Cinema: I Peggiori, commedia “contaminata”: Lino Guanciale fantastico “istrione”

"I peggiori"-Vincenzo Alfieri e Lino Guanciale
di Romolo Ricapito
Si è rivelata vincente la scelta di fare uscire Fortunata, diretto da Sergio Castellitto, a sorpresa sabato 20  maggio

Un’immagine del film di Castellitto , Fortunata
La pellicola è subito entrata in classifica al primo posto, mentre I peggiori diretta da Vincenzo Alfieri, uscita due giorni prima, è rimasta nella top ten.
Una discreta accoglienza per questo film ambientato a Napoli e che vede nel ruolo principale Lino Guanciale, affiancato dallo stesso Alfieri e da un gruppo sostanzioso di caratteristi.
La sceneggiatura esamina una famiglia disfunzionale, composta da due fratelli quasi coetanei, romani,  sui trenta, interpretati dagli attori citati. Essi si prendono cura di una sorella tredicenne  (Sara Tancredi) mentre la madre coinvolta una  truffa finanziaria sei anni prima è fuggita, forse morta, non si sa (in una breve apparizione, a sorpresa, Maria Pia Calzone).

"I peggiori"-Vincenzo Alfieri e Lino Guanciale
“I peggiori”-Vincenzo Alfieri e Lino Guanciale
I due fratelli faticano a sbarcare il lunario: il minore Fabrizio, laureato in giurisprudenza, lavora come archivista per 520 euro al mese. L’altro, Massimo (Guanciale) è manovale in un cantiere ma deve vedersela con un capo mal disposto a remunerarlo e  tra l’altro sfruttatore di immigrati.
La sceneggiatura mischia una varietà di temi sociali ambientati in una Napoli non da cartolina, ma fotografata come una metropoli americana, con il movimento delle auto velocizzato in paesaggi notturni. La modernità dell’allestimento, unita ad alcuni sketch interessanti, anche se un po’ forzati, vede Lino Guanciale mattatore assoluto.
E’ bene evidente come il partner-regista, Alfieri, pur se fotogenico, non possa affiancarlo al meglio artisticamente, mentre il resto del cast è  piuttosto disordinato e composto in buona parte da buoni  caratteristi (Maieux, Paolantoni, Biagio Izzo).

lino guanciale
immagine tratta da “I peggiori”

Il risultato è che Guanciale riempie una certa insufficienza narrativa diventando istrionico, mentre il tutto convince molto nella prima parte per l’eleganza dell’insieme, l’assenza totale di volgarità, la sprovincializzazione dello storyboard.

Gli elementi narrativi ci sono tutti: la crisi economica, l’inventarsi “altro”, con la contaminazione dello scadere nell’illegalità.
Epperò nella seconda parte l’opera sembra come la tela di Penelope: a fronte delle buone intenzioni l’andamento appare da montagne russe, con buchi di sceneggiatura, forzature nel volere essere a tutti i costi originali, perdita di direzione.
Alcune cose appaiono balzane: i fratelli sono romani, mentre la sorellina parla in dialetto napoletano stretto.
Questa parlata a lungo andare diventa insostenibile mentre il film, da commedia sociale, si trasforma in uno spettacolo di non sense, forse sulla scia di Lo Chiamavano Jeeg Robot, ma alternando mescolanza di generi, dal poliziesco alla Tomas Milian, o comunque anni Settanta, alla comicità estemporanea che si unisce a molto altro ancora.
Una volta perduta la bussola, il film scema  nella la sua carica di critica sociale, attingendo al vintage e a rielaborazioni appunto del cinema di genere, alcune molto riuscite nei combattimenti, inseguimenti etc, altre decisamente superflue.
E’ evidente che I Peggiori si propone nelle intenzioni di svecchiare la commedia, internazionalizzando il tutto e ricorrendo ad attori non scontati e nuovi, o semi-nuovi  per il cinema.
Lo stesso Lino Guanciale pur avendo già interpretato qualche film è molto attivo in tv, ma con questa interpretazione si pone come l’autentica star del cinema di fine stagione.
Si è detto che il film utilizza il ricorso al vintage: questo anche  nelle musiche   che attingono  al  funky (nei titoli di testa è utilizzato il pezzo Play That Funky Music dei Wild Cherry, al primo posto delle classifiche Usa nel 1976).
Ma il film sfrutta  anche ritmi adrenalinici alternando come si è detto un mix di generi  nell’intenzione  anche di veicolare contenuti come la corruzione, le mazzette, lo sfruttamento della manovalanza sia nelle fabbriche, o nei cantieri, o verso gli impiegati di concetto.
Un flash sulla crisi attuale, simboleggiata dalla vecchia  Fiat Panda azzurrina guidata dai due fratelli, che vengono assimilati, loro malgrado, a due rivendicatori dello stato sociale, in un contesto impazzito, causa insicurezza a tutti i livelli (politica, legislativa).
 Ora si potrebbe dire che I Peggiori,  per la sua “presunzione”, oppure nello stesso tempo, per la confusione che genera negli ultimi 45 minuti  nello spettatore, si potrebbe bocciare come film superbo e inutile e invece va promosso per l’impegno di tutti, per la novità e soprattutto per la simpatia degli attori e cineasti coinvolti nel progetto.

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