giulio ii e machiavelli

Iulius]. Lo zecchere Antonio Segni, e "amicissimo" di Leonardo da Vinci. Academia.edu no longer supports Internet Explorer. login. Giulio II. L’11 ottobre il papa lanciò la scomunica contro Giovanni Bentivoglio e l’interdetto contro Bologna; intanto le truppe francesi si avvicinavano a Modena mentre quelle del papa conquistavano e depredavano il contado bolognese. Il pensiero politico di Machiavelli si nutre dell’esperienza accumulata con l’attività diplomatica svolta tra il 1499 e … 4. Prima dell’elezione al papato, avvenuta il 1° novembre 1503, Giuliano partecipò con un ruolo di primo piano a tre diversi conclavi: quello del 1482, convocato dopo la morte di Sisto IV (12 agosto 1484), che portò all’elezione di Innocenzo VIII (dove Giuliano riversò strategicamente sul futuro eletto, Giovanni Battista Cibo, i voti da lui controllati); il conclave seguìto alla morte di Innocenzo VIII, avvenuta il 25 luglio 1492, da cui uscì papa Alessandro VI (in questo caso Giuliano, pur avendo l’appoggio della Francia e del re Ferdinando di Napoli, venne sconfitto dall’abile compravendita di voti di Rodrigo Borgia); il conclave che elesse il 22 settembre 1503 papa – con il nome di Pio III – Francesco Todeschini-Piccolomini (voluto fortemente da Giuliano in chiave antifrancese, contro la candidatura del cardinale Georges d’Amboise) destinato però a un regno di soli ventisei giorni. I primi anni. La posizione roveresca si complicò con la conquista da parte di Cesare Borgia del ducato di Urbino, fino allora tenuto da Guidubaldo da Montefeltro, imparentato con Giuliano. Niccolò Machiavelli. In ottobre Machiavelli é a Roma per seguire il conclave. Sessione finale del Convegno Metafore di un pontificato. Storia. A partire dal 1480 creò un dominio personale nel monastero di Grottaferrata, che deteneva a titolo commendatizio. Apostoli in Roma, commissionato probabilmente allo scultore ... Giuliano della Rovere nacque ad Albisola il 5 dicembre 1443 di modesta famiglia, da Raffaello e da Teodora di Giovanni Manirola. Sorry, preview is currently unavailable. Il carattere complessivamente ‘non esemplare’ di G., seppure tra diverse sfumature, è del resto sintetizzato con formula lapidaria da Nino Borsellino (L’età italiana. Maria Grazia Blasio, Machiavelli, Giulio II e il principato ecclesiastico Isabella Iannuzzi, Le radici culturali di uno spagnolo alla corte papale: Bernardino de Carvajal Rosanna Alhaique Pettinelli, Raffaele Maffei e i Commentarii Urbani Rossella Bianchi, Pier Francesco Giustolo fra Pomponio Leto e Angelo Colocci Il 18 luglio, per reazione alla sfida dei cardinali ribelli, fu emanata una bolla che indiceva per l’anno successivo un concilio generale a Roma. giùlio1 agg. Il 2 ottobre 1506 G. fece il suo ingresso trionfale a Cesena. È evidente la linea di continuità istituita tra Alessandro VI e G. fondata sulla potenza militare e sull’espansione territoriale della Chiesa, sebbene si tratti di due pontefici profondamente diversi quanto a stile personale e carattere. Bibliografia: Fonti: L. Wadding, Annales minorum, 14° vol., Roma 1735, p. 91; Bullarium diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum, a cura di A. Tomassetti, 5° vol., Torino 1860; M. Sanudo, Diarii, a cura di R. Fulin, F. Stefani, N. Baroz et al., 58 voll., Venezia 1878-1903; J. Burckard, Diarium sive Rerum urbanarum commentarii 1483-1506, éd. Il Principe. Giuliano Della Rovere, nato ad Albisola, presso Savona, il 5 dicembre 1443 da Raffaello e Teodora di Giovanni Manirola, entrò nell’ordine francescano sotto la protezione dello zio Francesco Della Rovere che lo inviò a Perugia per seguire gli studi giuridici. Grande importanza ebbero invece per la sua formazione artistica le suggestioni artistico-letterarie della corte ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Nella missiva ai Dieci del 4 novembre 1503 leggiamo: E come io ho scritto per altre mie alle Signorie vostre, questo Pontefice è stato creato con uno favore grandissimo, perché da tre o 4 cardinali in fuora che aspiravano loro al papato, tutti gli altri vi concorsono, e Roano lo ha favorito sanza mezzo. Scrittore, uomo politico, storico e filosofo italiano (Firenze 1469-1527). 