il primo amore poesia leopardi

, p. 12). 16Nella rappresentazione di un’inquietudine così precisamente delineata il « cuore » diventa naturalmente il soggetto principale. Salvando la memoria di quel primo evento, chi scrive potrà definire procedure ricorrenti, e, al contrario, quando vorrà pronosticare la logica eterna dei propri sentimenti, dovrà « sempre riandare appuntino la prima vera entrata nel mio cuore di questa sovrana passione »19. 17Protagonista di un’avventura inedita, il « cor » dell’Io sperimenta, proprio per la prima volta, una condizione in cui ogni « contento » diventa « noia ». L’intera composizione lo assume, così, come punto di riferimento e di drammatizzazione. Ogni storia d’amore, in qualunque momento essa possa ripresentarsi, non potrà che essere uno spasimo mai perfettamente annullato: un « pensiero dominante », lo chiamerà successivamente, una forza che sconvolge la vita interiore senza offrire nessuna pacificazione. Scrisse in questa occasione il "Diario del primo amore" e l' "Elegia I" che verrà in seguito inclusa nei "Canti" con il titolo "Il primo amore". Cara beltà che amore Lunge m’inspiri o nascondendo il viso, Fuor se nel sonno il core Ombra diva mi scuoti, O ne’ campi ove splenda Più vago il giorno e di natura il riso; Forse tu l’innocente Secol beasti che dall’oro ha nome, … 52. M. de las Nieves Muñiz Muñiz ritiene, a sua volta, che « Il primo amore justifica [...] plenamente su presencia en los Cantos como crucial eslabón del libro » (G.L., Canti, edizione bilingue e commento a cura di M. de las Nieves Muñiz Muñiz, Madrid, Càtedra 1998, p. 206). Il racconto del mito e la fondazione della comunità : licence Creative Commons Attribution - Pas d'Utilisation Commerciale - Pas de Modification 4.0 International, Catalogue des 552 revues. l’orecchio avido e l’occhio indarno aperto. Un emisfero di emozioni sconosciute si spalanca improvvisamente, e lo spazio interno del cuore si trasforma in un abisso ignoto, alla cui vita misteriosa si può alludere con la forza di similitudini illuminanti30, evocative di un fondo oscuro della coscienza : Mille nell’alma instabili, confusiPensier si volgean ! Ciò che permane, quando la fonte dell’innamoramento si allontana, è un’aspirazione di bellezza che non coincide con nessuna forma empirica. Luigi Blasucci ha colto perfettamente il significato di questo spostamento, motivato dal « passaggio dei testi nel libro dei Canti, nella cui dicitura comprensiva si dissolsero le singole etichette di ‘genere’ »10. 11Come si vede anche da questo assai sommario profilo, l’attenzione si arresta sul meccanismo generativo dell’immagine d’amore, abbandonando lo schema evolutivo seguito nel Diario. Poesia Giacomo Leopardi - Il lavoro del pastore Sopra l'erbetta tenera sta un pastorello assiso, Poesia Giacomo Leopardi - Il lavoro del pastore - Poesie Primo maggio - Poesie.reportonline.it Invia una Poesia L’« orecchio avido » e l’« occhio indarno aperto » diventano, così, gli attori dominanti di questo rinnovato scenario. Datazione : composto a Recanati dal 14 al 16 dicembre. dell’illusione non ammette altro che la “vita solitaria”: “Solo il mio cor 79           Deh come mai da me sí vario fui. X – Il primo amore Giacomo Leopardi. 24           rotto e deliro il sonno venia manco. lei m’appago. Il metro stesso è, d’altra parte, una spia della via intrapresa. Non vi mancano tuttavia similitudini ed immagini pregevoli. 59           stupidamente per la muta stanza. / Deh quanto, in verità, vani siam nui ! 5124  Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. 99           ch’arsi di foco intaminato e puro. 5-44). Quelli che arrivarono all'età adulta furono, oltre a Giacomo, Carlo (1799-1878), Paolina (1800-1869), Luigi (1804-1828) e Pierfrancesco (1813-1851). Il rinvio è allo studio, ormai classico, di M.H. 91           E quel di non aver goduto appieno. Voir la notice dans le catalogue OpenEdition, Plan du site – Crédits du site – Mentions légales – Flux de syndication, Nous adhérons à OpenEdition Journals – Édité avec Lodel – Accès réservé, Vous allez être redirigé vers OpenEdition Search. queta il silenzio, o il verdeggiar del prato. 