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Dopo la tragedia di Fabrizio Frizzi. La tv generalista lo ha celebrato sullo stile di Lady Diana. E’ giusto?

di Romolo Ricapito

Ora che i riflettori si sono spenti su Fabrizio Frizzi, o meglio sulle trasmissioni televisive soprattutto Rai che ne hanno commemorato la dipartita, finalmente qualcuno si è svegliato ed iniziano i commenti sulle storture di come è stato gestito il tutto.

Lady Diana
Lady Diana

Il punto più terribile di questo sfruttamento mediatico del lutto è stato quando in una trasmissione di Rai Uno qualcuno ha detto che tanta attenzione si dedica soltanto ai Papi.

Tempo fa, in seguito alle rievocazioni su Lady Diana, scrissi che alcune persone intervistate dichiaravano di avere avuto la sensazione di perdere una figlia, o una sorella, e che il dolore era forse anche più forte di lutti personali.
Questo non dico che si è ripetuto con Frizzi, ma nei commenti del popolo venivano evidenziate le frasi: è uno di noi, era uno di noi, è nostro amico. 
Ma Fabrizio Frizzi non era uno di noi, non apparteneva al popolo o forse sì, al pubblico,  in quanto “uomo pubblico”  era  rappresentativo della televisione dei grandi ascolti .
Non, ad esempio, della  tv tematica, quella che va di moda oggi, ma impersonava un modo di fare spettacolo che ritengo sorpassato, ormai indeclino.
Sostenere che poi possa essere “uno del popolo” mi sembra, più che esagerato, davvero assurdo, visto che Frizzi ha imperato per 40 anni in Rai, suppongo ben stipendiato e del resto giustamente, perché portava a casa ottimi risultati di audience.
Il fatto che del conduttore poi si sia enfatizzato il suo fare beneficenza, ci può anche stare, mentre le continue confessioni di colleghi della tv, ma anche di attori e cantanti, sul fatto che fosse un gran signore a differenza di altri, denoterebbe che nel mondo della tv sono tutti quanti delle iene, o degli insensibili.
Ad ogni modo secondo me non si è reso un buon servizio a Frizzi dedicandogli puntate intere di La Vita in Diretta ospitando opinionisti gettonati, cioè pagati col gettone di presenza e che magari avevano frequentato poco o nulla il personaggio dipartito.
Infine andrebbe indagato un altro fatto: quanti di quegli intellettuali o critici che hanno lodato la carriera di Fabrizio Frizzi ne seguivano veramente le trasmissioni?
Personalmente io ho sempre guardato altro.
Infatti per me Frizzi incarna una televisione popolare e popolaresca dagli ingredienti brutti, quella che ha preso piede negli anni Ottanta, seppellendo spettacoli di classe come Studio Uno, Milleluci e la stessa (all’epoca contestata) Canzonissima.
Con quella risata incontenibile, perenne, sinceramente si distanziava molto dalla classe dei presentatori classici, come Baudo, Bongiorno, Corrado etc..
Ma se era un testimonial della tv mediocre, Fabrizio Frizzi lo è stato anche per volere dei dirigenti e dei funzionari Rai, che magari lo sistemavano all’interno di format discutibili o di trasmissioni vecchie e anacronistiche, come Miss Italia.
Di fatto, Frizzi non ha mai condotto spettacoli di contenuto, tranne una breve parentesi a Rai Tre e non in prima serata.
Al di là di tutto, la retorica che ha accompagnato il passaggio a miglior vita di Fabrizio Frizzi è stata insopportabile e quasi ha coperto notizie importanti come la scoperta di un fiancheggiatore dell’Isis che in Italia stava preparando gravi attentati.
30 marzo 2018

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