1443 dalla modesta famiglia di Raffaello e di Teodora di Giovanni Manirola. F. Gilbert, Machiavelli e Guicciardini. di Machiavelli il proprio braccio destro, affidandogli gli incarichi diplomatici più delicati; Niccolò conobbe Ce-sare Borgia e seguì a Roma il conclave che elesse pa-pa Giulio II. Evento fondamentale di quegli anni fu l’incontro a Lione, nell’aprile 1494, con Carlo VIII e gli inviati di Milano e Venezia che stavano trattando le modalità dell’intervento francese in Italia. L’orazione di apertura fu tenuta da Egidio da Viterbo che stigmatizzava duramente la decadenza morale della Chiesa e l’essersi affidata più alle armi che alla fede, incorrendo così nel castigo divino, la cui prima manifestazione era stata la sconfitta di Ravenna. Da ricordare inoltre – come esempio negativo – il giudizio contenuto in Principe xiii dove M. contesta l’uso delle armi ausiliarie adducendo l’«esemplo fresco» (Principe xiii 3) di G.: «Le arme ausiliarie, che sono l’altre arme inutili, sono quando si chiama uno potente che con le sue arme ti venga a difendere, come fece ne’ prossimi tempi papa Iulio» quando chiamò in suo aiuto Ferdinando il Cattolico (come membro della lega Santa) per conquistare Ferrara. R. Santi). G., privo di ponderazione e di senso della misura, è riuscito a vincere (quasi) disarmato grazie al suo «impeto» e grazie – soprattutto – ai «tempi» concordanti in cui si trovava a operare. Giulio II (1503-1513), Roma, Roma nel Rinascimento 2010, p. 29-43, Lettere diplomatiche (da Enciclopedia Machiavelli, Roma 2015). A essi il Della Rovere avrebbe dedicato, il 30 apr. da qui uscirà papa Giulio II, e può assistere alla rovina della costruzione politica di Cesare Gorgia.La Germania e la Francia "Tra 111507 e il 1508 compì una lunga missione in Tirolo, presso l'imperatore Massimiliano d'Amburgo. Ma le cose volsero al peggio per l’esercito spagnolo-pontificio: il 5 febbraio 1512 Gaston de Foix, comandante delle truppe francesi, liberò Bologna dall’assedio ed entrò in città. Agli inizi di settembre, quando Carlo VIII varcò la frontiera verso l’Italia, Giuliano era al suo fianco e lo accompagnò fino a Roma, dove entrarono il 31 dicembre. Niccolò Machavelli e Francesco Soderini. Nell’ottobre 1503 a Roma presenzia al conclave che elegge papa Giulio II, acerrimo nemico dei Borgia. Tutte imprese che gli riuscirono con «laude» perché non destinate a favorire «alcuno privato» (come nel caso di Alessandro VI con Cesare Borgia), ma concepite «per accrescere la Chiesa». G. ereditò dal papa borgiano il pieno controllo del territorio della Romagna e la sconfitta delle potenti famiglie baronali degli Orsini e dei Colonna, ma soprattutto «la via aperta al modo dello acumulare danari». Arti e tecniche. Leonardo presso Giulio II nei promi mesi del 1505. Figlio di Bernardo di Niccolò Buoninsegna, dottore in legge, e di Bartolomea de' Nelli, soffrì in gioventù delle ristrettezze economiche della famiglia, che pure apparteneva all'antica e illustre nobiltà dei Machiavelli, feudatari guelfi di Montespertoli. Che le perplessità di M. persistano anche dopo la morte di G. è evidente dal trattamento riservato al pontefice