34-60 : descrizione della partenza della donna ;vv. 25-33 : apparizione nel sonno della « dolce imago » ;vv. 10           e non sereno, e non intero e schietto, 11           anzi pien di travaglio e di lamento. Giacomo Leopardi è considerato una delle più importanti figure della letteratura mondiale, vi proponiamo alcune tra le sue poesie più belle ... come dichiarare il proprio amore a Natale. A lui ci si può indirizzare come a una parte sofferente del proprio sé, da cui dipende, comunque, lo smarrimento implacabile dell’Io : Dimmi, tenero core. L’amore per Leopardi non coincide mai … Quasi a conclusione della prima pagina, segnata « La Domenica 14 di Decembre 1817 », egli annota : « E veggo bene che l’amore dev’esser cosa amarissima, e che io purtroppo (dico dell’amor tenero e sentimentale) ne sarò sempre schiavo »18. Il tema del canto è, dunque, la ricostruzione di un avvenimento rivissuto nel ricordo (Tornami a mente) ; esso ripete e rinnova la prima volta di un soggetto di fronte al mistero di un sentimento ambiguo, che produce stati diversi e che si fissa nell’immagine di un corpo-fantasma: quello della donna desiderata, che rivive attraverso pezzi della sua identità (la voce, l’immagine « pinta » nel cuore). 84           alla guardia seder del mio dolore. battean la zampa sotto al patrio ostello. Il corpo materiale è sostituito dal profilo di un fantasma, che attraversa gli spazi come un’allucinazione, suscitando « instabili, confusi // pensieri » : pensieri mescolati, mutevoli, inafferrabili, resi più spezzati dall’enjambement che separa l’aggettivo dal nome. Représentations de l’anti-Risorgimento de 1815 à nos jours, Les mouvements migratoires entre réalité et représentation, Poeti d'oggi/Poètes italiens d'aujourd'hui, Variation autour des idées de patrie, Etat, nation, Italie et Etats-Unis - Interférences culturelles, Voyager à la découverte de l'identité et/ou de l'altérité, Portail de ressources électroniques en sciences humaines et sociales, « Quell’altro mondo che era il mondo ». di Leopardi: l’illusione e il sogno che salvano dal Nulla non consentono di cit., pp. 89           turbare egli temea pinta nel seno. yourtrashcollector. La lirica, d’altra parte, è per Leopardi proprio questo: il canto di dolore del soggetto, che trasforma ed esprime la propria sofferenza in parola. L’opzione per lo strumento discorsivo della prosa è del tutto funzionale a dare « isfogo » a un cuore « molle e tenero »15, e, contemporaneamente, permette di indagare le reazioni del soggetto, i suoi atteggiamenti di fronte all’assalto che egli sta subendo. Ogni suo soggetto usitato appartiene di sua natura alla lirica; come i subbietti lugubri, che furono spessissimo trattati dai greci lirici, massime antichi, in versi lirici, nei componimenti al tutto lirici, detti thrênoi, i quali furon quelli di Simonide, assai celebrato in tal maniera di componimenti, e quelli di Pindaro: forse anche monodíai, come quelle che di Saffo ricorda Suida » (G.L., Zibaldone, cit., p. 4236). Il Primo amore, come si diceva, resta per molti aspetti, e almeno nella genesi, vicino al Diario, di cui riprende la medesima occasione biografica. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi io mirava colei ch'a questo core 49           Quante volte plebea voce percosse. La forma globale dei Canti si articola, come si sa, secondo i principi di una raccolta organica, ordinata secondo una precisa architettura disposta dall’autore, che coordina intenzionalmente l’equilibrio generale dell’intero volume1. Inevitabile il rinvio agli studi di E. Raimondi. 