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Marcel Proust nello scandalo : pagava i recensori per scrivere bene di lui o lo faceva lui personalmente

Marcel Proust

di Romolo Ricapito

No e no, non possono gettare nel vento in un solo momento (cito un brano di Mina) ciò esiste tra me e Proust, ossia un legame psicologico ed empatico derivato dalla lettura dell’intero  suo capolavoro “Alla Ricerca del Tempo Perduto”.
Secondo il Guardian, l’autore pagò dei giornalisti al fine di ottenere buone recensioni, almeno per il primo dei volumi.
Marcel Proust 2
Marcel Proust 2

Può una rivelazione del genere sminuire la stima mia personale per colui che è reputato un genio della letteratura?

Secondo France Tv, Proust scrisse addirittura alcune di quelle recensioni. Se anche così fosse, ritengo lo  scrittore e intellettuale francese sempre di più un genio.
In effetti, l’autopromozione è un atteggiamento attualissimo, proprio degli scrittori  di oggi, che farebbero carte false non soltanto per una buona recensione, ma finanche per un passaggio di soli tre minuti in tv, presso qualche canale di settore, all’interno di una sezione  del tg o in piena  notte, nella rubrica libri gestita da Marzullo su  Rai Uno . Lo spingere “Dalla Parte di Swann”, il primo libro della Recherche, sarebbe servito ad influenzare il pubblico affinché l’astuto Marcel si rifacesse delle spese sostenute. Ovvero: Proust pagò di tasca la stampa del  primo libro della “saga” che il suo editore recalcitrante aveva definito “illeggibile”.
Quanti scrittori attualmente, molti dei quali pienamente velleitari, pagano gli editori affinché diano alle stampe romanzi autoreferenziali e brutti?
Almeno Proust si batté per imporre quello che in seguito è stato riconosciuto dalla critica mondiale come un capolavoro straordinario.

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