negli scritti teorici realizzati nei dieci-quindici anni successivi all’elezione papale. Tuttavia, Machiavelli va oltre. L’aiuto prestato dai francesi nell’occasione fu pagato in denaro e con l’elevazione al cardinalato di tre francesi. ; C. Dionisotti, Machiavellerie, Torino 1980; P. Prodi, Il sovrano pontefice. La sua storia Cesare Borgia nasce nel 1475, da Alessandro Borgia e Vannozza Catanei.I Borgia (Borja) erano una famiglia originaria della Catalunya, e diedero alla Chiesa due papi. Il 2 gennaio 1511, pur convalescente, partì da Bologna in lettiga insieme con le sue truppe: «vederò, si averò sì grossi li coglioni come ha il re di Franza!», avrebbe esclamato al momento della partenza secondo il veneziano Gerolamo Lippomano, che faceva parte del seguito papale (così come riferito da M. Sanudo nell’11° vol. Il giudizio di M., emerso già dalle primissime mosse di G., nasce da un’avversione innata dei fiorentini per le modalità assolutamente impulsive e non prudenti del nuovo papa. Ma il M. teorico non riconosce una «virtù» a G., salvo rare concessioni, come in Principe xvi dove viene citato tra coloro che hanno utilizzato la fama di «liberale» per ottenere il consenso, e poi disfarsene senza timore di apparire «misero»; oppure in Discorsi III xliv 1, dove G. viene indicato come personaggio esemplare per dimostrare come «e’ si ottiene con l’impeto e con l’audacia molte volte quello che con modi ordinarii non si otterrebbe mai». La situazione di Firenze, al centro del contrasto tra Luigi XII Dopo un'infanzia trascorsa ... Giuliano della Rovere nacque ad Albissola presso Savona il 5 dicembre 1443, da povera famiglia. Giulio II (1503-1513), Viterbo 2009, a cura di P. Procaccioli, M. Chiabò, A. Modigliani, Roma 2010, pp. M. sapeva bene chi fosse «San Pietro ad Vincula», sapeva che G. era alla quarta partecipazione al conclave, che aveva mancato di un soffio l’elezione nell’ultimo, recentissimo, del settembre 1503, quando nella prima votazione aveva ottenuto il maggior numero dei voti, che era insomma un cardinale potente e temuto già da una ventina d’anni. L’elezione dello zio al soglio pontificio come Sisto IV, avvenuta il 9 agosto 1471, gli consentì di compiere una folgorante carriera ecclesiastica: il 16 ottobre di quello stesso anno fu nominato arcivescovo di Carpentras e legato d’Avignone e il 15 dicembre cardinale di S. Pietro in Vincoli. Anche per tale ragione – e a causa della posizione del papa rispetto a Genova, staccatasi dalla Francia – i rapporti tra Luigi XII e G. divennero tesi, in particolare dopo il rifiuto del re, nel luglio del 1507, di consegnare al papa i Bentivoglio, rifugiatisi a Milano. 84-86; G. Dall’Olio, Eretici e inquisitori nella Bologna del Cinquecento, Bologna 1999, pp. L’azione fu però interrotta nell’agosto da una grave malattia (probabilmente sifilide) che sembrò condurlo alla morte, ma dalla quale improvvisamente si riprese (come già accaduto in passato): il 28 agosto era sulla via della guarigione e poteva proseguire nella sua politica ostile al concilio di Pisa e alla Francia. La riforma monetaria di Giulio II. Dicesi [...] la cagione di questi favori essere stata che li ha promesso ciò che gli è suto domandato, e però si pensa che allo osservare fia la difficoltà (LCSG, 3° t., pp. L’arte dello stato e la cognizione delle storie, Roma 2006; A. Capata, L’immagine machiavelliana di Giulio II nella Legazione presso la corte papale del 1503, in Giulio II. 01/10/2015 Niccolò Machiavelli 19 GIULIO II (Giuliano della Rovere) 1503-13 papa Vuole restaurare l’autorità papale nello Stato pontificio Riconquista quasi tutta la Romagna Prima nemico e poi collaboratore di Venezia, organizza con