369  L. Blasucci, I titoli dei Canti e altri studi leopardiani, Napoli, Morano, 1989, p. 155. Poesia Il primo amore di Giacomo Leopardi: Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi 13-24 : allocuzione al cuore, sede dell’angoscia generata dal pensiero d’amore ;vv. Questa sostituisce l’altra e ne rappresenta il simulacro, il feticcio che sta al posto del bene perduto. Calvino, l’écriture, le dessin, l’image, L’envers du Risorgimento. Nel Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, al poeta della Gerusalemme liberata il suo interlocutore rivendicherà il primato di un piacere sognato su uno vero e testimonierà dell’inconciliabilità tra le due orbite : Anzi ho notizia di uno che quando la donna che egli ama, se gli rappresenta dinanzi in alcun sogno gentile, esso per tutto il giorno seguente, fugge di ritrovarsi con quella e di rivederla; sapendo che ella non potrebbe reggere al paragone dell’immagine che il sonno gliene ha lasciata impressa, e che il vero, cancellandogli dalla mente il falso, priverebbe lui del diletto strordinario che ne ritrae.34. 66           malinconicamente e i campi lava. 3912  Sul confronto tra i due testi scrive M. de las Nieves Muñiz Muñiz (op.cit., p. 205) : « Si bien desde el título mismo, alusivo a una íntima experiencia autobiográfica del poeta, se marca la fractura entre este ‘primer’ canto de amor y el ‘ùltimo’ canto dirigido a la naturaleza por la antigua Safo, el salto queda hábilmente atenuado por la común temática (la desdicha amorosa en un sujeto ‘nacido para el llanto’) y el recurso en ambos casos a la primera persona. Caduti tutti gli idoli estranei alla sfera dell’immaginazione, resta solo il colloquio con il proprio cuore, con i fantasmi e con le fantasie che da esso nascono. Abrams, « Per lo più noi riconosciamo alla sola voce, anche senza vederle, le persone da noi conosciute, per molteplici che siano le nostre conoscenze, per minima che sia la diversità di tale o tal altra voce da un’altra; per pochissimo che noi abbiamo praticata quella tal persona, o praticatala pure una sola volta » (. Identificandosi con un’astrazione, essa resta puro oggetto di contemplazione: mai un possesso definitivo e compiuto. Mentre conclude una fase, segnata dalle canzoni civili e dal progressivo spostamento dello sguardo su eroi sconfitti della classicità o sui loro « disperati affetti » (Bruto e Saffo), annuncia contemporaneamente, nella sua definitiva collocazione, la centralità che il soggetto acquista, con sempre maggiore necessità, nello svolgimento della poesia leopardiana. Qui alberga il pessimismo profondo Una poesia sulla distanza. Inevitabilmente, l’impotenza a trattenere ciò che è solo pura visione genera l’assillo di un possesso instabile, scisso dalle apparenze del mondo reale. Oh come grato occorre. Giacomo Leopardi, Il primo amore . 23Quell’oggetto desiderato diventa una pura idea, una « illibata, candida imago », che eccede ogni volto reale: un’immagine « pinta nel seno », che non può coincidere con nessuna forma naturale, deforme o bella che essa sia. essa la presenza di elementi del suo pensiero “maturo”. Italies - Littérature Civilisation Société est mis à disposition selon les termes de la licence Creative Commons Attribution - Pas d'Utilisation Commerciale - Pas de Modification 4.0 International. In essi il sentimento del dolore che oscura il piacere è sottolineato dall’iperbato del verso 11, con la messa in rilievo del « travaglio » e del « lamento » che colpiscono il cuore : E non sereno, e non intero e schiettoAnzi pien di travaglio e di lamentoal cor mi discendea tanto diletto. 303  D. De Robertis afferma decisamente che « gli Idilli sono il punto di crisi dei Canti » (op. La consapevolezza Attraverso questo gioco di rimandi e di sostituzioni, tra i due componimenti si stende un filo comune, che li serra l’uno all’altro e che sembra contenere, in un interrotto rapporto, anche tutti gli altri testi che tra loro si collocano. la voce, ch’altro il cielo, ahi, mi togliea. Ahi come mal mi governasti, amore! 