Incontro con Silvio laddomada della Nuova Editrice Apulia

 

di Cinzia Santoro

La Nuova Editrice Apulia è nata nel 1988 e opera a Martina Franca. Si occupa essenzialmente di edizioni afferenti alla cultura e alla storia del territorio della Valle d’Itria, attività che la rende una realtà preziosa e rara nel panorama editoriale. Incontro Silvio Laddomada, responsabile della casa editrice; insieme a lui ripercorriamo i progetti più significativi realizzati in questi anni.

La tradizione culturale e storica martinese rappresentano l’asse del vostro impegno editoriale.

La Nuova Editrice Apulia si è distinta per alcune edizioni anastatiche di pregio come ad esempio la riedizione completa delle opere di Giuseppe Grassi. Altra opera importante è quella sulla vita di San Martino a cura di Cito de Citi, redatta nel 1498 e sopravvissuta in un paio di copie, una conservata nella Biblioteca Vaticana, l’altra acquistata dal Professor Michele Pizzigallo. La nostra prima stampa fu limitata a poche copie, la prima delle quali donata a Papa Benedetto XVI tramite Don Franco Semeraro. In risposta abbiamo ricevuto una lettera del Papa con la benedizione apostolica che abbiamo inserito nel secondo volume dell’opera, “Epopea Martiniana”, in cui abbiamo raccolto i contributi di altri illustri autori martinesi tra cui Isidoro Chirulli (‘700), fondatore della Chiesa di san Martino, il canonico Maggi (‘800) ed Eugenio Selvaggi (‘900). In continuità con la ricostruzione storica, siamo molto affezionati anche alle nostre collane sulle tradizioni popolari locali. Particolare successo ha avuto “La parlata dei martinesi” di Giuseppe Gaetano Marangi, un’autentica piccola enciclopedia del nostro lessico arricchita da migliaia di termini. Voglio ricordare anche “Saggi di storia delle tradizioni popolari martinesi” di Giovanni Liuzzi, un bel percorso attraverso l’identità culturale di una comunità.

Martina Franca si distingue e attrae un certo tipo di turismo anche per le sue peculiarità architettoniche.

Si, abbiamo infatti curato la pubblicazione di “Martina Franca Barocco e Rococò”, un’opera straordinaria di Piero Marinò utilissima per capire la valenza del patrimonio storico e architettonico della nostra città attraverso 930 fotografie, con un occhio di riguardo per le opere e le strutture del ‘700 che hanno tipizzato l’arte e l’urbanistica della città.

Vi siete occupati anche di produzioni poetiche e di arte fotografica?

Nel campo specifico della poesia abbiamo pubblicato alcune opere di Sante Ancona, del Professor Michele Pizzigallo, di Raffaele Caforio e, di recente, una raccolta di versi in vernacolo di Cinzia Castellana che ripercorre la tradizione della via crucis attraverso un viaggio intimistico e di fede. Per la fotografia abbiamo curato l’edizione degli scatti di Benvenuto Messia, noto fotografo decano della città di Martina Franca.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Ci sono alcune idee editoriali interessanti che spero di sviluppare nell’immediato futuro; tra queste un’opera in onore di Cesare Brandi, storico dell’arte, critico e saggista che ha celebrato anche le bellezze artistiche della nostra terra in “Pellegrino di Puglia”, edito per la prima volta da Laterza nel 1960.

Il mondo dell’editoria, in questo momento, è sotto scacco. L’ondata populista dei tagli lineari alla spesa pubblica ha purtroppo un occhio di riguardo per la diffusione dell’informazione in tutte le sue forme.

In effetti si rischia di passare dagli eccessi del passato, con finanziamenti a pioggia a qualsiasi progetto editoriale, ad un’azione discriminatoria che mina la stessa libertà di stampa, un bene prezioso che invece andrebbe salvaguardato, qualunque forma assuma.

27 giugno 2019

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