lei, la Spagna e Inghilterra … 1477, un monumento funebre nella chiesa dei Ss. M. ebbe modo di osservare da vicino la carriera politico-militare di G., ricavandone una potente suggestione antropologica che lo spinse a ritagliare sulla sua figura un particolare tipo di principe: l’«impetuoso» che si contrappone al «respettivo». Enter the email address you signed up with and we'll email you a reset link. – Appartenente alla gente Giulia, gente patrizia romana che, già illustre nel sec. Il papa poté così recuperare Ravenna, Faenza, Imola e Forlì; Bologna, da cui fuggirono definitivamente i Bentivoglio, scomunicati dal papa, fu ripresa il 13 giugno dal duca di Urbino in nome della Chiesa. Secoli XV-XVIII, Roma 1998, pp. Figlio di Giovanni Santi Raffaello Sanzio poté ricevere dal padre, morto nel 1494, solo un primo indirizzo alla pittura. Una volta rinvigorita l’autorità pontificia sul Contado Venassino (regione di Avignone), nel settembre del 1476 Giuliano lasciò Avignone e rientrò in Italia. [dal lat. Fu sepolto in S. Pietro nella cappella di Sisto IV. In appoggio al papa intanto affluivano in Italia le milizie dei Cantoni svizzeri e contemporaneamente aumentavano le difficoltà dell’esercito francese. M. guarda con grande attenzione alla «natura» di questo pontefice, al suo carattere brusco e collerico, al suo essere così lontano dal suo ideale di principe «prudente» che sa «vedere discosto». Il 28 ottobre 1498, in un periodo di momentanea rappacificazione con la famiglia Borgia che comportò la restituzione dei benefici perduti, Giuliano accolse solennemente in Avignone Cesare Borgia sulla via della Francia, dove questi intendeva prendere possesso del ducato di Valentinois concessogli da Luigi XII. Divenne inoltre vescovo di Losanna, arcivescovo di Avignone e di altre diocesi francesi. Venne così stipulata il 10 dicembre 1508 la lega di Cambrai contro Venezia tra Massimiliano I, Luigi XII, Ferdinando il Cattolico, G., il duca di Ferrara, il duca di Savoia e il marchese di Mantova. Nel luglio le truppe pontificie conquistarono Reggio nell’Emilia in assenza del duca Alfonso d’Este, e in ottobre Parma e Piacenza, con sconcerto dell’imperatore Massimiliano, furono staccate dal ducato di Milano e incorporate nello Stato della Chiesa. Ha trovato adunque la Santità di papa Leone questo pontificato potentissimo. Giuliano Della Rovere, nato ad Albisola, presso Savona, il 5 dicembre 1443 da Raffaello e Teodora di Giovanni Manirola, entrò nell’ordine francescano sotto la protezione dello zio Francesco Della Rovere che lo inviò a Perugia per seguire gli studi giuridici. Essais et esquisses. Giuliano Della Rovere nacque ad Albisola, presso Savona, il 5 dic. 287-375; F. Guicciardini, Storia d’Italia, a cura di S. Seidel Menchi, introduzione di F. Gilbert, Torino 1971; Erasmo da Rotterdam, Papa Giulio scacciato dai cieli, a cura di P. Casciano, Lecce 1998. Nel corso dell’inverno addirittura Giuliano si impegnò nelle trattative per il matrimonio tra il duca Valentino e Carlotta d’Albret e nella stipulazione dell’accordo tra Venezia e Luigi XII per la spedizione contro il ducato di Milano. La maturazione di questa clamorosa posizione antifrancese di G., successiva alla sconfitta dei veneziani ad Agnadello, è testimoniata da M. nella terza legazione in Francia, svoltasi dal 20 giugno al 24 settembre 1510: «la rottura tra ’l Papa e questo Re si crede si possa dire certa [...] considerando quello si mormorava qua» (M. ai Dieci, 18 luglio 1510, in LCSG, 6° t., p. 433). Il 9 agosto fu scomunicato il duca di Ferrara Alfonso I d’Este, alleato dei francesi. Il 15 luglio 1476 ottenne il prestigioso vescovato di Coutances. Il brano si può suddividere