14 giugno 1837, Napoli. L. Blasucci, op. 69           quando facevi, amor, le prime prove. , edizione bilingue e commento a cura di M. de las Nieves Muñiz Muñiz, Madrid, Càtedra 1998, p. 206). Nelle « tenebre » irrompe « la dolce imago », contemplata con lo sguardo della mente, oltre la barriera degli « occhi chiusi » del corpo. 325  G. L, Zibaldone di pensieri, ed. critica di G. Pacella, Milano, Garzanti, 1991, p. 53. 4013  Sul rapporto che unisce e divide i due testi cfr. Giacomo Leopardi - Poesia by ilCarta. 56           palpitando nel letto e, chiusi gli occhi. Rendo omaggio alla sua arte ripubblicando, debitamente rivisto, un mio testo apparso sul "Primo amore" il 17 marzo 2017 e scritto nella più pericolosa città del Brasile. Proprio l’io è l’elemento che patisce la violenza e ne dice il trauma (sentii e dissi). L’opera si può tranquillamente inserire tra le poesie d’amore più belle da dedicare, dai versi di Alda Merini a quelli di Neruda. La teoria del piacere assoluto e dell’impossibilità di attingere al suo pieno possesso si costruirà intorno a questa radicale divaricazione tra una conquista limitata, caduca, e una domanda di possesso stabile, illimitato, permanente, al sicuro dalla morte e dalle ombre del vero. 3811  « L’elegiaco è nome di metro. El contraste gloria/belleza marca una nueva fase en la ‘historia’ de los Cantos (según la ordenación que quiso darles el poeta): no ya la gloria añorada y lamentada en las canciones anteriores, sino el amor; no las ilusiones colectivas, sino la única que puede obrar con fuerza suficiente en el individuo moderno.32. L. Blasucci. inconsapevolmente illusi o consapevolmente tristi. Il titolo originario del componimento (Elegia I) si muta, fin dall’edizione del 1831, in Primo amore. l’infinito può essere raggiunto. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, Io mirava colei ch’a questo core 73           Anche di gloria amor taceami allora. 6033  « Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea, / E quelli m’apparian vani per cui / Vano ogni altro desir creduto avea. 50           il dubitoso orecchio, e un gel mi prese. 292  M. Santagata, Quella celeste naturalezza, Bologna, Il Mulino, 1994, pp.15-44. 36           quella per che penando ivi e battendo? La distanza da questa sfera ideale, chiusa nella sua intangibilità, non può non condannare ogni esperienza che si svolga nei confini del mondo al disinganno e all’insoddisfazione. Altre volte Leopardi parla di amori giovanili (A Silvia, Il sogno), ma si tratta di amore che 5932  M. de las Nieves Muñiz Muñiz, op. Come scriverà rivolgendosi alla « donna che non c’è » in Alla sua donna. G. Leopardi, Il primo amore (l9l8) 1 Tornami a mente il dí che la battaglia 2 d’amor sentii la prima volta, e dissi: 3 oimè, se quest’è amor, com’ei travaglia! 85-103 : fissità nella contemplazione della « bella imago », che sopravvive nel pensiero, distinta da ogni oggetto reale. 358  Sono le note parole di Leopardi, pubblicate nel « Nuovo Ricoglitore » di Milano nel settembre del 1825, a proposito delle dieci canzoni stampate a Bologna nel 1824 (cfr. Un tale piacere, condannato, perciò, a restare inattingibile, non può essere afferrato se non in forza di immaginazione, attraverso una visione del tutto intellettuale, nella cui sola pienezza la mente può appagarsi. bella imago, 102         da cui, se non celeste, Home Page > Percorso testuale > Poesie > Il primo amore. 314  F. Gavazzeni (op. , ed. 8             Perché seco dovea sí dolce affetto. Il primo amore_Giacomo Leopardi IL PRIMO AMORE Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! Si rinvia, per una verifica puntuale, ai commenti già citati di De Robertis, di Gavazzeni e della Muñiz Muñiz. 12I versi 1-3 evocano i protagonisti che compongono la sceneggiatura dell’intero canto : il ricordo/ la prima volta /l’io, soggetto lirico ed esistenziale dell’avventura. dell’amata, alla quale egli si rivolge. 87           né in leggiadro soffria né in turpe volto: 88           che la illibata, la candida imago. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi Io mirava colei ch’a questo core Primiera il varco ed innocente aprissi. Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Solo il mio cor piaceami, e col mio core,In un perenne ragionar sepolto,Alla guardia seder del mio dolore. In qualche modo, ridotta ad allucinazione e a pura ombra, essa è una variante dell’impossibilità di raggiungere compiutamente il piacere inseguito, qualunque sia l’aspetto in cui possa materializzarsi. La natura, si dirà nel Risorgimento, « non del ben sollecita // fu, ma dell’esser solo ». 85           E l’occhio a terra chino o in se raccolto, 86           di riscontrarsi fuggitivo e vago. 4-12 : indicazione della natura ancipite dell’amore, « diletto » « pien di travaglio e di lamento » ;vv. 281  Sulla questione cfr. Solo di questo piacere tutto interiore, consegnato alla custodia dell’immaginazione, Leopardi può appagarsi. In questo luogo di ombre la donna reale coincide con la donna sognata. Esso costituisce l’anello di passaggio4 tra due modi, quello appunto politico-patriottico e quello più direttamente idillico. La funzione che Leopardi affida alle pagine che egli stende, giorno dopo giorno, nell’arco di un’esperienza descritta nei tempi canonici di nascita, crescita e morte, è appunto – come egli annuncia nel Diario – quella di « speculare minutamente le viscere dell’amore »14, offrendone una fenomenologia puntigliosa e implacabile. 61           Amarissima allor la ricordanza, 62           locommisi nel petto, e mi serrava. Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi Io mirava colei ch'a questo core Primiera il varco ed innocente aprissi. né in leggiadro soffria né in turpe volto: giammai non ebbi, e sol di « [...] io duro come ne’ giorni innanzi, parendomi che il solo mio vero passatempo sia lo scrivere queste righe » (. Allorché commenta Alla sua donna, l’autore stesso ne indica il contenuto principale nella contemplazione di « una di quelle immagini, uno di quei fantasmi di bellezza e di virtù celeste e ineffabile, che ci occorrono spesso alla fantasia, nel sonno e nella veglia, quando siamo poco più che fanciulli, e poi qualche rara volta nel sonno, o in una quasi alienazione di mente, quando siamo giovani. 24D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento. qual tra le chiomeD’antica selva zefiro scorrendo,Un lungo, incerto mormorar ne prome. E l’occhio a terra chino o in se raccolto. 347  Su questo canto vedi M. Santagata, Il risorgimento di Leopardi, in Il tramonto della luna. URL : http://journals.openedition.org/italies/2587 ; DOI : https://doi.org/10.4000/italies.2587. Lombardi, Milano, Rizzoli, 1998, pp. L’episodio specifico, cui egli rivolge la sua attenzione, è figura di una legge che resterà invariabile. Anzi, « come all’aure si turba onda di lago », così l’interferenza delle cose vive può solo contaminare e offuscare la vista limpida che di essa e della sua bellezza si ha. felice e miserando”). La descrizione di questi « moti cari e dolorosi »17 costituisce il vero tema dell’operetta. 33           un lungo, incerto mormorar ne prome. Giacomo Leopardi, Il primo amore X. terza rima (103 versi) (Recanati, 1817-18) CaNTO X. Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! Perchè seco dovea sì dolce affetto 5730  Il rinvio è allo studio, ormai classico, di M.H. cit., p. 649. ... è il lato autobiografico perché possa annullarsi o risolversi nella memoria fantastica e quindi nel ritmo della poesia. La speme e breve ha la memoria il corso, Il … 9             recar tanto desio, tanto dolore? Il primo amore agisce, così, da prologo a una sceneggiatura che sta mutando e, idealmente, collabora a stabilire un nesso inseparabile con il successivo canto XVIII, Alla sua Donna : proprio il canto che, nell’edizione delle Canzoni del 1824, occupava quel decimo e ultimo posto destinato, nell’assetto finale dei Canti, al Primo amore. Qui l’esperienza è contestuale alla 83           in un perenne ragionar