congedo ordinario polizia di stato non fruito

9, comma 1, del d.P.R. www.poliziapenitenziaria.it. Un onere di diligenza di cui deve dar prova. 36, d.P.R. (20) Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Campania, delibera dell’11 dicembre 2014, n. 249; Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione Veneto, delibera del 12 novembre 2013, n. 342; Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione Valle d’Aosta, delibera del 12 novembre 2013, n. 20; Corte dei conti, sezione di controllo per Regione Sicilia, delibera del 5 giugno 2014, n. 77. La questione nasceva dal fatto che il Ministero della Giustizia aveva negato ad un magistrato il pagamento di 61 giorni di congedo non fruito, ritenendo che le ferie non godute nell’anno di maturazione non sarebbero più fruibili, dopo il 30 giugno dell’anno successivo, e neppure monetizzabili. 23 talking about this. VI, 8 ottobre 2010, n. 7363; Cons. I Quater, 4 giugno 2010, n. 15293. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI, 16 dicembre 2008, n. 6229; C.d.S., sez. Il giudice di merito non ha pertanto accolto la tesi del Ministero ed ha affermato che è evidente come, in tal modo, l’odierno ricorrente abbia finito per subire un’ablazione, per ragioni di ufficio e senza ristoro alcuno, di un diritto costituzionalmente garantito ed oggetto di tutela anche da parte di norme sovranazionali. 90 del r.d. 2009, pag. Il giudice a quo dubita della legittimità costituzionale dell’art. Ciò posto, nel caso di specie, come si evince con chiarezza dai documenti prodotti dalle parti, la direzione ha invitato la dipendente a programmare nel più breve tempo possibile la fruizione dei periodi di congedo ordinario degli anni 2018 e 2019. Di diverso avviso è la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, secondo cui “l’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2003/88, come interpretato dalla Corte, non assoggetta il diritto a un’indennità finanziaria ad alcuna condizione diversa da quella relativa, da un lato, alla cessazione del rapporto di lavoro e, dall’altro, al mancato godimento da parte del lavoratore di tutte le ferie annuali a cui aveva diritto alla data in cui tale rapporto è cessato (sentenza del 12 giugno 2014, Bollacke, C-118/13, EU:C:2014:1755, punto 23). Organo ufficile Nazionale del S.A.P.P.e. Ciò significa che il poliziotto non può rinunciare al congedo ordinario e i giorni di congedo non fruiti non possono essere sostituiti con il pagamento di una indennità sostitutiva. L’articolo 15 della legge 11 luglio 1980 n. 312 (2) dispone che Il congedo ordinario è stabilito in trenta giorni lavorativi da fruirsi irrinunciabilmente nel corso dello stesso anno solare in non più di due soluzioni, salvo eventuali motivate esigenze di servizio, nel qual caso l’impiegato ha diritto al cumulo dei congedi entro il primo semestre dell’anno successivo. OGGETTO: Monetizzazione del congedo ordinario maturato e non fruito a causa di sopravvenuta malattia, da parte del personale della Polizia di Stato cessato dal servizio a domanda. n. 333-G/I/Sett. A tal proposito il giudice cita alcune sentenze, di primo grado (31). COLL. Il presupposto imprescindibile per la perdita della possibilità di godimento delle ferie al di là di una determinata scadenza temporale è che il lavoratore non ne abbia goduto liberamente e consapevolmente. Tanto meno può reiteratamente addursi la sussistenza di inderogabili ed indifferibili esigenze di servizio non soltanto per rinviare al dipendente il godimento delle ferie, ma di fatto per impedirlo, senza che il periodo di congedo – di cui l’interessato non può ormai più usufruire – non possa essere neppure monetizzato. La Dirigente ha altresì invitato l’interessata a programmare nel più breve tempo possibile la fruizione dei periodi di congedo ordinario degli anni 2018 e 2019, nel