in quattro parti: 1. l’enunciazione della tesi secondo cui la fortuna condiziona per metà le vicende umane, mentre l’altra metà è decisa dall’agire dell’uomo; 2. l’idea, che il principeper conservare il potere dovrebbe essere capace di adattare la propria condotta al mutare delle circostanze e dei tempi; 3. l’esempio specifico di Giulio II; 4. la conclusione secondo cui l’uomo impetuoso ha maggiori possibilità di dominare la fortuna che come una donna, preferisce gli audaci. Filosofia. Francescano, attese a Perugia dal 1468 a studî di diritto; dallo zio paterno Francesco, papa Sisto IV, ebbe, il 16 dicembre 1471, la porpora cardinalizia col titolo di S. Pietro in Vincoli e più tardi anche ... giùlio2 s. m. – In numismatica, nome dato al grosso o carlino papale dal 1504 – quando dal papa Giulio II (da cui prese il nome) fu aumentato di peso e migliorato d’intrinseco – fino al 1540, quando cominciò a prevalere il nome di paolo. 2. Il 1° novembre 1503, poche settimane dopo la morte di Pio III, il cardinale Giuliano Della Rovere fu finalmente eletto papa a larghissima maggioranza, anche con l’appoggio dei cardinali spagnoli fedeli ai Borgia. Apostoli in Roma, commissionato probabilmente allo scultore Andrea Bregno. Machiavelli cita anche due esempi moderni per corroborare la sua tesi, ovvero Pier Soderini (il Gonfaloniere perpetuo della Repubblica di Firenze, di cui era stato collaboratore e amico nel periodo 1502-1512) e papa Giulio II, citato a più riprese anche nel Principe: il primo viene descritto come un uomo prudente e cauto sulla falsariga di Q. Fabio Massimo, cosa che gli permise di prosperare nei tempi … G. «non solum seguitò ma accrebbe» la politica energica di Alessandro VI, conquistò Bologna, spense i veneziani con la lega di Cambrai, cacciò i francesi dall’Italia con la lega Santa. L. Thuasne, 3 voll., Paris 1883-1885; Le due spedizioni militari di Giulio II tratte dal diario di Paride Grassi bolognese, a cura e note di L. Frati, Bologna 1886; S. di Branca Tedallini, Diario romano dal 1° maggio 1485 al 6 giugno 1524, a cura di P. Piccolomini, in RIS, 23. Seguì quindi la lotta contro i Baglioni di Perugia e i Bentivoglio di Bologna, intrapresa in condizioni di netta inferiorità militare anche se in accordo con la Francia e Firenze, seguita da M. nella seconda legazione presso la corte papale del periodo 25 agosto-26 ottobre 1506. In primavera G. si trasferì a Rimini, dove ebbe notizia di un concilio antipontificio che si sarebbe dovuto aprire a Pisa nel settembre, convocato da cardinali francesi con l’intenzione di muovere la crociata e riformare la Chiesa. 107-111 Dal 1483 al 1502 fu vescovo di Bologna e dal 1502 al 1503 guidò la diocesi di Vercelli. Leone X, dopo due pontificati energici e ambiziosi, trovò nel 1513 la sede papale «potentissima», ovvero rinvigorita sul piano militare. Infine, nelle Istorie fiorentine sarebbe ravvisabile, secondo Dionisotti (1980, pp. M. aveva la fondata convinzione che un uomo privo di sovranità razionale sul proprio operato e mancante della freddezza necessaria nel carattere non poteva essere un vero politico. Per i fiorentini G. era un personaggio sbalorditivo, un vero ‘outsider’, e anche altri «oratori» di Firenze riportavano giudizi stupefatti sul modo di agire del papa, per il quale prefiguravano sempre una rovina politica e militare imminente che però non si realizzò mai (cfr. II, pp. 7/10. L’obiettivo primario di G. era il recupero delle terre della Romagna occupate dai veneziani nei giorni della sua incoronazione. 