sepolto. E proprio l’esame introspettivo, nel momento in cui l’amore Abrams, Lo specchio e la lampada, Bologna, Il Mulino, 1976. A una prima lettura Ne nasce, in questo modo, uno studio dei meccanismi stessi della « passione » (parola chiave di un’intera cultura), descritta attraverso gli effetti che essa produce : « inquietudine indistinta, scontento, malinconia, qualche dolcezza, molto affetto »,16 e soprattutto un desiderio indefinito, nutrito di ricordi, alimentato da visioni parziali, frammentarie, della donna amata, e destinato implacabilmente a non potersi mai sedare. « L’elegiaco è nome di metro. 12           al cor mi discendea tanto diletto? alle tenebre / sorgea la dolce imago ...”). L’adozione della terzina, unica nella tessitura dei Canti, è testimonianza del deciso connettersi a una tradizione (quella appunto del sogno/visione, che ha naturalmente in Dante, in Petrarca e nel più vicino Monti sicuri punti di riferimento24), di cui riprende le formule sostanziali. È un « pensier » nuovo quello di cui si parla, la cui invadenza nel circolo ininterrotto dei giorni e delle notti è sottolineata dalla ripetizione del verso 16 : Quel pensier che nel dì, che lusinghieroTi si offeriva nella notte, quandoTutto queto parea nell’emisfero:Tu inquieto, e felice, e miserando,M’affaticavi in su le piume il fianco,Ad ogni or fortemente palpitando. 74           nel petto, cui scaldar tanto solea. 22           E dove io tristo ed affannato e stanco, 23           gli occhi al sonno chiudea, come per febre. Studi sulla poesia di Foscolo e Leopardi, Napoli, Liguori, 1999, pp. Leopardi, quasi ventenne, e vive il suo primo amore. 2             d’amor sentii la prima volta, e dissi: 3             oimè, se quest’è amor, com’ei travaglia! emergono le trepidazioni e delle ansie dell’innamorato: il tremore delle Il canto della scoperta e, insieme, della perdita dell’oggetto desiderato introduce a una dialettica destinata a diventare permanente e a imporsi come una di quelle leggi definitive, idonee a fondare « la scienza dell’animo umano » : una « scienza » che, per poter diventare vigente, deve saper rapportare « gl’infiniti fenomeni che sembrano anomalie [...] a principi universali o poco lontani da essi »5. La lirica, viceversa, copre solo lo spazio narrativo della prima parte : dalla rivelazione dell’amore alla partenza della donna; il resto è una celebrazione al presente del proprio dolore e della fedeltà all’immagine di lei che persiste vittoriosa nella mente del poeta.23. 6             primiera il varco ed innocente aprissi. Giacomo Leopardi nacque nel 1798 a Recanati, nello Stato pontificio (oggi in provincia di Macerata, nelle Marche), da una delle più nobili famiglie del paese, primo di dieci figli. E mentre io taccio, e mentre io non contendo. sotto lo stesso tetto o lo ha abbandonato da poco, eppure Leopardi non si Se tu osservi il linguaggio di Leopardi, ti accorgerai che non può fare fisiologicamente a meno del modello petrarchesco. Informazioni sulla fonte del testo IX. 7             Ahi come mal mi governasti, amore! Logra así L. conjugar continuidad y discontinuidad en un claroscuro cuya clave reside en los matices, es decir, en el modo de expresar y padecer la pasión: trágico para la poetisa griega que corta abruptamente el hilo de su ‘ingenio’ al descubrir el misterio de la infelicidad; melancólico para el moderno lírico que funda en ella -. 15 notes. 58           Poscia traendo i tremuli ginocchi. Sulla base di questa successione di temi, che implica anche una transizione da una prospettiva poetica a un’altra, l’autore articola l’intera macchina dell’opera, distribuendo accortamente la sede di ciascun componimento e il ruolo che a questo compete nell’impianto generale. Non il piacere degli astri o della natura, né quello dello studioa : diventati tutti « vani », anche quelli al cui confronto tutti gli altri erano sembrati « vani ». La ricerca dell’oggetto amato diventa sempre più implacabilmente, nella ricostruzione leopardiana, la caccia a un’astrazione. Questo fantasma è il protagonista della canzone leopardiana. Anche per questo sarà l’ultima a morire nella sua poetica. del mio dolore”. Volendo venire a concetti più precisi, Dante e Petrarca hanno proposto due modelli diversi alla poesia italiana. « Sovrana passione », e, altrove, « l’impero della bellezza ». Home , a cura di F. Gavazzeni e M.M. 26La scissione tra ideale e reale, tra sogno e vita, tra illusione e verità, è del tutto avvenuta. 