rispetto dei termini stabiliti dall’art. Il congedo annuale di solito è pari a 21 giorni. Nell’avvalorare la non manifesta infondatezza della questione, il giudice rimettente richiama la giurisprudenza comunitaria formatasi sull’art. IL PROBLEMA DELLA DECADENZA DAL DIRITTO ALLA FRUIZIONE DEL CONGEDO IN COSTANZA DI RAPPORTO DI LAVORO: interventi normativi e giurisprudenziali. Di avviso opposto, rispetto a quanto fin qui evidenziato, il Tribunale Amministrativo Regionale di Aosta, Sentenza n. 00001/2020. (15) Art. L’articolo 36 del d.P.R. Monetizzazione congedo ordinario maturato non fruito causa di sopravvenuta malattia, del personale della Polizia di Stato cessato dal servizio a domanda 30 … L’art. Sicilia Catania, Sez. Inoltre ha affermato che … per ragioni di oggettiva impossibilità, il magistrato possa fruire delle ferie immediatamente dopo la cessazione della causa ostativa, eventualmente superando, in via di eccezione, il termine del primo semestre dell’anno successivo (34). Il Consiglio Superiore della Magistratura, in data 20 dicembre 2001, nel rispondere ad un quesito … ha precisato che “normalmente il congedo ordinario deve essere goduto continuativamente in coincidenza con il periodo feriale” ma che “per ragioni di servizio è tuttavia possibile una diversa distribuzione, da parte dei capi degli uffici, del periodo di congedo durante l’anno come già stabilito da risoluzioni del C.S.M. (30) Ex ceteris, C.d.S., sez. Il personale ha inoltre diritto al rimborso delle spese anticipate per il periodo di congedo ordinario non goduto. L’articolo 14, comma 14, del d.P.R. Sempre l’Aran, a proposito del CCNL del comparto scuola, con il parere del 15/4/2014, ha affermato: “Per le ferie maturate e non godute nei periodi precedenti, invece, dovrebbero sovvenire gli artt. II, 3 maggio 2011 n. 598; T.A.R. (47) In senso contrario T.A.R. A tal fine è privo di rilevanza il motivo per cui il rapporto di lavoro è cessato. So che il congedo ordinario deve essere fruito durante l’anno solare (1° gennaio - 31 dicembre) salvo particolari esigenze, mentre quello parentale può essere fruito durante i tre anni successivi alla nascita del figlio e per una durata complessiva di 45 giorni. «Ciò determina che il principio della irrinunciabilità delle ferie, sancito dall’ultimo comma dell’art. Secondo l’interpretazione fornita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, bisogna distinguere tra vicende estintive del rapporto di lavoro, con mancata fruizione del congedo, in cui il lavoratore concorre con il compimento di atti specifici, come l’esercizio del diritto di recesso, o comportamenti incompatibili con la permanenza del rapporto, come il licenziamento disciplinare, (nel caso della Polizia Penitenziaria la destituzione a seguito di procedimento disciplinare) e vicende determinate da eventi indipendenti dalla volontà del dipendente, come un periodo di malattia, il decesso, la dispensa dal servizio (il caso tipico per gli appartenenti alle Forze di polizia è la riforma per inabilità al servizio). Laureato in scienze giuridiche all'università di Bologna. n. 95/2012 convertito dalla legge n. 135/2012). In caso di inerzia del dipendente a fruire le ferie nel periodo stabilito, indipendentemente che dipenda da ragioni di servizio o da mancata richiesta del dipendente, pur considerati aspetti patologici della disciplina prevista dal contratto collettivo e quindi dovrebbero avere un carattere del tutto eccezionale e nell’ipotesi in cui si verificano possono integrare una fattispecie di disfunzione organizzativa determinatesi a seguito della cattiva gestione dei poteri datoriali, tra cui rientrano sicuramente quelli della gestione del personale e possono tradursi in un danno, anche funzionale, per l’amministrazione, e in tal caso il dirigente potrebbe essere chiamato a risponderne alla luce