10913). E in Francia Machiavelli si recò numerose volte (nel 1500, nel 1504 , nel 10 e nell’11 ) , tanto da conoscere molto bene la struttura di questo stato e da poter analizzare con precisione le ragioni della forza e del prestigio dei Francesi e, insieme , le cause dei loro insuccessi. Sul letto di morte investì il nipote della signoria di Pesaro e nella notte tra il 20 e il 21 febbraio morì. Si giunse così alla battaglia di Agnadello (14 maggio 1509) che vide una clamorosa sconfitta dell’esercito veneziano. 5° a. C., si inserì in seguito, soprattutto per opera di Cesare e di Augusto, nella leggenda delle origini troiane di Roma, riconoscendo... Giovanni de' Medici (Firenze 1475 - Roma 1521), secondogenito di Lorenzo il Magnifico; destinato alla carriera ecclesiastica, si laureò a Pisa in diritto canonico, avendo già ottenuto fin dalla fanciullezza benefici cospicui come la nomina ad abate di Montecassino e di Morimondo; nel 1489 era stato creato ... Giovanni Battista Cybo (Genova 1432 - Roma 1492); cardinale (1473), successe a Sisto IV (1484) con l'aiuto di Giuliano della Rovere e ricorrendo a numerosi intrighi. Il 7 aprile 1509 G. ricevette l’offerta veneziana della restituzione di Rimini e Faenza, ma la rifiutò e scagliò la scomunica contro Venezia se questa non avesse reso tutti i possedimenti della Romagna. 3, 1904, pp. Nel giugno 1502 è a Urbino presso Cesare Borgia, noto come il Valentino, figlio di papa Alessandro VI. […] [ma] la brevità della vita non li ha lasciato sentire il contrario; perché, se fussino sopravvenuti tempi che fussi bisognato procedere con respetti, ne seguiva la sua rovina. Venne di poi papa Iulio e trovò la Chiesa grande, avendo tutta la Romagna e essendo spenti e’ baroni di Roma, e, per le battiture di Alessandro, annullate quelle fazioni; e trovò ancora la via aperta al modo dello accumulare danari, non mai più usitato da Alessandro indreto. Quel papa così bestiale, «misero» e «rotto», fautore di un uso della forza senza prudenza, capace di adottare qualsiasi strumento per affermare la potenza dello Stato della Chiesa, aveva ottenuto in vita grandi successi. login. [Nicolo Machiavelli al Magnifico Lorenzo de’ Medici] ... agli attacchi dei Veneziani e, nel 1510, a quelli del Papa Giulio II, è unicamente perché la sua famiglia era già stabilita da lungo tempo nel suo ducato. L'esempio di papa Giulio II della Rovere è già stato prodotto da Machiavelli in altri capitoli del trattato, anzitutto nel cap. Terminato il pontificato di G., M. si pone di fronte alla difficoltà di un giudizio univoco che tuttavia è ineludibile. Non aver impedito l’elezione di Giulio II al Soglio Pontificio. Giulio II inganna colpevolmente Cesare: “Giulio sol lo nutrì di speme assai, | e quel Duca in altrui trovar credettte | quella pietà che non conobbe mai”. Giampaolo Baglioni, Giulio II e i ‘Ghiribizzi al Soderini’, in Machiavelli e il mestiere delle armi; guerra arti e potere nell’Umbria del Rinascimento, a cura di A. Campi, E. Irace, F. F. Mancini, M. Tarantino, Perugia, Aguaplano, 2014, pp. Nominato legato della Marca d’Ancona nel 1473, nel giugno 1474 Giuliano fu posto dal papa a capo di una spedizione militare per ricondurre le ribelli Todi e Spoleto all’obbedienza dello Stato della Chiesa e assediò Città di Castello, spegnendone la sedizione. Giulio II Sala dei Cinquecento, Firenze Papa Giulio II Giovanni Bentivoglio Lega di Cambrai vs. Alleanza con Venezia vs. Francia capitolo XI fattore in più di Giulio rispetto a Alessandro opera per la grandezza della Chiesa, e non per quella di un privato muore nel 1513 capitolo Nella missiva del 26 novembre 1503 presero corpo le intuizioni di M. circa le ‘vere’ risoluzioni del nuovo papa, culminate con l’arresto del duca Valentino il 28 novembre. E benché la ’ntenzione sua non fussi fare grande la Chiesa, ma il duca, nondimeno ciò che fece tornò a grandezza della Chiesa: la quale dopo la sua morte, spento el duca, fu erede delle sua fatiche. In una più tarda lettera a Francesco Vettori, del 29 aprile 1513, M. definisce il pontefice «instabile, rotto, furioso, misero», mentre nella minuta della stessa lettera, lo chiama «instabile, rotto, impetuoso, avaro». 