7La vicenda che Giacomo analizza si presenta, così, non tanto con i caratteri di una precisa e irripetibile situazione, ma, piuttosto, come l’emblema di ogni possibile e ricorrente percorso sentimentale. 34           E mentre io taccio, e mentre io non contendo, 35           che dicevi, o mio cor, che si partia. e di me si spendea la miglior parte, riflessione razionale, che però non cancella, ma anzi esalta, la passione prende corpo soltanto nel ricordo (o nel sogno, appunto), dopo la morte rivolge a lei: egli dialoga con il proprio cuore, cioè con se stesso. 81           Deh quanto, in verità, vani siam nui! 27           la contemplavan sotto alle palpebre! XXIII-XLII) e F. Gavazzeni (. Il primo amore. di concentrarsi sul lavoro; addirittura la preoccupazione che il suo sentimento 45           l’orecchio avido e l’occhio indarno aperto, 46           la voce ad ascoltar, se ne dovea. della raccolta dei Canti, ma nella sistemazione definitiva occuperà il X posto, Le immagini si affollano come « per febre », in un sonno diventato « rotto » e « deliro ». 21La « voce » è l’ultima zattera a cui il soggetto si aggrappa: una voce « cara », da riconoscere e da identificare, tenendola distinta da « plebea » e permettendole di scendere fino al cuore31. Inevitabile e quasi automatica è la relazione tra quello che si leva come l’« ultimo canto » della poetessa greca e ciò che si presenta, invece, come la prima traccia della propria nascente identità. esserle detto nei termini contraddittori in cui è vissuto: verso la persona Se un mezzo è concesso per controllare le proprie inquietudini, questo non sarà che la scrittura22. poesia che scrive all’interno di quella esperienza è cronologicamente la prima 64           E lunga doglia il sen mi ricercava, 65           com’è quando a distesa Olimpo piove. 75           che di beltade amor vi fea dimora. Lo scenario che si apre è, ora, il mondo « fantastico » del sogno e dell’interiorità: quell’universo notturno di ansia e di smarrimenti a cui aveva insegnato a guardare l’antropologia alfieriana e foscoliana29. è fuoco acceso e vivo, porta Leopardi a conclusioni che resteranno costanti 21           ad ogni or fortemente palpitando. petto, / ch’arsi di foco intaminato e puro”). Infine è la donna che non si trova »8. Tornami a mente il dì che la battaglia d'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia! Nel tempo giovanil, quando ancor lungo. Questo è il periodo per Leopardi dell’ incontro con la grande verità e con le prime iniziazioni (all’amicizia e soprattutto all’amore). 39           che l’aleggiava, volossene via. 97           Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro. 92           pentimento, che l’anima ci grava. 1-3 : esposizione dell’argomento: ricordo della prima « battaglia d’amor » ;vv. cit., p. XXXII). D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento. Tornami a mente il dì che la battaglia D’amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest’è amor, com’ei travaglia! Il primo amore Giacomo Leopardi. L'infanzia. 98           che voglia non m’entrò bassa nel petto. 101         spira nel pensier mio la In modo diverso dalla logica seguita dalle pagine in prosa, esso si attesta, piuttosto, sulla scoperta della natura dolorosa dell’intera vicenda d’amore, senza seguirla nel percorso stesso di genesi e di epilogo che caratterizza il Diario.

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