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Solidarietà a Romina Power sull’appello contro la stampa scandalistica – Libertà di stampa è libertà di straparlare? Il dibattito è aperto

di Romolo Ricapito
Ylenia Carrisi
Ylenia Carrisi

La lettera-appello di Romina Power alla stampa italiana, “ora basta! silenzio per la mia Ylenia” era stata anticipata da un post su Twitter della figlia Cristel, che si stupiva delle tante copertine dedicate alla sua famiglia, spesso con dei pretesti.

Parlare, straparlare del caso Ylenia, secondo Romina, è speculare sul dolore altrui.
La Power ha agito di getto, prendendo carta e penna direttamente dall’albergo che la ospitava per il suo nuovo soggiorno italiano.
Nella lettera agli organi di stampa, l’ex moglie di Al Bano parla di becero sensazionalismo.
 “Chi compila quelle notizie avrà pure una famiglia”, etc.
Ma il punto che trovo davvero commovente dell’appello-denuncia è quello dove  Romina scrive di una famiglia che soffre da anni.
Solitamente sorridente, oltre che disponibile e paziente, Romina Power  deve aver reagito male a una forma di accanimento che non giustifica, perché rivolto a una figlia che non c’è e non si sa dove sia.
“Basta attività!”. Romina Power impone dunque  un silenzio stampa.
Verrà accettato dalle innumerevoli riviste di gossip, ma non soltanto, che si occupano da decenni della sua famiglia?

Reduce dagli Stati Uniti e all’oscuro delle “copertine”, l’ex signora Carrisi ha provato la differenza tra la stampa americana che non tratta di lei e quella italiana, che lo fa fin troppo.

Romina e Albano con i figli Ylenia e Yuri
Romina e Albano con i figli Ylenia e Yuri.
Una via di mezzo deve pur esserci.
Ma questa via di mezzo, per il momento, non pare raggiunta dai colorati settimanali che popolano le edicole italiane, per i quali la saga dei Carrisi è un argomento irrinunciabile.

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