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Evviva la disco music. “Sopravvive” nei cuori di molti ex adolescenti

di Romolo Ricapito
Evviva la disco music che sopravvive nei cuori di molti genitori di adolescenti, universitari e giovani professionisti in questo 2019.
Oltre quarant’anni dopo la sua affermazione, la disco music costituisce ancora un’entità vivente nell’immaginario dei cinquantenni o sessantenni.
I Will Survive di Gloria Gaynor (Io Sopravviverò) ci perseguita da 40 anni esatti!
E’ una delle poche canzoni della disco a contenere un testo “vero,” mentre Donna Summer, la rappresentante più autorevole di quella musica, è entrata ormai nella leggenda.
Fu scoperta da Giorgio Moroder, dunque l’Italia c’entra moltissimo nell’affermarsi di quel genere che spiazzò l’ambiente del rock.
Furono organizzate manifestazioni in piazza (negli Stati Uniti) per bruciare i dischi degli artisti della “disco”, ma l’ipocrisia regnava sovrana.
Artisti come i Rolling Stones, Cher, Diana Ross, George Benson e tanti altri incisero musica disco, per guadagnare in un periodo di stanca della loro arte.
Alcuni hanno inserito gli Abba nei libri che parlano di disco music,perché essi crearono pezzi come Gimme Gimme Gimme (A Man after Midnight) che strizzavano l’occhio alla disco, che in seguito si trasformò in dance.

Donna Summer

In Italia, secondo me Rumore di Raffaella Carrà fu una forte anticipazione della disco music e così Nessuno mai di Marcella Bella, scritta dal fratello Gianni Bella e uscita prima della “nascita “ufficiale della disco, che nacque primariamente in appartamenti dove i gay statunitensi emarginati si radunavano per sfuggire alle persecuzioni.
Anche Gloria di Laura Branigan, scritta da Umberto Tozzi, si affermò grazie alla sua diffusione nelle discoteche per gay, i gay clubs, diventando poi nota in tutta la nazione e generando diritti d’autore stellari per Tozzi, che da allora vive a Montecarlo.
La disco era musica inclusiva, antidiscriminatoria, vedi anche l’affermazione dei Village People, gruppo di San Francisco composto da soli gay.
A parte tutto questo, perché ne parlo?
Perché la disco music ha influito sulla mia formazione musicale e perciò la ascolto ancora adesso; essa inoltre mi ha introdotto a generi considerati più impegnati tipo il rhythm and blues e a conoscere dunque artisti come Eartha Kitt, poco nota in Italia ma bravissima e che cantò brani disco per sopravvivere.

3 ottobre 2019

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