesi hanno arricchito lo spettacolo. Sono intervenuti, infatti, il gruppo di pizzica dei Filìa che ha fatto danzare le giovani concorrenti sulle note salentine, i ballerini della  Dejanira Ballet e la strepitosa cantante Maky Ferrari. Il magistrato Salvatore Cosentino si è esibito in un reading sul tema della discriminazione delle donne.

Le coreografie dello spettacolo sono state curate da Amadia Sansonetti e la regia della serata è stata affidata ad Antonio Santoro.

8 ottobre 2019

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