della responsabilità dirigenziale richiamata dal D. Lgs. Gli specifici casi di cessazione ivi previsti rispondono alla ratio della norma in quanto configurano delle vicende estintive cui in particolar modo il lavoratore concorre in modo attivo alla conclusione del rapporto di lavoro, mediante il compimento di atti ( es. Secondo il giudice, la disciplina censurata contravverrebbe, inoltre, all’art. Dirigente Aggiunto del Corpo di Polizia Penitenziaria. Il giudice sostiene che l’assetto ora descritto non collide con il principio costituzionale dell’irrinunciabilità delle ferie, in quanto garantisce, comunque, un equilibrato rispetto delle esigenze organizzative dell’amministrazione e di quelle di riposo del lavoratore e che Il presupposto imprescindibile per la perdita della possibilità di godimento delle ferie al di là di una determinata scadenza temporale è che il lavoratore non ne abbia goduto liberamente e consapevolmente. II, sentenza n. 431 del 14.03.2018) che d’appello (Cons. III, 25/05/2016 n. 1399; nello stesso senso TAR Lecce, Sez. 10 gennaio 1957, n. 3, art. 10 gennaio 1957, n. 3, che (ponendo un principio valevole anche per il personale di magistratura ordinaria, per il quale l’art. 06.3975901 - fax 0639733669 395/95 fissava, per indifferibili esigenze di servizio, entro il primo semestre dell’anno successivo, in caso di motivate esigenze personali, entro il mese di aprile dell’anno successivo. Il Giudice delle leggi richiama anche le applicazioni fin qui fatte da alcune amministrazioni che si attestano sulla stessa linea tracciata dalla Corte medesima (19) e l’interpretazione delineata dalla magistratura contabile in sede di controllo (20). (22) Art. VI, 9 maggio 2011, n. 2736; Cons. Il d.P.R. A legislazione vigente si ritiene che debba accogliersi la tesi di quella parte della giurisprudenza, rafforzata dagli orientamenti applicativi dell’ARAN, che ritiene che non possa considerarsi decaduto dal diritto alla fruizione del congedo il lavoratore che non ne abbia beneficiato entro il periodo di riporto, stabilito dal contratto di lavoro, nel caso si tratti di dipendente in attività. (13) Cass., 9 luglio 2012, n. 11462; Cass. 117, primo comma, Costituzione, in relazione all’art. Puoi ISCRIVERTI e ricevere le notifiche di nuovi commenti anche senza commentare CLICCA QUI. Monetizzazione del congedo ordinario maturato e non fruito a causa di sopravvenuta malattia, da parte del personale cessato dal servizio a domanda Si allega nel sottostante link la circolare riguardante l’argomento in oggetto divulgata in data odierna. 395/95, sono state aggiunte il decesso e la cessazione dal servizio per infermità o per dispensa dal servizio del dipendente, disposta dopo il collocamento in aspettativa per infermità. 36, comma 3), dalle citate fonti internazionali (Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro h. 132 del 1970, concernente i congedi annuali pagati, ratificata e resa esecutiva con L. 10 aprile 1981, n. 157) e da quelle europee (art. Segreteria Roma. 14. Un’attenta pianificazione delle ferie, infatti, è diretta a garantire, da un lato, il diritto dei dipendenti al recupero delle proprie energie psicofisiche e, dall’altro, ad assicurare la funzionalità degli uffici. Da quest’ultima disposizione si desume che i diritti indisponibili possono essere soggetti a decadenza, a condizione che ciò sia espressamente previsto dalla legge, ovvero dalle parti nel contratto, qualora non sia già intervenuta la legge medesima. 