65-80. di Alessandro Capata - Secondo Riccardo Bruscagli (Machiavelli, 2008, p. 25) «la legazione dell’ottobre 1503, dopo la morte di Pio III [...] segna un progressivo distanziarsi di Machiavelli dalla valutazione positiva data in precedenza del Valentino». Sebbene in questa legazione sia Luigi XII a esser posto sotto la lente di ingrandimento di M., tuttavia è ben individuabile lo sconcerto machiavelliano per l’irrazionalità della posizione di G., oltre al palese disappunto per la scelta antifiorentina contenuta nella decisione di contrastare la Francia. In ulteriori giudizi la tesi di M. non si presta a dubbi: G. incarna un tipo di principe «fortunato» perché non si è mai dovuto confrontare con «tempi» dissonanti dalla sua «natura» e non è mai stato obbligato all’uso della «prudenza» di cui era privo. A lui si deve la fondazione dei Musei Vaticani e viene ricordato dalla storiografia come il “papa guerriero” e “il papa terribile”. Agli inizi del 1506 G. decise con la massima determinazione di recuperare Perugia e Bologna, allora sotto la signoria di fatto, rispettivamente, dei Baglioni e dei Bentivoglio. La speranza (andata delusa) di Giuliano era che il sovrano convocasse un concilio per deporre Alessandro VI, al quale, al contrario, il re fece atto di obbedienza. Il testo da cui parte l’osservazione di M. è la Legazione presso la corte papale del periodo 23 ottobre-18 dicembre 1503, svolta in occasione del conclave che elesse papa Giulio II. 321-22). Per contrastare la fortuna, … Ostile ad Alessandro ... Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 57 (2001). L’11 novembre G. entrò trionfalmente in città. 543-547, Francesco Soderini (da Enciclopedia Machiavelli, Roma 2015), Machiavelli, Giulio II, il principato ecclesiastico, in Metafore di un pontificato. To browse Academia.edu and the wider internet faster and more securely, please take a few seconds to upgrade your browser. - Giuliano della Rovere (Albissola 1443 - Roma 1513), francescano, fu creato cardinale dallo zio Sisto IV nel 1471; dopo aver assolto numerosi incarichi politici e diplomatici, divenne potentissimo con l'elezione di Innocenzo VIII, a lui legato da vincoli di gratitudine. Sa vie et son pontificat, Paris 1873; M. Brosch, Papst Julius II. Negli anni del pontificato di Alessandro VI, Giuliano visse spesso nella fortezza di Ostia, da cui usciva solo sotto scorta armata. 1511-1513, Bologna 1904; E. Rodocanachi, Le pontificat de Jules II, Paris 1928; P. Paschini, Roma nel Rinascimento, in Storia di Roma, 12° vol., Bologna 1940; G.B. Ma, se fossero venuti altri tempi che avessono ricerco altro consiglio, di necessità rovinava; perché non arebbe mutato né modo né ordine nel maneggiarsi. Acquista LEONARDO da VINCI e papa GIULIO II. 3. La cultura non classicista. Non mancano riferimenti a G. nell’Arte della guerra: nel VII libro Fabrizio Colonna, a proposito dell’opportunità o meno di riempire d’acqua i fossi che circondano le città, opta per la soluzione «senza acqua» perché più sicura, dal momento che in inverno spesso l’acqua dei fossi ghiaccia e rende più facile l’espugnazione di una città, «come intervenne alla Mirandola, quando papa Iulio la campeggiava» (§ 20), con allusione all’assalto roveresco del 1511. - Pittore e architetto (Urbino 1483 - Roma 1520). Affiancando personaggi del