15, legge 312/80. L’interessato aveva dedotto in giudizio, con adeguata documentazione, che le ferie erano state sistematicamente negate, per esigenze di servizio, dal Presidente del Tribunale, dal quale funzionalmente dipendeva, in quanto Presidente di Sezione. Il S.A.P.P.e è il sindacato più rappresentativo del Corpo di Polizia Penitenziaria, © All Right Reserved. Da ultimo, occorre ricordare che in caso di disservizi o inefficienze  organizzative o gestionali, il dirigente potrebbe essere chiamato a risponderne nell’ambito della responsabilità dirigenziale prevista dall’art. 30 gennaio 1941, n. 12, non dispone diversamente, ai sensi del rinvio generale residuale contenuto nel successivo art. A tal riguardo sembra il caso di evidenziare l’orientamento dell’ARAN (36) nella Raccolta Sistematica degli Orientamenti Applicativi di dicembre 2015. 15. L’articolo 18, comma 1, del d.P.R. La sentenza riguarda una appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria. LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SULL’ARTICOLO 8 DEL D.L. Il congedo ordinario è un diritto irrinunciabile e non monetarizzabile, eccetto il caso in cui all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, qualora il congedo ordinario spettante a tale data non sia stato fruito per documentate esigenze di servizio, si procede al pagamento sostitutivo dello stesso. Si tratta, in sostanza, di un ulteriore ampliamento del periodo entro il quale è possibile fruire il congedo ordinario non utilizzato completamente nell’anno di competenza (c.d. II, sentenza n. 431 del 14.03.2018) e d’appello (Cons. (26) C.d.S., sez. Fermo restando il disposto del comma 7, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, qualora il congedo ordinario spettante a tale data non sia stato fruito per documentate esigenze di servizio, si procede al pagamento sostitutivo dello stesso (12). I, sentenza n. 1609 del 16.03.2019; T.A.R. Con riferimento a questa particolare tutela del diritto al riposo considerato irrinunciabile dalla Costituzione italiana, la Corte Costituzionale ha conseguentemente affermato che il lavoratore ha diritto a godere delle ferie entro l’anno, sorgendo, il medesimo diritto, contestualmente alla nascita del rapporto di lavoro (5). Lecce, Sez. In particolare, la magistratura contabile e il Dipartimento della funzione pubblica hanno escluso che il divieto di monetizzazione si applichi alle ferie maturate prima dell’entrata in vigore della normativa del 2012 e alle situazioni in cui il mancato godimento delle ferie non sia imputabile al lavoratore. di Stato, sez. Segreteria Roma maggio 30, 2019 11:28 am 0. Lazio, Sentenza n. 01712/2020. 25) Corte Costituzionale n. 616 del 1987 e n. 158 del 2001. 333-G/Div.1^ del 24 maggio 2019 tendente a chiarire la monetizzazione del congedo ordinario maturato e non fruito a causa di sopravvenuta malattia, da parte del personale della Polizia di Stato cessato dal servizio a … unite, 17 aprile 2009, n. 9146; Cons. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135. 36, comma 3, del d.P.R. A sostegno della domanda, il ricorrente ha invocato la garanzia costituzionale del diritto alle ferie (15), la tutela riconosciuta dalla normativa comunitaria (16), la natura retributiva dell’indennità sostitutiva delle ferie, l’interpretazione offerta dalla prassi amministrativa (17), che consente di corrispondere il trattamento sostitutivo quando le ferie non siano state godute per causa non imputabile alle parti. n. 95 del 2012 includervi tali casi di cessazione, poiché ciò comporterebbe una preclusione ingiustificata e irragionevole per il lavoratore il cui diritto alle ferie maturate e non godute per ragioni di salute, ancorché già in precedenza rinviate per ragioni di servizio, resta integro con riguardo alla duplice finalità di consentire al lavoratore di riposarsi rispetto all’esecuzione dei compiti attribuitigli in forza del suo contratto di lavoro e di beneficiare di un periodo di distensione e ricreazione. (44) T.A.R. Ha chiarito la Corte costituzionale che tale interpretazione, che si pone nel solco della giurisprudenza del Consiglio di Stato (Cons.

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