calibro di Cesare Borgia e Giulio II si rese conto dell’arretratezza della repubblica fiorentina e nelle lettere che mandava alla sua città, oltre a riferire ciò di cui era incaricato, criticava in maniera non troppo velata l’atteggiamento attendista della Signoria Fiorentina. Perché la scelta del Borgia non fu utile,nei fatti, alla causa di Machiavelli? Nelle sedute successive fu dichiarato illegittimo il concilio pisano-milanese, che il 4 giugno si trasferì ad Asti e infine a Lione. II: Lettere, legazioni e commissarie. Tuttavia M. è disposto a riconoscere un lato costruttivo della politica di G., come si legge in Principe xi 12-15, 18: Surse di poi Alessandro VI, il quale, di tutti e’ pontefici che sono mai stati, mostrò quanto uno papa e col danaio e con le forze si poteva prevalere; e fece, con lo instrumento del duca Valentino e con la occasione della passata de’ franzesi, tutte quelle cose che io discorro di sopra nell’azioni del duca. Lezioni Vedi tutti. You can download the paper by clicking the button above. Il guelfismo di Machiavelli. Un corpo e due anime: la monarchia papale nella prima età moderna, Bologna 1982; I. Cloulas, Giulio II, Roma 1993; E. Cutinelli-Rendina, Chiesa e religione in Machiavelli, Pisa-Roma 1998; O. Niccoli, La vita religiosa nell’Italia moderna. Attualità. M. tornò di nuovo sull’impresa di Perugia in Discorsi I xxvii evidenziando come G. si mise alla mercé di Giampaolo Baglioni confidando temerariamente (ma con successo) nella propria autorità. Pensiero politico e storiografia a Firenze nel Cinquecento, 1970, pp. In effetti un principe ereditario ha ben minori motivi, e si Machiavelli e la politica: il "Principe" 18/27. Trae origine proprio dall’esperienza romana di quell’autunno del 1503 il successivo ‘ripensamento’ teorico di M. sulla «mala elezione» di Cesare Borgia contenuto in Principe vii. Cultura e letteratura del pieno Rinascimento, 2008, p. 161): «Giulio II non diventerà mai un modello politico come il Valentino (di cui peraltro aveva determinato la sconfitta)». Non serve dire che tale metafora è improntata a un certo gusto misogino, per cui la donna deve essere controllata in quanto essere capriccioso e … Machiavelli conclude dicendo che gli uomini sono felici se la fortuna è … I buoni rapporti con Cesare Borgia, tuttavia, non durarono a lungo: il 2 dicembre 1503 Cesena e le altre città conquistate dal Valentino rientrarono in possesso del papa; negli stessi giorni il Borgia fu arrestato e rinchiuso in Castel Sant’Angelo, e l’uomo di fiducia del Valentino, don Micheletto, imprigionato nei pressi di Cortona, fu condotto a Roma e consegnato, il 9 gennaio 1504, al papa. La foga con la quale G. si lanciò nell’operazione di recupero territoriale della Romagna ai danni del Valentino, osservata da M., fu il primo sintomo evidente di questa modalità. Nel 1500 Giuliano ricevette da Alessandro VI la concessione dell’abbazia di Chiaravalle in cambio del suo appoggio alla politica del Valentino che stava costituendo uno Stato nell’Italia centrale. Economia e business. L’esperienza della vittoriosa riconquista di Perugia in condizioni di grande inferiorità militare impressiona M. e non è un caso che – proprio nel corso di questa missione – il Segretario concepisca i Ghiribizzi al Soderino nei quali sostiene che «Questo papa, che non ha né stadera né canna in casa, a caso conseguita, e disarmato, quello che con l’ordine e con l’armi difficilmente li doveva riuscire» (Lettere, p. 137). Il 4 ottobre fu stipulata la lega Santa fra il papa, Venezia, Ferdinando il Cattolico e – dal 17 novembre – Enrico VIII d’Inghilterra contro la Francia.

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